{"id":3698,"date":"2012-01-19T13:07:29","date_gmt":"2012-01-19T12:07:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=3698"},"modified":"2012-01-19T13:15:34","modified_gmt":"2012-01-19T12:15:34","slug":"correre-al-freddo-un-tormento-ma-dop-e-il-paradiso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2012\/01\/19\/correre-al-freddo-un-tormento-ma-dop-e-il-paradiso\/","title":{"rendered":"Correre al freddo? Un tormento ma dopo \u00e8 il paradiso&#8230;."},"content":{"rendered":"<p>Dal ghiaccio delle tapasciate di queste domeniche alle immagini del giro d&#8217;Australia di ciclismo che ho seguito su Raiduesport. Una trentina di gradi di differenza, due mondi e\u00a0due modi diversi di fare sport: E tanta nostalgia per le sudate di luglio. Caldo e freddo, situazioni estreme in cui il nostro fisico \u00e8 sottoposto a un bello stress. Ma restando nelle\u00a0 campagne gelate di questi giorni va detto che anche correre\u00a0 sottozero ha il suo fascino e i suoi vantaggi. E non sono dettagli. Il freddo aumenta infatti l\u2019attivit\u00e0 metabolica dell\u2019apparato muscolo-scheletrico e costringe il nostro fisico ad una fatica in pi\u00f9 per mantenere il corpo a una temperatura calda costante.\u00a0 Insomma si consumano pi\u00f9 calorie in pi\u00f9. Ma si consuma di pi\u00f9 anche perch\u00e8 l&#8217;aria pi\u00f9 fredda oppone una resistenza maggiore. E se questo vale soprattutto per chi si allena in bici, non \u00e8 da sottovalutare anche per chi corre. Va poi considerato il ghiacchio che si trova sugli sterrati: nel calcolo delle energie bruciate durante un allenamento incide anche questo, perch\u00e8 \u00a0\u00e8 molto\u00a0 pi\u00f9 dispendioso correre su un terreno isidioso e accidentato che non uno comodo e asfaltato. Il conto calorico di un allenamneto invernale quindi \u00e8 quasi sempre pi\u00f9 salato di uno in condizioni normali. Ed \u00e8 forse per questo che\u00a0nei periodi di freddo intenso\u00a0molti ( me compreso) scelgono di\u00a0mettere&#8221;fieno in cascina&#8221; per la preparazione di una maratona con uscite lente e lunghe. Tutto torna. Tutto facile? Neanche per sogno. Uscire ad allenarsi a meno 4-5 gradi\u00a0 la domenica mattina alle 7.30 quando fuori sta albeggiando a fatica non \u00e8 cosa semplice. I primi dieci minuti sono una sofferenza per tutti. L&#8217;aria che ti arriva nei polmoni \u00e8 peggio di\u00a0un aerosol di ghiaccio, mani e piedi se ne fregano di star caldi\u00a0 nonostante guanti e calze di lana e anche le maglie tecniche non ti coprono come dovrebbero. E&#8217; la solita domanda che ti frulla nel cervello: &#8220;ma chi me lo fa fare?&#8221;. Poi per\u00f2 passa. Vai, ti scaldi, fai fatica, cominci a a pensare alla doccia che ti aspetta e il tormento svanisce. Ecco, correre al freddo serve anche a questo. A fortificare la\u00a0capacit\u00e0 di non mollare che in maratona \u00e8 la prima regola. Poi c&#8217;\u00e8 il premio. Che \u00e8 quello che tutti provano dopo un allenamento al freddo, la doccia calda e un caff\u00e8 fumante. Cio\u00e8 il miglior stato di benessere che ci sia&#8230; E chi non corre non sa cosa si perde!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dal ghiaccio delle tapasciate di queste domeniche alle immagini del giro d&#8217;Australia di ciclismo che ho seguito su Raiduesport. Una trentina di gradi di differenza, due mondi e\u00a0due modi diversi di fare sport: E tanta nostalgia per le sudate di luglio. Caldo e freddo, situazioni estreme in cui il nostro fisico \u00e8 sottoposto a un bello stress. 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