{"id":36462,"date":"2024-07-07T18:05:22","date_gmt":"2024-07-07T16:05:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=36462"},"modified":"2024-07-07T18:05:22","modified_gmt":"2024-07-07T16:05:22","slug":"un-tour-eroico-spettacolo-puro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/07\/07\/un-tour-eroico-spettacolo-puro\/","title":{"rendered":"Un Tour &#8220;eroico&#8221;, spettacolo puro"},"content":{"rendered":"<div class=\"article__content__unit article__content__unit--text\">\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/07\/07\/un-tour-eroico-spettacolo-puro\/tadei3\/\" rel=\"attachment wp-att-36463\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-36463\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/tadei3-300x172.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"172\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/tadei3-300x172.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/tadei3-1024x588.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/tadei3-768x441.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/tadei3.jpg 1192w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Vince la nona tappa del Tour\u00a0 <strong>Anthony Turgis, <\/strong>un francese: giusto cos\u00ec. Una tappa che non finisce mai, una tappa fantastica, una tappa da innamorati del ciclismo, che ha fatto palpitare il cuore. Una tappa &#8220;eroica&#8221;. Le strade bianche saranno per sempre eroiche&#8230;anche in Francia, anche al Tour. Sono l&#8217;essenza di un ciclismo che i francesi per pi\u00f9 di un secolo hanno tenuto in un cassetto e che oggi ha regalato una delle tappe pi\u00f9 belle di una corsa dove, per un giorno, ognuno ha provato a correre pi\u00f9 seguendo l&#8217;istinto che la tattica o le radioline. Magia e meraviglia degli sterrati che valgono il pav\u00e8, valgono una salita, valgono sempre il prezzo del biglietto. Non \u00e8 una questione di luoghi,\u00a0 di maiuscole o minuscole ma di filosofia, di pensiero,\u00a0 di come si vuole intendere il ciclismo.\u00a0 Le strade bianche che, nella nona tappa da Troyes a Troyes, 199 chilometri nella meraviglia delle vigne dello Champagne, hanno portato <strong>Pogacar<\/strong> e compagni a pedalare e a giocarsela in 14, splendidi, settori, sembrano antiche ma in realt\u00e0 portano lontano. Nel futuro. E\u2019 un modo di essere e di pedalare che impersona un ciclismo e un popolo che da Gaiole in Chianti, in Toscana, dove tutto \u00e8 cominciato con l&#8217;Eroica, pian piano ha contaminato uno sport che non aspettava altro che aveva voglia di ritrovare le emozioni e l&#8217;autenticit\u00e0.\u00a0 Sono contagiose le strade bianche e allora anche i francesi non hanno resistito. E hanno un bel dire <strong>Patrick Lefevere<\/strong>, general manager della Soudal Quick Step di <strong>Remco Evenepoel<\/strong> e\u00a0 <strong>Richard Plugge<\/strong>, general manager della Visma Lease e BIke di <strong>Jonas Vingegaard<\/strong> che invece di tornare al sapore antico, strizzando l&#8217;occhio al passato, il Tour come il ciclismo in generale, debba guardare al futuro, debba pensare a sistemare le strade perch\u00e8 si cade gi\u00e0 abbastanza. Ma non c&#8217;\u00e8 partita e non \u00e8 questo il punto perch\u00e8,\u00a0 in questi giorni di lutto, non \u00e8 su questi sterrati dove il ciclismo deve avere paura.\u00a0 Sulle strade bianche, quando tutto \u00e8 cominciato, correvano le bici in acciaio di un tempo e oggi corrono le bici del futuro. Corrono appassionati e campioni, corrono Giro e Tour,\u00a0 corre un popolo che si emoziona per un ciclismo che ritrova tutta la sua spettacolarit\u00e0, che dimentica le tattiche, che fa fatica a stare a ruota, che premia pi\u00f9 che mai i pi\u00f9 coraggiosi e i pi\u00f9 forti. E allora gli sterrati che tanti anni fa molti sindaci avrebbero voluto asfaltare, che sono state difese e protette a furor di popolo, che sono diventati un presidio a difesa dei territori e di una cultura, stanno diventando come si dice oggi un &#8220;format&#8221; del ciclismo che verr\u00e0. Sono il filo rosso che tiene insieme tutte queste cose, sono la scommessa vinta, che si chiamino &#8220;strade bianche&#8221; o &#8220;chemin blanches&#8221; come dicono i francesi. Ce ne hanno messo di tempo,\u00a0 ma lo hanno capito anche loro&#8230;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Vince la nona tappa del Tour\u00a0 Anthony Turgis, un francese: giusto cos\u00ec. 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