{"id":36489,"date":"2024-07-13T19:31:12","date_gmt":"2024-07-13T17:31:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=36489"},"modified":"2024-07-13T19:31:12","modified_gmt":"2024-07-13T17:31:12","slug":"vince-pogacar-sui-pirenei-dove-i-conti-sono-piu-salati-che-altrove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/07\/13\/vince-pogacar-sui-pirenei-dove-i-conti-sono-piu-salati-che-altrove\/","title":{"rendered":"Vince Pogacar sui Pirenei dove i conti sono pi\u00f9 salati che altrove"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/07\/13\/vince-pogacar-sui-pirenei-dove-i-conti-sono-piu-salati-che-altrove\/pire-2\/\" rel=\"attachment wp-att-36490\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-36490\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/pire-300x206.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"206\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/pire-300x206.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/pire-1024x702.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/pire-768x526.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/pire.jpg 1262w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Al Tour vanno in scena i Pirenei che, chiss\u00e0 mai perch\u00e8, non sono le Alpi ma fanno pi\u00f9 paura.\u00a0 Che chiss\u00e0 mai perch\u00e8 fanno sempre venire i brividi. Fughe e distacchi. Fughe e cotte. Fughe e gloria ma anche addio sogni di gloria. E vale ovunque. In un paese a caso, in una salita a caso, in una discesa a caso, sull\u2019asfalto infido di un falsopiano spazzato dal vento che non finisce pi\u00f9. Forse \u00e8 leggenda, forse verit\u00e0. Sono leggenda e verit\u00e0 il Tourmalet, il Col d\u2019Aubisque, il Cold\u2019Aspin. Ma \u00e8 verit\u00e0 l&#8217;arrivo di oggi a Soulan Pla d&#8217;Adet dove <strong>Tadej Pogacar<\/strong> saluta tutti a quattro chilometri e mezzo dall&#8217;arrivo e al traguardo mostra i muscoli arrivando con una quarantina di secondi su <strong>Jonas Vingegaard<\/strong> e un minuto e 10 secondi su <strong>Remco Evenepoel<\/strong> che ora lo inseguono ad un paio di minuti in generale. Fine del Tour? No perch\u00e8 non \u00e8 mai finita finch\u00e8 non \u00e8 finita ma qualcosa di pi\u00f9 si sapr\u00e0 gi\u00e0 domani con un&#8217;altra tappa pirenaica che con il Col de Peyresourde, il Col de Mente, il Col d&#8217;Aspet, il Col d&#8217;Agnes e l&#8217;arrivo a Plateau de Beille metter\u00e0 insieme oltre 5mila metri di dislivello. In bici quando la strada sale si fa fatica ovunque ma i Pirenei sono un\u2019altra cosa. Meno duri forse, ma avvolti da quel mistero che solo i monti immersi nella macchia sanno dare. Come i nostri Appennini: terra dura, sincera impervia e perfetta per gli agguati di giornata. Su montagne come queste una volta si perdevano e si vincevano Giri e Tour pi\u00f9 che sulle vette storiche dove ormai tutti si guardano da tutti e alla fine tutti si aspettano. I Pirenei restano l\u00ec, misteriosi a guardarti avvolti dalle nuvole nere e dalla loro storia. Sembra ti controllino, in realt\u00e0 aspettano che qualcuno lanci la sfida. Oggi \u00e8 stata la maglia gialla a lanciare il guanto mandando in avanscoperta<strong> Adam Yates<\/strong> che in un amen ha raggiunto <strong>Ben Haely<\/strong> in fuga e poi ha aspettato il suo capitano per dargli un p&#8217; di respiro. Il resto Pogacar lo ha fatto da solo come sempre accade in montagna perch\u00e8, puoi avere al tuo fianco tutti i compagni di squadra che vuoi, ma se poi non ti sorreggono le gambe resti l\u00ec dove sei. Punto. \u00abHo seguito l\u2019istinto, volevo vincere la tappa nello sprint ristretto&#8230;Poi ho visto che gli uomini della Visma non sono riusciti a reagire e alla fine \u00e8 andata meglio cos\u00ec&#8230;&#8221;. Sar\u00e0. Resta il fatto che lo sloveno, che sembrava un po&#8217; appannato pochi giorni fa, oggi \u00e8 prepotentemente tornato sugli scudi e domani potrebbe davvero provare a mettere una ipoteca sulla sua storica doppietta Giro Tour. Ma molto dipender\u00e0 da come reagir\u00e0 <strong>Vingegaard<\/strong> che, quando le altimetrie si fanno dure, \u00e8 pur sempre da considerare tra i favoriti. E molto dipender\u00e0 dai Pirenei le montagne dai colori morbidi che sembrano pennellate di un pittore con l\u2019animo sereno che per\u00f2 improvvisamente cambiano tono e prendono il colore verde scuro dei fondi di un bottiglia. \u00c8 fanno\u00a0 paura. Perch\u00e9 il sole che sta per andar via sparisce dietro un paio di nuvoloni lividi e in un attimo scende il buio. E i conti sono pi\u00f9 salati che altrove.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Al Tour vanno in scena i Pirenei che, chiss\u00e0 mai perch\u00e8, non sono le Alpi ma fanno pi\u00f9 paura.\u00a0 Che chiss\u00e0 mai perch\u00e8 fanno sempre venire i brividi. Fughe e distacchi. Fughe e cotte. Fughe e gloria ma anche addio sogni di gloria. E vale ovunque. 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