{"id":36948,"date":"2024-09-29T17:43:57","date_gmt":"2024-09-29T15:43:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=36948"},"modified":"2024-09-29T17:52:31","modified_gmt":"2024-09-29T15:52:31","slug":"pogacar-vince-il-mondiale-alla-pogacar-100-chilometri-di-fuga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/09\/29\/pogacar-vince-il-mondiale-alla-pogacar-100-chilometri-di-fuga\/","title":{"rendered":"Pogacar vince il mondiale alla &#8220;Pogacar&#8221;: 100 chilometri di fuga"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/09\/29\/pogacar-vince-il-mondiale-alla-pogacar-100-chilometri-di-fuga\/tadej-3\/\" rel=\"attachment wp-att-36949\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-36949\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/09\/tadej-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/09\/tadej-300x199.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/09\/tadej-1024x679.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/09\/tadej-768x509.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/09\/tadej.jpg 1325w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Si possono vincere in tanti modi i campionati del mondo ma cos\u00ec pu\u00f2 vincerli solo <strong>Tadej Pogacar<\/strong>. Stavolta \u00e8 partito a cento chilometri dall&#8217;arrivo. Cento chilometri di fuga per vincere un mondiale, per scrivere una storia gi\u00e0 scritta per fare ci\u00f2 che prima di lui hanno fatto solo <strong>Eddie Merckx<\/strong> e <strong>Stephen Roche<\/strong>, gli unici capaci nella stessa stagione di vincere Giro, Tour e mondiale. Ma alla fine <em>chissenefrega<\/em> dei paragoni, dei raffronti, delle figurine messe una di fianco\u00a0 all&#8217;altra per capire ( cosa impossibile) chi sia il pi\u00f9 grande, il pi\u00f9 bravo, il migliore, chi l&#8217;avrebbe spuntata se fossero stati tutti in gruppo nella stessa epoca. Pogacar \u00e8 Pogacar, unico e uno solo. Difficile dire se sia pi\u00f9 talentuoso, pi\u00f9 forte, pi\u00f9 campione di altri perch\u00e8 in questi pochi anni ( ne ha soli 25 ) di dominio ha dato una impronta talmente sua alle corse, alle vittorie, alle sconfitte (rare) e al suo essere testimonial di un ciclismo nuovo nell\u2019atteggiamento tattico e non solo tattico che non pu\u00f2 essere paragonato a nessuno. Pogacar attacca anche quando non dovrebbe, scatta anche quando potrebbe risparmiarsi, vince e stravince ma pi\u00f9\u00a0 che un cannibale pare un \u201crivoluzionario\u201d che stravolge i luoghi comuni del ciclismo di sempre.\u00a0 E cos\u00ec fa oggi a Zurigo in questo mondiale &#8220;tosto&#8221; di 273 chilometri con quasi\u00a0 4.500 metri dislivello, con\u00a0 la \u00a0Z\u00fcrichbergstrasse, una &#8220;salitaccia&#8221; al 17 per cento, da ripetere sette volte. Una gara lunga, come si addice a un mondiale, che dopo la partenza da Winterthur si pensava dovesse essere incerto, una sfida a due, forse a tre. E invece \u00e8\u00a0 un mondiale con un uomo solo al comando, non con una maglia biancoceleste, ma verde con i colori della Slovenia. Un mondiale fantastico anche se senza storia. Fantastico perch\u00e8 imprese cos\u00ec non si vedono quasi mai, anzi mai. <strong>Tadej Pogacar<\/strong> campione del mondo davanti all&#8217;australiano <strong>Ben O Connor<\/strong> e all&#8217;olandese <strong>Mathieu van der Poel<\/strong>. Gli altri lontani e dispersi, quasi non pervenuti a cominciare da un nervosissimo <strong>Remco Evenepoel<\/strong> che perde pi\u00f9 tempo a mandare al diavolo chi non gli d\u00e0 i cambi per rientrare che a pedalare per finire ai nostri azzurri, mai stati in gara. Ma questo non \u00e8\u00a0 il mondiale degli altri ma di uno solo. Tadej Pogacar che all&#8217;arrivo ha la faccia stanca ma gli occhi giustamente felici: &#8220;Mi ero messo tanta pressione addosso per questo mondiale e l&#8217;avevo messa anche a tutto il team. Ad un certo punto la corsa ha preso un piega che non mi piaceva e ho pensato che dovevo fare qualcosa. Non sapevo bene cosa ma per fortuna alla fine ho fatto la cosa giusta. Negli ultimi chilometri ho pensato solo una cosa: non mollare&#8230;&#8221;. Vince cos\u00ec Pogacar. Ha vinto cos\u00ec le Strade bianche, ha vinto cos\u00ec al Giro al Tour. Quando decide parte e va . E il bello \u00e8 cha arriva in questo suo ciclismo antico e modernissimo. Pogacar non \u00e8 <strong>Eddy Merckx, Bernard Hinalt, Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Miguel Indurain,<\/strong><strong>\u00a0Stephen Roche<\/strong> o <strong>Marco Pantani<\/strong> perch\u00e8\u00a0 \u00e8 un campione assoluto figlio dei suoi giorni. Che senso hanno i paragoni a ritroso nel tempo? E\u2019 cambiato tutto: bici, strade, alimentazione, allenamenti. E\u2019 cambiata la cultura di uno sport che resta per fortuna ben radicato alla sua storia e ai suoi ricordi ma \u00e8 capace anche di fare i conti con il tempo che passa e capire che tra i campioni di oggi e quelli di ieri c\u2019\u00e8 un mondo in mezzo. Non c\u2019entra nulla ma non per un fatto tecnico, perch\u00e8 pedala diversamente in salita, perch\u00e8 \u00e8 pi\u00f9 forte a cronometro perch\u00e8 domina anche le classiche, perch\u00e8 oggi si corre con i caschi areo anzich\u00e8 con le bandane. La differenza \u00e8 solo nello sguardo. Oggi affaticato ma sempre irriverente e solare. Lo sguardo sereno\u00a0 di uno che sta scrivendo un pezzo di storia del ciclismo con la leggerezza di chi non se la &#8220;tira&#8221; e sembra neppure prendersi sul serio. Ecco la differenza tra Pogacar e tutti gli altri forse \u00e8 proprio questa: n\u00e8 Cannibale, n\u00e8 Pirata, n\u00e8\u00a0 Tasso. Basta guardarlo negli occhi\u2026.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Si possono vincere in tanti modi i campionati del mondo ma cos\u00ec pu\u00f2 vincerli solo Tadej Pogacar. Stavolta \u00e8 partito a cento chilometri dall&#8217;arrivo. Cento chilometri di fuga per vincere un mondiale, per scrivere una storia gi\u00e0 scritta per fare ci\u00f2 che prima di lui hanno fatto solo Eddie Merckx e Stephen Roche, gli unici capaci nella stessa stagione di vincere Giro, Tour e mondiale. 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