{"id":36446,"date":"2024-07-04T20:52:05","date_gmt":"2024-07-04T18:52:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=36446"},"modified":"2024-07-04T20:52:05","modified_gmt":"2024-07-04T18:52:05","slug":"il-tour-e-il-tour-anche-se-annoia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/07\/04\/il-tour-e-il-tour-anche-se-annoia\/","title":{"rendered":"Il Tour \u00e8 il Tour anche se annoia&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/07\/04\/il-tour-e-il-tour-anche-se-annoia\/trew\/\" rel=\"attachment wp-att-36447\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-36447\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/trew-300x181.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"181\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/trew-300x181.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/trew-1024x618.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/trew-768x464.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/trew.jpg 1325w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>A\u00a0 parte il Barbotto, a parte la magia di Firenze, a parte il Galibier e un paio di scatti non \u00e8 ancora successo quasi nulla e quindi meglio non esagerare con gli aggettivi se no poi, quando il bello verr\u00e0, sar\u00e0 difficile trovarne. Il Tour \u00e8 il Tour anche quando annoia, quando scorre lento\u00a0 come oggi, con 188 scontati chilometri verso Digione che si infiammano solo negli ultimi cento metri con la volata vincente di <strong>Dylan Groenewegen<\/strong> che si mette dietro <strong>Jasper Philipsen<\/strong> poi declassato per aver chiuso alle transenne un redivivo <strong>Wot van Aert<\/strong>.\u00a0 Ma il Tour \u00e8 il Tour a prescindere da ci\u00f2 che accade, evento mondiale, corsa di campioni, sfida che vale soldoni e prestigio tanto quanto un Supebowl, un\u2019olimpiade o una finale di Champions. Evento che muove un Paese, che lo ama, lo segue, lo racconta, ci investe e\u00a0 gli d\u00e0 le prime pagine dei giornali e non solo dei giornali: altro che calciomercato, vacanze vip di calciatori e veline, tradimenti e matrimoni.\u00a0 Bisogna farsene una ragione: le altre sfide sembrano\u00a0 da strapaese al confronto, quindi inutile strapparsi le vesti, insistere con i paragoni impietosi, provare a spiegare, dolersi, arrabbiarsi. Se altrove la corsa langue un motivo ci sar\u00e0. Qui non c\u2019\u00e8 tempo, o meglio c&#8217;\u00e8 un tempo che non si \u00e8 mai fermato ed \u00e8 stato capace di rincorrere quel ciclismo globale di cui tanto si parla ma forse non si capisce bene cosa sia se non la necessit\u00e0 di andare a prendere i soldi dove ci sono. Che era poi quello che facevano tanti anni fa gli organizzatori delle garette di strapaese quando molestavano i \u201ccumenda\u201d della zona a caccia dei \u201cdan\u00e8\u201d. E se servono tanti denari per organizzare il Trofeo <em>tal dei tali<\/em> figurarsi per Giro o Tour. E allora ci si abitua a tutto . Anche a un Giro che nei prossimi anni partir\u00e0 dagli Stati Uniti e a un Tour de France che ha rischiato, come aveva annunciato il Thai Tourism Authority un paio di anni fa, di far tappa in Thailandia. Ma forse era troppo anche per i francesi e allora ben vengano Firenze e l\u2019Italia. E se la legge \u00e8 quella dello sponsor \u00e8 una legge che non fa sconti. Alla storia, all\u2019epica della corsa, al suo passato e ai suoi eroi. Tutto ha un prezzo. Una partenza, un arrivo, una tappa, un traguardo volante un gran premio della montagna anzich\u00e8 un altro. Poi per\u00f2 bisogna pedalare e allora la differenza tornano a farla i campioni, le fughe e le salite. Tornano a farla i grandi nomi. Quest&#8217;anno al Giro c&#8217;era <strong>Tadej Pogacar<\/strong>, solo lui, ed oltre a vincere un po&#8217; il Giro l&#8217;ha salvato. In questi giorni sulle strade del Tour oltre al campione sloveno ci sono <strong>Jonas Vingegaard, Remco Evenepoel, Primoz Roglic, Mathieu Van der Poel, Wout van Aert, Egan Bernal<\/strong> e si potrebbe continuare. Ma non serve perch\u00e8, come cantava <strong>De Gregori<\/strong>: &#8220;Tra bufalo e locomotiva la differenza salta agli occhi&#8230;&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>A\u00a0 parte il Barbotto, a parte la magia di Firenze, a parte il Galibier e un paio di scatti non \u00e8 ancora successo quasi nulla e quindi meglio non esagerare con gli aggettivi se no poi, quando il bello verr\u00e0, sar\u00e0 difficile trovarne. 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