{"id":36918,"date":"2024-09-23T08:55:54","date_gmt":"2024-09-23T06:55:54","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=36918"},"modified":"2024-09-23T08:55:54","modified_gmt":"2024-09-23T06:55:54","slug":"remco-evenepoel-un-mondiale-e-non-e-finita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/09\/23\/remco-evenepoel-un-mondiale-e-non-e-finita\/","title":{"rendered":"Remco Evenepoel, un mondiale e non \u00e8 finita&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/09\/23\/remco-evenepoel-un-mondiale-e-non-e-finita\/460986472_1029895445345489_6866494248126170242_n\/\" rel=\"attachment wp-att-36919\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-36919\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/09\/460986472_1029895445345489_6866494248126170242_n-300x188.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/09\/460986472_1029895445345489_6866494248126170242_n-300x188.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/09\/460986472_1029895445345489_6866494248126170242_n-768x480.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/09\/460986472_1029895445345489_6866494248126170242_n.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Titolo mondiale per <strong>Remco Evenepoel<\/strong> che a Zurigo si mette al collo l&#8217;oro nella prova individuale a cronometro battendo per 7 secondi<strong> Filippo Ganna<\/strong> e per 55 <strong>Edoardo Affini<\/strong>. Una crono al cardiopalma che mette di diritto il giovane\u00a0 belga tra i grandi del ciclismo e che, dopo i due ori di Parigi, gli spalanca le porte della storia semmai dovesse vincere anche il titolo nella prova su strada tra sette giorni. Che non \u00e8 un&#8217;ipotesi remota&#8230; Insomma potrebbe anche non essere finita qui. &#8220;E&#8217; stata la crono pi\u00f9 difficile della mia vita&#8230;&#8221; ha detto al traguardo e ci\u00f2 rende onore ai battuti, in particolare a Filippo Ganna che ha sfiorato l&#8217;impresa su un terreno che, va detto, non gli era del tutto favorevole. Ma conta vincere. Ed Evenepoel non \u00e8 uno che si tira indietro. Cos\u00ec in questa stagione che lo ha visto protagonista sempre, dal Tour ai Giochi, ora potrebbe davvero scrivere un pagina di sport di quelle che restano. Perch\u00e8 il suo \u00e8 un ciclismo cos\u00ec, arrembante, potente e prepotente, impetuoso . Non conosce mezze misure <strong>Remco Evenepoel<\/strong>: vittorie, sconfitte, trionfi, qualche batosta\u2026. Un fuoriclasse puro, piaccia o non piaccia questo \u00e8. Ma\u00a0 Remco divide.\u00a0 Non ci conosce vie di mezzo e questo fenomeno che a soli 24 anni ha gi\u00e0 vinto una Vuelta, due Liegi-Bastogne-Liegi, tre classiche di San Sebastian, tre mondiali tra strada e a cronometro e due ori olimpici. Non ci sono vie di mezzo perch\u00e8 uno cos\u00ec o si ama o si odia.\u00a0 Perch\u00e8\u00a0 \u00e8 spesso sbruffone,\u00a0 spesso arrogante e non fa il minimo sforzo per rendersi simpatico. Nato il 25 gennaio 2000 a Schepdaal, una frazione del comune di Dilbeek a pochi chilometri da Bruxelles,\u00a0 \u00e8 figlio di\u00a0 <strong>Patrick Evenepoel<\/strong>, professionista che tra gli Anni \u201980 e \u201990 battagliava con\u00a0<strong>Miguel Indurain<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Gianni Bugno.\u00a0<\/strong>Arriva nel ciclismo che conta solo cinque anni fa.\u00a0 Prima fa dell\u2019 altro, soprattutto gioca a calcio sua passione da quando aveva cinque anni, nella file dell\u2019Anderlecht, del Psv Eindhoven fino alla nazionale giovanile del Belgio dove \u00e8 anche capitano. Insomma non uno scarso. Poi per\u00f2 l\u2019amore finisce. E finisce quando dal Psv lo mandano a farsi le ossa in prima divisione nel Malines. Saranno le fabbriche un po\u2019 tristi di questo paesone indutriale nella provincia di Anversa,\u00a0 sara l\u2019aria delle Fiandre, sar\u00e0 che quando si \u00e8 giovani si fa presto a cambiare idea il centrocampista di belle speranze decide di punto in bianco che il calcio non fa pi\u00f9 per lui e nel 2016 mette il pallone in garage e sale in bici. \u00a0Quattro mesi di apprendistato \u00e8 arrivano le prime vittorie: alla Bizkaiako Itzulia, una delle pi\u00f9 importanti gare internazionali della categoria juniores,\u00a0 alla Aubel-Thimister-Le Gleize, alla Route des G\u00e8ants e alla Philippe Gilbert Junior.\u00a0 Nel 2018\u00a0 in 47 giorni centra\u00a0 36 vittorie tra gli juniores, campione nazionale, europeo e mondiale sia in linea che a cronometro, e a 18 anni firma il suo primo contratto da professionista con la Quick-Step di <strong>Patrick Lefevere<\/strong>. L\u2019anno dopo\u00a0 vince l\u2019Europeo a cronometro \u00e9lite e conquista l\u2019argento al Mondiale sempre a cronometro. Il resto \u00e8 storia recente, compreso quel volo terribile che tre anni fa lo ha visto precipitare da un muretto in una scarpata al Giro di Lombardia. Una storia ancora breve ma gi\u00e0 intensa, una storia da predestinato che pone il belga gi\u00e0 tra i grandi del ciclismo di oggi qualsiasi cosa di lui si possa pensare, da qualsiasi parte si decida di stare, indipendentemente dalla ( tanta) strada che ancora dovr\u00e0 percorrere.\u00a0 Remco \u00e8 cos\u00ec: prendere o lasciare. Esagera quando perde, esagera quando vince, esagera sempre. Mai normale, mai banale e qualcosa vorr\u00e0 pur dire. E se dovesse arrivare arriva anche un altro mondiale su strada sar\u00e0 difficile trovare le parole&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Titolo mondiale per Remco Evenepoel che a Zurigo si mette al collo l&#8217;oro nella prova individuale a cronometro battendo per 7 secondi Filippo Ganna e per 55 Edoardo Affini. Una crono al cardiopalma che mette di diritto il giovane\u00a0 belga tra i grandi del ciclismo e che, dopo i due ori di Parigi, gli spalanca le porte della storia semmai dovesse vincere anche il titolo nella prova su strada tra sette giorni. 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