{"id":36809,"date":"2024-09-05T20:40:27","date_gmt":"2024-09-05T18:40:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=36809"},"modified":"2024-09-05T20:40:27","modified_gmt":"2024-09-05T18:40:27","slug":"van-aert-stagione-finita-e-non-e-piu-la-stessa-cosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/09\/05\/van-aert-stagione-finita-e-non-e-piu-la-stessa-cosa\/","title":{"rendered":"Van Aert, stagione finita e non \u00e8 pi\u00f9 la stessa cosa&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/09\/05\/van-aert-stagione-finita-e-non-e-piu-la-stessa-cosa\/458112077_1096994939096889_189098346514808758_n\/\" rel=\"attachment wp-att-36810\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-36810\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/09\/458112077_1096994939096889_189098346514808758_n-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/09\/458112077_1096994939096889_189098346514808758_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/09\/458112077_1096994939096889_189098346514808758_n-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/09\/458112077_1096994939096889_189098346514808758_n-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/09\/458112077_1096994939096889_189098346514808758_n-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/09\/458112077_1096994939096889_189098346514808758_n.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;Il 15 settembre per il suo trentesimo compleanno potr\u00e0 fare qualcosa di diverso&#8230;&#8221; Cos\u00ec i commentatori della tv belga annunciano la fine della stagione\u00a0 per <strong>Wout van Aert.<\/strong> Ed era la notizia che ogni appassionato di ciclismo mai avrebbe voluto sentire. Stagione finita e non si sa bene se sia un male o un bene perch\u00e8, una stagione cos\u00ec forse \u00e8 meglio che finisca in fretta, meglio mettersela alle spalle, meglio pensare che sia stata solo un brutto sogno da cui svegliarsi per tirare poi un sospiro di sollievo. \u00abWout van Aert non correr\u00e0 pi\u00f9 quest&#8217;anno &#8211; si legge in una nota della Visma &#8211; ha bisogno di tempo per riprendersi dall\u2019incidente alla Vuelta. Ha subito un grave infortunio al ginocchio che richieder\u00e0 cure intensive. Resta in ospedale in Belgio dove ricever\u00e0 antibiotici per via endovenosa per ridurre al minimo il rischio di infezione. Poi si prender\u00e0 una pausa per riprendersi completamente prima di puntare con cautela alla prossima stagione\u00bb. Fine. Fine di un anno nero per il campione belga che, nella Vuelta che lo ha visto &#8220;risorgere&#8221;, \u00e8 caduto di nuovo.\u00a0 Finito a terra pochi giorni fa nella sedicesima tappa da <strong>Luanco\u00a0<\/strong>a\u00a0<strong>Lagos de Covadonga, <\/strong>in una curva a sinistra scendendo dalla Collada Llomena ad una quarantina di chilometri dal traguardo. Ci aveva provato ripartire ma le foto in lacrime seduto sul baule dell&#8217;ammiraglia con un ginocchio sanguinante erano gi\u00e0\u00a0 una mezza sentenza. Che \u00e8 arrivata per intero oggi ed \u00e8 purtroppo un verdetto senza appello che toglie questo campione dai giochi, che lo esclude da un Europeo e da un Mondiale che sicuramente lo avrebbero visto tra i protagonisti. \u00a0Un peccato per lui e un peccato per tutti perch\u00e8 Van Aert \u00e8 patrimonio del ciclismo e una corsa senza Van Aert \u00e8 una corsa che perde qualcosa. Pi\u00f9 di qualcosa. Il belga \u00e8 l&#8217;essenza di un ciclismo coraggioso che non fa mai troppi calcoli. Un ciclismo di classe, di intuito e di potenza capace di dire la sua in volata ma anche in salita, in fuga, a cronometro&#8230;Ovunque. Comunque sia e comunque vada Van Aert in gara \u00e8 sempre\u00a0 una gran bella notizia per tutti gli appassionati di ciclismo. E manca quando non c&#8217;\u00e8. E&#8217; mancato alle Fiandre, alla Roubaix perch\u00e8 i suoi duelli con Mathieu Van der Poel sono il valore aggiunto di sfide\u00a0 epiche ed affascinanti. E mancato Giro d\u2019Italia e ai tifosi che non vedevano l\u2019ora di seguirlo sulle nostre strade, di applaudirlo e di ammirarlo, di tenere testa a Tadej Pogacar in qualche tappa. E cosa vuol dire quando c&#8217;\u00e8 lo si \u00e8 capito nelle crono delle olimpiadi parigine e in questi giorni sulle strade spagnole che lo hanno visto vincere tre tappe, indossare la maglia a punti e quella di miglior scalatore. Vinca o perda cambia poco. Van Aert in corsa \u00e8 importante che ci sia. Perch\u00e8 aggiunge, infiamma, perch\u00e8 comunque sai che ci prova e che pu\u00f2 fare quella differenza che per uno strano volere del destino magari non poi fa. Van Aert in corsa \u00e8 importante che ci sia perch\u00e8 quando c&#8217;\u00e8 sai sempre che pu\u00f2 accadere qualcosa, anche se poi qualcosa spesso capita a lui e non sempre di buono, perch\u00e8 fora, sbanda, cade&#8230; Ma se non succede Van Aert in gara vale sempre il prezzo del biglietto: dove lo trovi uno che vince allo sprint e poi stacca tutti sul Mont Ventoux?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Il 15 settembre per il suo trentesimo compleanno potr\u00e0 fare qualcosa di diverso&#8230;&#8221; Cos\u00ec i commentatori della tv belga annunciano la fine della stagione\u00a0 per Wout van Aert. Ed era la notizia che ogni appassionato di ciclismo mai avrebbe voluto sentire. 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