{"id":36527,"date":"2024-07-22T18:22:06","date_gmt":"2024-07-22T16:22:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=36527"},"modified":"2024-07-22T18:22:14","modified_gmt":"2024-07-22T16:22:14","slug":"pogacar-ne-cannibale-ne-tasso-ne-pirata-basta-guardarlo-negli-occhi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/07\/22\/pogacar-ne-cannibale-ne-tasso-ne-pirata-basta-guardarlo-negli-occhi\/","title":{"rendered":"Pogacar? N\u00e8 cannibale, n\u00e8 tasso, n\u00e8 pirata: basta guardarlo negli occhi"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/07\/22\/pogacar-ne-cannibale-ne-tasso-ne-pirata-basta-guardarlo-negli-occhi\/tde\/\" rel=\"attachment wp-att-36532\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-36532\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/tde-250x300.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/tde-250x300.jpg 250w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/tde.jpg 567w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>Tadej Pogacar<\/strong> e Mark Cavendish primo e ultimo al Tour che ha incoronato lo sloveno nell&#8217;olimpo dei campioni che hanno fatto la doppietta col Giro. Primo e ultimo ad oltre sei ore e venti minuti di distanza, quasi due tappe. Primo e ultimo scomodando <strong>Eddy Merckx<\/strong>: il fuoriclasse della Uae Emirates perch\u00e8 sarebbe il nuovo &#8220;cannibale&#8221;, il velocista dell&#8217;Isola di Man perch\u00e8 lo ha superato nel numero di vittorie di tappa. Ma, al di l\u00e0 del fatto che i paragoni tra campioni di epoche differenti lasciano sempre il tempo che trovano, in questo caso sono ancora meno proponibili. Per Mark Cavendish il discorso si chiude i fretta perch\u00e8 il paragone di fatto non c&#8217;\u00e8: ha vinto una tappa in pi\u00f9 ma conta nulla perch\u00e8 la storia, la classe, il valore raccontano mondi diversi e distanti. Punto. Per <strong>Tadej Pogacar<\/strong> il discorso \u00e8 differente. Pogacar \u00e8 Pogacar, unico e uno solo. Difficile dire se sia pi\u00f9 talentuoso, pi\u00f9 forte, pi\u00f9 campione di altri perch\u00e8 in questi pochi anni ( ne ha soli 25 ) di dominio ha dato una impronta talmente sua alle corse, alle vittorie, alle sconfitte e al suo essere testimonial di un ciclismo nuovo nell&#8217;atteggiamento tattico e non solo tattico che non pu\u00f2 essere paragonato a nessuno. Pogacar attacca anche quando non dovrebbe, scatta anche quando potrebbe risparmiarsi, vince e stravince ma pi\u00f9\u00a0 che un cannibale pare un &#8220;rivoluzionario&#8221; che stravolge i luoghi comuni del ciclismo di sempre. \u00a0Avrebbe dvuto\u00a0 essere meno spavaldo per non inimicarsi il gruppo? Avrebbe dovuto coltivare di pi\u00f9 le alleanze con le altre squadre per poi poter contare su qualcuno nei momenti di difficolt\u00e0? Avrebbe dovuto far vincere una tappa a Jonas Vingegaard? E perch\u00e8? Lo sport insegna che gli avversari si rispettano continuando a giocare, a pedalare a battersi fino alla fine. Fermarsi, cedere loro il passo, uno sprint, una vittoria equivale ad &#8220;umiliarli&#8221; sul campo. Si fa tanto parlare di\u00a0 valori, lealt\u00e0, rispetto e allora basta dare un&#8217;occhiata ad una partita di rugby (sport che vive di tradizione e di valori) per rendersi conto che mai e poi mai sul campo una squadra smetterebbe\u00a0 di battersi per non umiliare un avversario, perch\u00e8 \u00e8 vero solo in contrario, perch\u00e8 un avversario si rispetta solo non facendo sconti o regali. E ancora. Pogacar non \u00e8 <strong>Eddy Merckx, Bernard Hinalt, Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Miguel Indurain<\/strong> o<strong> Stephen Roche<\/strong> perch\u00e8\u00a0 \u00e8 un campione assoluto figlio dei suoi giorni. Che senso hanno i paragoni a ritroso nel tempo? E&#8217; cambiato tutto: bici, strade, alimentazione, allenamenti. E&#8217; cambiata la cultura di uno sport che resta per fortuna ben radicato alla sua storia e ai suoi ricordi ma \u00e8 capace anche di fare i conti con il tempo che passa e capire che tra i campioni di oggi e quelli di ieri c&#8217;\u00e8 un mondo in mezzo. E vale per tutti gli sport. Ma Pogacar non c&#8217;entra nulla neppure con <strong>Marco Pantani<\/strong>, l&#8217;ultimo a vincere Giro e Tour, l&#8217;ottavo dei campioni che ci sono riusciti. Non c&#8217;entra nulla ma non per un fatto tecnico, perch\u00e8 pedala diversamente in salita, perche \u00e8 pi\u00f9 forte a cronometro perch\u00e8 domina anche le classiche, perch\u00e8 oggi si corre con i caschi areo anzich\u00e8 con le bandane. La differenza \u00e8 solo nello sguardo: malinconico, presagio di qualcosa di drammatico, quello del Pirata;\u00a0 guascone, irriverente e solare quello di questo ragazzo col ciuffo che sta scrivendo un pezzo di storia del ciclismo. Ecco la differenza tra Pogacar e tutti gli altri forse \u00e8 proprio questa: la straordinaria capacit\u00e0 di fare delle cose enormi con un assoluto senso di leggerezza. N\u00e8 Cannibale, n\u00e8 Pirata, n\u00e8\u00a0 Tasso. Basta guardarlo negli occhi&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tadej Pogacar e Mark Cavendish primo e ultimo al Tour che ha incoronato lo sloveno nell&#8217;olimpo dei campioni che hanno fatto la doppietta col Giro. Primo e ultimo ad oltre sei ore e venti minuti di distanza, quasi due tappe. Primo e ultimo scomodando Eddy Merckx: il fuoriclasse della Uae Emirates perch\u00e8 sarebbe il nuovo &#8220;cannibale&#8221;, il velocista dell&#8217;Isola di Man perch\u00e8 lo ha superato nel numero di vittorie di tappa. Ma, al di l\u00e0 del fatto che i paragoni tra campioni di epoche differenti lasciano sempre il tempo che trovano, in questo caso sono ancora meno proponibili. 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