{"id":36437,"date":"2024-07-03T20:27:03","date_gmt":"2024-07-03T18:27:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=36437"},"modified":"2024-07-03T20:27:03","modified_gmt":"2024-07-03T18:27:03","slug":"cavendish-non-e-il-cannibale-ma-scrive-un-pezzo-di-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/07\/03\/cavendish-non-e-il-cannibale-ma-scrive-un-pezzo-di-storia\/","title":{"rendered":"Cavendish non \u00e8 il Cannibale ma scrive un pezzo di storia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/07\/03\/cavendish-non-e-il-cannibale-ma-scrive-un-pezzo-di-storia\/cav2\/\" rel=\"attachment wp-att-36438\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-36438\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/cav2-300x196.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/cav2-300x196.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/cav2-1024x670.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/cav2-768x503.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/cav2.jpg 1187w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Va cos\u00ec il Tour o forse va cos\u00ec il ciclismo. E allora una noiosa, scontata, tranquilla, piatta tappa per velocisti diventa una tappa di storia. <strong>Mark Cavendish<\/strong> vince per la trentacinquesima volta alla Grande Boucle: \u00e8 un record. Ma a farlo entrare dritto nella leggenda del ciclismo \u00e8 aver superato <strong>Eddie Merckx<\/strong>. Si \u00e8 mangiato il &#8220;Cannibale&#8221; trionfando in uno sprint da gomitate nella quinta tappa del Tour , la Saint-Jean-de-Maurienne-Saint Vulbas.\u00a0 \u00abNon ci credo, sono incredulo &#8211; ha detto all\u2019arrivo. \u00c8 qualcosa di unico. L\u2019Astana ha fatto una grande scommessa su questa vittoria&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Stava diventando quasi un\u2019ossessione.<\/strong> Ha sofferto perdendo pi\u00f9 di mezz\u2019ora nella prima tappa di Rimini, ha arrancato ieri sul Galibier ma non ha mollato perch\u00e9 lo sprint, in questo angolo di Francia tra il verde del Rodano, l&#8217;aveva cerchiato di rosso atteso. Una liberazione, che lo consegna alla storia e che arriva dopo un ripensamento perch\u00e8 il suo ultimo Tour doveva essere quello dello scorso anno quando aveva annunciato il ritiro e\u00a0 sembrava dovessero scorrere i titoli di coda sulla carriera incredibile di uno dei pi\u00f9 forti velocisti degli ultimi anni,\u00a0 con oltre 160 vittorie, con un mondiale nel 2011,\u00a0 con tre ori iridati in pista nell\u2019americana, con un argento olimpico nell\u2019omnium a Rio 2016, con un Milano-Sanremo.<\/p>\n<p><strong>Ma a caldo si dicono tante cose.<\/strong> Poi ci si guarda intorno, si riflette, ci si\u00a0 ripensa. Anche perch\u00e8 quella 35ma vittoria pi\u00f9 che un sogno era un tarlo: entrare nella classifica eterna: \u201cCannonball\u201d\u00a0 che mette la sua ruota davanti a quella del\u00a0 \u201cCannibale\u201d. Anche se \u00e8 chiaro che non \u00e8 la stessa cosa, che sono mondi, pianeti, campioni diversi, storie diverse. Che il belga \u00e8 inarrivabile per tutti e non solo per il campione dell&#8217;isola di Man.\u00a0 Ma Cavendish resta Cavendish con tutte le differenze, con tutti i distinguo, con tutte le distanze del caso. E un posto lo trova\u00a0 nella galassia di un ciclismo combattente e vincente che lui, come pochi, ha interpretato a gomiti larghi.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 la storia di \u201cThe Manx Missile\u201d<\/strong>, che prima di pedalare prova a cimentarsi con la danza e poi come terzino nelle giovanili del Leeds,\u00a0 e che sale in bici a dodici anni, competitivo da subito, \u201cscorbutico\u201d da subito, veloce da subito. Che poi certe caratteristiche uno forse neanche ha bisogno di allenarle perch\u00e8 se le ritrova nel dna e non solo quando va in bici o sprinta visto che, gi\u00e0 da ragazzo, quando per un periodo della sua vita lavora in banca si mette in testa battere il record di transazioni da fare in una singola giornata. Ruota a ruota anche dietro uno sportello che non cambia di un nulla lo stile di vita di uno abituato a fare a \u201csportellate\u201d. Sposato, quattro figli, ha tenuto per 25 anni la bici al centro della sua vita: passione, lavoro, gloria e vittorie.<\/p>\n<p><strong>Una vita nella pancia del gruppo,<\/strong> nellla \u201cbolla\u201d, come ha raccontato spesso nelle sue interviste, dove si sta bene , dove per molte cose c\u2019\u00e8 chi pensa per te, dove devi solo pensare a pedalare e, nel suo caso a vincere, Ma non si vive di sola gloria e le ruote non girano sempre come dovrebbero cos\u00ec \u201cCannonball\u201d, per una strana alchimia che a volte rende lo sport crudele, cinque anni fa sembra arrivato al capolinea. A minare i suoi muscoli e la sua testa \u00e8 il virus di Epstein-Barr ma soprattutto la depressione.\u00a0 L\u2019ultima vittoria \u00e8 dell\u20198 febbraio del 2018 in una tappa del Dubai Tour. Una volata delle sue, spigolosa e vincente. Poi pi\u00f9 nulla. Poi si spegne la luce e il ciclismo passa in secondo piano. Due anni al buio senza stimoli, senza voglia ma soprattutto senza pi\u00f9 squadra. Che non \u00e8 l\u2019ultimo dei dettagli quando il ciclismo \u00e8\u00a0 il tuo mestiere. Mille e duecento giorni senza alzare le braccia al cielo per uno sprinter di razza sono un\u2019eternit\u00e0 e una sentenza. Sono un tunnel dal quale non sempre si riesce a venir fuori. Pensi a un sacco di cose ma soprattutto pensi al ritiro.<\/p>\n<p><strong>Ma nulla \u00e8 scritto e molto si pu\u00f2 fortunatamente riscrivere,<\/strong>\u00a0 cos\u00ec quando tutto sembrava nero un lampo di luce arriva proprio dal passato , da <strong>Patrick Lefevere<\/strong> team manager della Deuceuninck- Quisckstep, lo squadrone belga in cui Cavendish aveva corso e vinto che gli d\u00e0 una nuova chanche. L\u2019ultima. A patto che sia lui stesso a trovarsi uno sponsor che gli paghi lo stipendio. Una scommessa per tutti, ma per uno abituato a sgomitare negli sprint, a scartare a 80 all\u2019ora e a limare i millimetri dei tubolari non pu\u00f2 essere un problema. E infatti riparte. Avanti piano all\u2019inizio.\u00a0 Gregario? Non proprio. Ci sono corridori che hanno la vittoria nel Dna e Cavendish deve solo fare uno sforzo di memoria che ritrova all\u2019improvviso, quasi per magia, nell\u2019 aprile di tre anni fa nella seconda tappa del Giro di Turchia quando ritorna a mettere fila\u00a0 Andr\u00e8 Greipel e Jasper Philipsen. Strano il ciclismo, strana la vita. Il cerchio si chiude:\u00a0 Cannonball che lo scorso anno al Tour aveva salutato tutti quest&#8217;anno \u00e8 tornato. Aveva un conto da regolare con la storia. Ora pu\u00f2 mettersoi il cuore in pace ma non lo far\u00e0. Si accettano scommesse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Va cos\u00ec il Tour o forse va cos\u00ec il ciclismo. 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