{"id":36493,"date":"2024-07-14T20:39:46","date_gmt":"2024-07-14T18:39:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=36493"},"modified":"2024-07-14T20:39:46","modified_gmt":"2024-07-14T18:39:46","slug":"pogacar-il-sigillo-sul-tour-del-signore-dei-pirenei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/07\/14\/pogacar-il-sigillo-sul-tour-del-signore-dei-pirenei\/","title":{"rendered":"Pogacar, il sigillo sul Tour del Signore dei Pirenei"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/07\/14\/pogacar-il-sigillo-sul-tour-del-signore-dei-pirenei\/tere\/\" rel=\"attachment wp-att-36495\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-36495\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/tere-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/tere-300x199.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/tere-1024x678.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/tere-768x508.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/tere.jpg 1339w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Poi all\u2019improvviso ti trovi di fronte\u00a0 una salita. Che \u00e8 sempre una sfida e un po\u2019 il racconto della vita. Lo era anche oggi a <strong>Plateau de Beille<\/strong> sui Pirenei per <strong>Tadej Pogacar<\/strong> e <strong>Jonas Vingegaard<\/strong>, lo sar\u00e0 domani,\u00a0 dopodomani\u00a0 e nei prossimi giorni ancora per misurarsi e per giocarsela. Ma in realt\u00e0 \u00e8 cos\u00ec per tutti, per chi pedala, professionisti, appassionati, allenati, carneadi dell\u2019ultima ora, tapascioni qualunque. La salita \u00e8 la sfida delle sfide, ci\u00f2 che d\u00e0 senso al ciclismo,\u00a0 al suo racconto, alla sua faticosa bellezza. E non servono i selfie a testimoniare, a certificare: \u00e8 cos\u00ec da sempre. L\u2019essenza dello sport non si conserva nella memoria di uno smartphone. E\u2019 altrove, storia e presente. Basta ascoltare un respiro che diventa affanno, basta guardarsi negli occhi. <strong>Tadej<\/strong> e <strong>Jonas<\/strong> oggi non si sono quasi mai degnati di uno sguardo tranne che a quattro chilometri e mezzo della vetta. Un attimo, gli occhi si sono incrociati come in un lampo e tutti e due hanno capito come sarebbe andata a finire questa tappa infinita nel caldo torrido dei Pirenei. Cinque, dieci, venti secondi, un minuto che lo sloveno ha infilato nella tasca posteriore della sua maglia gialla e che lo rassicurano parecchio nel suo viaggio verso la Costa Azzurra perch\u00e8 tre minuti in generale sono parecchi anche se ci sono ancora le Alpi, anche se Jonas non si dar\u00e0 per battuto, anche se c&#8217;\u00e8 ancora una terza settimana da svangare, anche se le fatiche del Giro potrebbero contare. Anche se&#8230; Ma quando all&#8217;improvviso ti trovi di fronte una salita, quando demolisci di 4 minuti il record di<strong> Marco Pantani<\/strong>, quando le gambe girano come se ripetessero a memoria un gesto che non ricorda la fatica, i discorsi ( per gli altri) stanno a zero. Perch\u00e8 come al Giro cos\u00ec al Tour fino ad oggi\u00a0 c&#8217;\u00e8 il ciclismo di Tadej Pogacar ed \u00e8 un ciclismo che non lascia spazio a calcoli e tattiche e forse non lascia scampo e basta. Gli altri lo guardano andar via e se ne accorgono subito che non lo prenderanno pi\u00f9. Se ne fanno una ragione, non provano neppure ad organizzarsi: provano a difendersi oppure si arrendono. &#8220;E&#8217; stata una gara leale e ci \u00e8 andata bene- spiega il campione sloveno all&#8217;arrivo- Non avrei mai immaginato questo tipo di risultato visto come \u00e8 iniziata la seconda settimana. Sono super contento della mia forma. \u00c8 stata una giornata super dura e super calda, e di solito ho un po&#8217; di difficolt\u00e0 con il caldo. \u00a0Il team Visma sapeva che la salita finale era cos\u00ec ripida che usare la scia di qualcuno non era cos\u00ec influente, e probabilmente speravano che non sarei sopravvissuto al ritmo forte di Jonas fino al traguardo. Ero un po&#8217; al limite quando ha attaccato per la prima volta, ma dopo ho potuto sentire che stava soffrendo un po&#8217;. Ha provato a lasciarmi un&#8217;altra volta e ho visto che non aveva le gambe per farlo, quindi ci ho provato anch&#8217;io anche se ero consapevole che avrei potuto cedere&#8230;&#8221;. Ma la salita non mente. E soprattutto non mentono i Pirenei. Due tappe vinte qui, una dietro l&#8217;altra, sono il &#8220;sigillo&#8221; di un Signore in Giallo che si prepara con una doppietta ad entrare nella storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Poi all\u2019improvviso ti trovi di fronte\u00a0 una salita. Che \u00e8 sempre una sfida e un po\u2019 il racconto della vita. Lo era anche oggi a Plateau de Beille sui Pirenei per Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard, lo sar\u00e0 domani,\u00a0 dopodomani\u00a0 e nei prossimi giorni ancora per misurarsi e per giocarsela. Ma in realt\u00e0 \u00e8 cos\u00ec per tutti, per chi pedala, professionisti, appassionati, allenati, carneadi dell\u2019ultima ora, tapascioni qualunque. La salita \u00e8 la sfida delle sfide, ci\u00f2 che d\u00e0 senso al ciclismo,\u00a0 al suo racconto, alla sua faticosa bellezza. 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