{"id":36825,"date":"2024-09-09T20:06:39","date_gmt":"2024-09-09T18:06:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=36825"},"modified":"2024-09-09T20:06:39","modified_gmt":"2024-09-09T18:06:39","slug":"bettiol-il-ciclismo-e-cambiato-e-i-ragazzi-pensino-anche-a-studiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/09\/09\/bettiol-il-ciclismo-e-cambiato-e-i-ragazzi-pensino-anche-a-studiare\/","title":{"rendered":"Bettiol: &#8220;Il ciclismo \u00e8 cambiato e i ragazzi pensino anche a studiare&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<section class=\"article__content\">\n<div class=\"typography--content\">\n<div class=\"banner banner--spaced banner-evo\">\n<div id=\"video-evo-player\" class=\"evo-video-player player_evolution\">\n<div class=\"AV6689095a8f3972525200e017\">\n<div id=\"aniBox\">\n<div id=\"aniplayer_AV6689095a8f3972525200e017-1725731377422\">\n<div id=\"aniplayer_AV6689095a8f3972525200e017-1725731377422Wrapper\" class=\"avp-floating-container avp-move-left-enter-done\">\n<div class=\"avp-body\">\n<div class=\"avp-main\">\n<div id=\"aniplayer_AV6689095a8f3972525200e017-1725731377422Container\" class=\"avp-source\">\n<div id=\"aniview_slot_2848184501\">\n<div id=\"aniview_slot_2848184501gui\">\n<div id=\"av-container\" class=\" av-desktop hide-controls\">\n<div id=\"av-inner\">\n<div id=\"slot\">\n<div id=\"videoslot\" class=\"loaded\">\n<div id=\"av_64102b361c7b9fabbf04ee55_5\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/09\/09\/bettiol-il-ciclismo-e-cambiato-e-i-ragazzi-pensino-anche-a-studiare\/bettio-2\/\" rel=\"attachment wp-att-36826\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-36826\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/09\/bettio-251x300.jpg\" alt=\"\" width=\"251\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/09\/bettio-251x300.jpg 251w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/09\/bettio.jpg 645w\" sizes=\"(max-width: 251px) 100vw, 251px\" \/><\/a>Uno scatto dei suoi, che non ti aspetti o forse che non ti immagini. Che per\u00f2 ti lasciano l\u00ec sui pedali. Cos\u00ec alla viglia di Ferragosto <strong>Alberto Bettiol<\/strong> dopo una decina di anni aveva lasciato la <strong>EF Education Easy post Procycling<\/strong> per mettersi la maglia dell&#8217;<strong>Astana<\/strong>. Fine. Fine di un bel viaggio con un team \u201cgaribaldino\u201d, sempre pronto andare all\u2019arrembaggio e a sconvolgere le logiche e le tattiche del gruppo. Perfetto per uno come lui perch\u00e9 come si dice sempre, &#8220;chi si assomiglia si piglia&#8230;&#8221;. Ma le storie finiscono e l&#8217;avventura si era chiusa con un post su Instagram forse un po&#8217; all&#8217;improvviso. &#8220;Si forse s\u00ec, ma era arrivato il momento giusto- spiega Bettiol- Sentivo il bisogno di una nuova sfida e di nuovi stimoli e si ragionava per la nuova stagione poi per\u00f2 <strong>Vinokourov<\/strong> ha chiesto la possibilit\u00e0 di avermi subito e cos\u00ec abbiamo deciso. Qualche anno fa forse una scelta del genere mi avrebbe un po&#8217; destabilizzato ma ora, a trent&#8217;anni, mi \u00e8 sembrato il momento perfetto per rilanciare, mi sento un corridore maturo e ho uno staff rodato con cui mi alleno e che mi seguir\u00e0. Per me \u00e8 fondamentale&#8230;.&#8221;.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Si cambia nello sport. Si cambiano casacche, Paesi, compagni e biciclette&#8230; Si cambia perch\u00e9 si cercano nuove opportunit\u00e0 e nuovi stimoli. E per Bettiol nato trent\u2019anni fa a Poggibonsi cambiare \u00e8 anche il modo per non farsi risucchiare nella routine, per uscire da quella che oggi molti chiamano la &#8220;confort zone&#8221;. Una carriera da professionista iniziata proprio nella casa statunitense che prima di diventare Ef si chiamava Cannondale, una carriera con vittorie importanti, una su tutte il Giro delle Fiandre nel 2019 ma anche tappe al Giro e al Tour Down Under e quest\u2019anno la Milano-Torino, il campionato italiano a Sesto Fiorentino e una tappa e la classifica finale del Tour de La Mayenne. Evidentemente era arrivato il momento per svoltare. Per scattare. &#8221; Sia chiaro che anche se \u00e8 stata una scelta fatta a met\u00e0 stagione non \u00e8 un salto nel vuoto- racconta &#8211; L&#8217;Astana \u00e8 un team kazako ma conosco molti compagni di squadra e ci sono molti italiani. E poi c&#8217;\u00e8 un progetto che non mi porter\u00e0 a cambiare atteggiamento o modo di correre&#8221;, che non \u00e8 una minaccia ma assolutamente una speranza perch\u00e8 in un ciclismo moderno fatto di tattiche, conti e di punti da portare a casa per le squadre che fanno classifica nel world Tour,\u00a0 Bettiol \u00e8 ancora uno dei pochi capaci di correre &#8220;controvento&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;E&#8217; un modo di essere, forse di vivere- spiega- In corsa credo che si debba avere coraggio, anche di perdere, anche di fare una brutta figura. Ma non voglio finire una gara con il rimpianto di non averci provato. Sarebbe peggio&#8230;&#8221;. E allora eccolo Bettiol che scatta sul Monte Morello, sul Vecchio Kwaremont, che ci prova a Glasgow sullo lo strappo di Montrose Street a caccia di un mondiale con un esito gi\u00e0 scritto. C&#8217;\u00e8 chi accetta e chi non s&#8217;arrende e il toscano, per nostra fortuna, appartiene alla schiera dei coraggiosi che provano sempre a giocarsela, magari anche a fine settembre nel mondiale a Zurigo. &#8220;Spero di andarci, di essere tra i convocati- spiega l&#8217;azzurro &#8211; Ma non \u00e8 la mia corsa, sar\u00e0 una sfida lunga, difficile soprattutto se il meteo dovesse complicarsi, un mondiale quasi per scalatori con una salita di 5 chilometri che verr\u00e0 ripetuta otto o nove volte. Io se ci sar\u00f2 far\u00f2 di tutto per dare una mano alla nazionale ma ci sono due favoriti assoluti: <strong>Tadej Pogacar<\/strong> e <strong>Remco Evenepoel<\/strong>. &#8230;&#8221;. E se ci sar\u00e0 prover\u00e0 a fare di tutto per dar loro fastidio, per rendergli la vita dura, per sparigliare.<\/p>\n<p>Come sempre. Nel suo ciclismo un po&#8217; antico, per\u00f2 modernissimo. &#8221; Il ciclismo dei nostri giorni \u00e8 un altro sport rispetto agli anni epici del passato. Onore ai grandi campioni ma ora tutto \u00e8 cambiato,\u00a0 legato ad altre logiche. Quando qualche ragazzo mi chiede consigli per arrivare al professionismo la risposta che mi viene dal cuore non \u00e8 di spiegargli come arrivare , ma come restarci tra i professionisti. Molti giovani arrivano e poi mollano,\u00a0 non ce la fanno perch\u00e8 entrano in gruppo gi\u00e0 stanchi da tanti anni nelle categorie giovanili affrontati con troppe responsabilit\u00e0, troppa pressione da parte di genitori, tecnici, societ\u00e0. Poi si trovano ad affrontare stagioni infinite che cominciano a dicembre e finiscoo ad ottobre, con sacrifici, viaggi, aerei, lontani dalle famiglie e dagli affetti e vanno in difficolt\u00e0. Credo che per un ragazzo oggi la priorit\u00e0, anche se vuol fare ciclismo, sia studiare, imparare l&#8217;inglese, imparare a muoversi e a viaggiare, raffrontarsi co altri Paesi, altre culture&#8230;Certo poi deve anche pedalare forte \u00e8 ovvio&#8230; Ma il nuovo ciclismo \u00e8 questa roba qui&#8230;&#8221;.<\/p>\n<\/div>\n<\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Uno scatto dei suoi, che non ti aspetti o forse che non ti immagini. Che per\u00f2 ti lasciano l\u00ec sui pedali. Cos\u00ec alla viglia di Ferragosto Alberto Bettiol dopo una decina di anni aveva lasciato la EF Education Easy post Procycling per mettersi la maglia dell&#8217;Astana. Fine. Fine di un bel viaggio con un team \u201cgaribaldino\u201d, sempre pronto andare all\u2019arrembaggio e a sconvolgere le logiche e le tattiche del gruppo. Perfetto per uno come lui perch\u00e9 come si dice sempre, &#8220;chi si assomiglia si piglia&#8230;&#8221;. 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