{"id":36749,"date":"2024-08-30T19:35:42","date_gmt":"2024-08-30T17:35:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=36749"},"modified":"2024-08-30T19:35:42","modified_gmt":"2024-08-30T17:35:42","slug":"il-camino-di-gianni-sasso-mille-km-con-una-gamba-e-due-stampelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/08\/30\/il-camino-di-gianni-sasso-mille-km-con-una-gamba-e-due-stampelle\/","title":{"rendered":"Il Camino di Gianni Sasso: mille km con una gamba e due stampelle"},"content":{"rendered":"<div class=\"x_bck-titles\">\n<div class=\"x_titles__content\">\n<div class=\"x_section-footer\">\n<div>\n<p id=\"x_m3213-3212-3214\" class=\"x_summary-art x_summary-NOMOBILE\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/08\/30\/il-camino-di-gianni-sasso-mille-km-con-una-gamba-e-due-stampelle\/456615651_10225150840225454_2537145062923523483_n\/\" rel=\"attachment wp-att-36784\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-36784\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/08\/456615651_10225150840225454_2537145062923523483_n-300x135.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"135\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/08\/456615651_10225150840225454_2537145062923523483_n-300x135.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/08\/456615651_10225150840225454_2537145062923523483_n-1024x461.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/08\/456615651_10225150840225454_2537145062923523483_n-768x346.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/08\/456615651_10225150840225454_2537145062923523483_n-1536x692.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/08\/456615651_10225150840225454_2537145062923523483_n.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>C\u2019\u00e8 sempre un traguardo da conquistare ma spesso la sfida \u00e8 un\u2019altra.\u00a0 Vale per i grandi campioni, vale per tutti. Vale per <strong>Gianni Sasso,<\/strong> 55 anni ischitano, atleta paralimpico azzurro a Rio nel 2016 e detentore, tra i suoi tanti record mondiali, anche di quello sulla maratona con le stampelle. Pochi giorni fa ha portato a termine il Camino di Santiago, in poco pi\u00f9 di un mese e mezzo ha concluso questo suo viaggio che era cominciato il 9 luglio da Saint Jean pied Deport, sui Pirenei francesi. Non solo. Arrivato a Santiago non si \u00e8 fermato ma ha proseguito fino a Finisterre, laddove per gli uomini del Medioevo finiva il mondo e si raccoglieva la capasanta,\u00a0 la conchiglia di\u00a0 Pecten jacobaeus simbolo del Camino. Mille chilometri per sensibilizzare un po&#8217; tutti, dagli enti, alle federazioni agli sponsor ad acquistare handbike per disabili che vorrebbero fare sport e non ne hanno i mezzi che, proprio in questi giorni paralimpici \u00e8 un tema pi\u00f9 che mai attuale e che andrebbe affrontato perch\u00e8 spesso (ancora troppo spesso) la pratica sportiva per chi ha una disabilit\u00e0 non \u00e8 un diritto acquisito. Mille chilometri di cammino, una decina di ore al giorno, distanza impegnativa per tutti figurarsi pe chi la affronta con una gamba sola, con le stampelle e con uno zaino di una decina di chili sulle spalle. Non\u00a0 una impresa sportiva ma , come racconta lui, una &#8220;storia fantastica e magica&#8221; per portare nel mondo un messaggio di urgenza e fraternit\u00e0 , per far s\u00ec che chi pu\u00f2 dia una mano alle\u00a0 persone con disabilit\u00e0 gravi per farle stare meglio, per lanciare una raccolta fondi che servir\u00e0 ad acquistare macchinari e attrezzi per migliorare la\u00a0 condizione di chi quotidianamente, e non solo nello sport, si imbatte in barriere e pregiudizi. La sua nuova vita comincia parecchi anni fa. Sasso perde la sua gamba sinistra in un incidente con il motorino: ha sedici anni e con un amico vengono travolti da un&#8217;auto.\u00a0 Impara a muoversi con le stampelle, a giocarci e poi a fare sport. Lo chiamano l\u2019uomo dei record perch\u00e9 nella sua nuova vita da amputato decide che con lo sport deve esagerare. Campione italiano di paraciclismo a cronometro, campione italiano e bronzo europeo di paratriathlon, alpinista, maratoneta, calciatore capocannoniere del campionato italiano di calcio amputati, campione del mondo in Messico con la Nazionale amputati, recordman di maratona nel 2005 all\u00a0 New York City Marathon in 5 ore 5 minuti e 44 secondi.<b>\u00a0<\/b> Anni fa, nel 2019, torn\u00f2 a New York per accompagnare nella maratona un gruppo di atleti disabili a cui aveva fatto da coach ma soprattutto d&#8217;esempio: &#8221; E&#8217; impossibile rendersi conto di quale difficolt\u00e0 sia fare una maratona su un paio di stampelle- raccont\u00f2 allora-\u00a0 Conta tutto. Contano la testa, il pensiero, la voglia di vivere, di dimostrare soprattutto a se stessi che non c\u2019\u00e8 nulla di impossibile, che la sorte si pu\u00f2 battere, che i limiti per uno che a sedici anni ha perso una gamba in un incidente stradale sono quelli che fissano gli altri. Tu sei l\u00ec per far vedere a tutti che c\u2019\u00e8 sempre una strada da percorrere e che ne vale la pena&#8221;. E questa volta la strada l&#8217;ha portato sul Camino di Santiago a conquistarsi un sogno.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C\u2019\u00e8 sempre un traguardo da conquistare ma spesso la sfida \u00e8 un\u2019altra.\u00a0 Vale per i grandi campioni, vale per tutti. Vale per Gianni Sasso, 55 anni ischitano, atleta paralimpico azzurro a Rio nel 2016 e detentore, tra i suoi tanti record mondiali, anche di quello sulla maratona con le stampelle. Pochi giorni fa ha portato a termine il Camino di Santiago, in poco pi\u00f9 di un mese e mezzo ha concluso questo suo viaggio che era cominciato il 9 luglio da Saint Jean pied Deport, sui Pirenei francesi. Non solo. 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