{"id":36238,"date":"2024-05-28T21:37:11","date_gmt":"2024-05-28T19:37:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=36238"},"modified":"2024-05-28T21:37:11","modified_gmt":"2024-05-28T19:37:11","slug":"a-montalcino-si-pedala-da-eroi-ma-si-guarda-avanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/05\/28\/a-montalcino-si-pedala-da-eroi-ma-si-guarda-avanti\/","title":{"rendered":"A Montalcino si pedala da eroi. Ma si guarda avanti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/05\/29\/eroica-sfida-vera-soprattutto-per-chi-non-pedala\/eroica-ciclisti-3\/\" rel=\"attachment wp-att-30061\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-30061\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/Eroica-ciclisti-2-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/Eroica-ciclisti-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/Eroica-ciclisti-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/Eroica-ciclisti-2.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Su cinque tracciati da 27\u00a0 fino a 153 chilometri. Sulle strade bianche della Val D\u2019Orcia, della Val D\u2019Arbia, tra le Crete Senesi, nella Riserva Naturale di Lucciolabella e il Parco Geominerario del Monte Amiata. Con le bici d&#8217;epoca. In tanti, pi\u00f9 di 2.500 di tutto punto vestiti, come allora, come sempre.\u00a0 Pochi giorni fa a <strong>Montalcino<\/strong> \u00e8 andata in scena l&#8217;<strong>Eroica di Primavera<\/strong>, una delle tante Eroiche che da Gaiole in Chianti stanno ormai conquistando il mondo. Ma non \u00e8 un corsa che sta conquistando il mondo: \u00e9 un&#8217;idea, un concetto, una cultura, un modo di pensare, di vivere, di stare insieme e di immaginarsi. E&#8217; per questo che Eroica si prende tutto lo spazio che c&#8217;\u00e8,\u00a0 conquista, entra nel cuore e nella testa di chi pedala.\u00a0 Perch\u00e8\u00a0 chi corre l\u2019Eroica un po\u2019 eroe lo \u00e8 sempre\u00a0 anche se sa perfettamente che gli eroi sono altri. Perch\u00e8 per correre in bici tanti anni fa un po\u2019 eroi bisognava esserlo. Le bici erano quelle che erano. E le strade anche. Niente carbonio, \u00a0niente elettronica, niente integratori, niente di niente. Come diceva <strong>Alfredo Binda<\/strong>, e non a caso la sua frase \u00e8 diventata storia, per correre allora ci volevano i &#8220;garun\u2026&#8221; e non serve tradurre per capire che bisognava esser tosti. Forse la fatica era di pi\u00f9. Certo che le facce erano antiche gi\u00e0 da giovani . Non c\u2019era tempo per look, \u00a0orecchini, tatuaggi, per i body intonati con le bici. Le scarpette non avevano le suole hi-tech e gli attacchi erano le cinghiette dei puntapiedi. Stop. \u00a0Un altro mondo. Un mondo dove la bici era poesia pura, romanzo, oggetto del desiderio e oggetto di un racconto infinito uscito dalle penne di grandi scrittori. Non solo un mezzo meccanico, ma il mezzo per raccontare una grande storia di attese e di speranze e per vivere un riscatto che, dopo le Guerre, \u00a0i nostri nonni e bisnonni si sono conquistati con il cuore e con le unghie. C\u2019era una volta il ciclismo dei pionieri che ha fatto pedalare un Paese che aveva voglia di ricominciare e c\u2019\u00e8 oggi un ciclismo che a quell\u2019epopea si ispira e vuole rivivere. Ovvio, per gioco. Con lo spirito lieve che serve in questi casi. Ed \u00e8 un altro ciclismo. Pi\u00f9 rilassato \u00a0di quello delle granfondo dove ci si depila, si cerca il tempo e\u00a0 si va sempre a tutta. Pi\u00f9 godereccio rispetto alla frenesie dei ristori in corsa con sali e barrette presi al volo per non perdere un secondo. Qui ci si ferma,\u00a0 si chiacchiera e si mangia davvero: torte fatte in casa, salumi,\u00a0 minestra di pane,\u00a0 zuppa di ceci e zabaione col vin santo. Facile fermarsi, difficile ripartire. Ma poi si fa perch\u00e8 non c\u2019\u00e8 fretta, non c\u2019\u00e8 agone. Si riparte e ci si riferma perch\u00e8 da queste parti c\u2019\u00e8 tanto anche da vedere e c\u2019\u00e8 sempre il tempo di una foto o di un \u201cselfie\u201d come si usa da quando i telefonini sono entrati nelle nostre vite. E\u2019 il ciclismo che torna eroico.\u00a0 E&#8217; il ciclismo che sfida il tempo, che lo conserva e un po&#8217; lo anticipa. In questi giorni eroici di Montalcino in \u00a0Piazza del Popolo, sotto la Torre del Palazzo dei Priori, c&#8217;erano due biciclette d\u2019epoca che, collegate un generatore di energia attivato dalla pedalata, illuminavano la\u00a0 loggia. In quarant&#8217;otto ore 24 squadre si sono avvicendate sui pedali mentre su un maxischermo scorrevano le immagini del\u00a0 video <strong>\u00abDipende da noi\u00bb,<\/strong> realizzato nell\u2019ambito della misura Pnrr \u00abCultura e Consapevolezza delle sfide ambientali\u00bb dal Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica. Sfida nella sfida per spiegare come la bici sia esempio\u00a0 virtuoso di economia circolare,\u00a0 per promuovere un manifesto e il decalogo di un ciclismo sostenibile, per far conoscere un progetto di studio messo a punto con Eroica\u00a0 sui \u00abpercorsi ritrovati\u00bb tra strade rurali e bianche, viabilit\u00e0 dimenticata che connette ai Parchi Nazionali e Geominerari italiani con oltre duecento le ciclovie mappate, che permettono di avvicinarsi alle aree protette italiane, andando alla scoperta di territori non noti al grande pubblico. \u00a0\u00abLa bicicletta &#8211; \u00e8 scritto nel manifesto &#8211; \u00e8 l\u2019esempio di economia circolare per eccellenza e i ciclisti che pedalano per il mondo sono portatori di storie, coraggio, amore e sensibilit\u00e0 per l\u2019ambiente\u00bb. Si pedala da eroi, ma si guarda avanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Su cinque tracciati da 27\u00a0 fino a 153 chilometri. Sulle strade bianche della Val D\u2019Orcia, della Val D\u2019Arbia, tra le Crete Senesi, nella Riserva Naturale di Lucciolabella e il Parco Geominerario del Monte Amiata. Con le bici d&#8217;epoca. In tanti, pi\u00f9 di 2.500 di tutto punto vestiti, come allora, come sempre.\u00a0 Pochi giorni fa a Montalcino \u00e8 andata in scena l&#8217;Eroica di Primavera, una delle tante Eroiche che da Gaiole in Chianti stanno ormai conquistando il mondo. 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