{"id":37012,"date":"2024-10-12T17:06:38","date_gmt":"2024-10-12T15:06:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=37012"},"modified":"2024-10-12T17:06:38","modified_gmt":"2024-10-12T15:06:38","slug":"pogacar-poker-al-lombardia-col-sorriso-scrive-una-storia-gia-scritta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/10\/12\/pogacar-poker-al-lombardia-col-sorriso-scrive-una-storia-gia-scritta\/","title":{"rendered":"Pogacar, &#8220;poker&#8221; al Lombardia:  col sorriso scrive una storia gi\u00e0 scritta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/10\/12\/pogacar-poker-al-lombardia-col-sorriso-scrive-una-storia-gia-scritta\/lomba-5\/\" rel=\"attachment wp-att-37015\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-37015\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/10\/lomba-300x212.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/10\/lomba-300x212.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/10\/lomba-1024x723.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/10\/lomba-768x542.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/10\/lomba.jpg 1262w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Quarant&#8217;otto chilometri e 400 metri, una manciata di secondi dopo aver lasciato alla sua sinistra quel ponte maledetto dove, scendendo quella volta dalla Colma di Sormano,\u00a0 vol\u00f2 gi\u00f9 <strong>Remco Evenepoel.<\/strong> Ma oggi nel Lombardia\u00a0 numero 118 si va al contrario, stavolta si sale e, quando si sale, <strong>Tadej Pogacar<\/strong> \u00e8 di un altro pianeta.\u00a0 85 chilometri alle Strade Bianche, 100 al mondiale di Zurigo, 48 al Lombardia, le fughe del campione del mondo fanno un terno secco da giocate al Lotto. E oggi fanno un poker che affianca Tadej a <strong>Fausto Coppi<\/strong> e ad <strong>Alfredo Binda<\/strong>, senza paragoni impossibili, solo un fatto di numeri che raccontano la grandezza di questo ragazzino col ciuffo che oggi mette un sigillo d&#8217;oro ad una stagione formidabile con le vittorie, di Giro, Tour e mondiale tutte insieme. Viene da emozionarsi, viene la pelle d&#8217;oca e viene da chiedersi dove pu\u00f2 arrivare, quanto potr\u00e0 ancora vincere, come si pu\u00f2 provare a sfidarlo, come si pu\u00f2 battere. Difficile per ora trovare risposta tant&#8217;\u00e8 che ormai, quando scatta, la sensazione e che nessuno nel gruppo voglia neppure provare a mettersi alla sua ruota per il timore di non saltare per aria, per la paura di dover pagare un conto troppo, troppo, salato.\u00a0 Lui per\u00f2 intanto va con cadenze e watt da extraterrestre. Vola via sulla Colma di Sormano, salita vera,\u00a0 dove si decide questo Lombardia partito da Bergamo per arrivare a Como dopo 243 chilometri di fatica, di fughe pensate, provate e riacciuffate ma in realt\u00e0 senza storia. O forse con una storia gi\u00e0 scritta.\u00a0 Nessun duello, Pogacar si mette dietro a pi\u00f9 di tre minuti Evenepoel, un campione olimpico non uno qualunque, e il nostro <strong>Giulio Ciccone<\/strong> che sul San Fermo mette in riga tutti gli altri, quelli &#8220;normali&#8221; . Ed \u00e8 una storia che non\u00a0 conosce paragoni perch\u00e8 Pogacar \u00e8 Pogacar, unico e uno solo. Difficile dire se sia pi\u00f9 talentuoso di Merckx, di Coppi, di chiss\u00e0 chi altri&#8230;. Difficile dire se sia pi\u00f9 forte, pi\u00f9 campione perch\u00e8 in questi\u00a0 anni di dominio ha dato una impronta talmente sua alle corse, alle vittorie, alle sconfitte (rare) e al suo essere testimonial di un ciclismo nuovo nell\u2019atteggiamento tattico e non solo tattico che non pu\u00f2 essere paragonato a nessuno. Pogacar attacca anche quando non dovrebbe, scatta anche quando potrebbe risparmiarsi, vince e stravince ma pi\u00f9\u00a0 che un cannibale pare un \u201crivoluzionario\u201d che stravolge i luoghi comuni del ciclismo di sempre.\u00a0 Cos\u00ec ha fatto alle Strade Bianche, cosi ha fatto al Giro e al Tour, cos\u00ec ha fatto ha Zurigo. Prende e va perch\u00e8 cos\u00ec gli dice la testa, cos\u00ec lo sorreggono le gambe ma soprattutto perch\u00e8 cos\u00ec di diverte. Non sembra far fatica Tadej Pogacar e se ne fa, perch\u00e8 sicuramente ne fa, probabilmente \u00e8 bravo a non darlo a vedere. Ha lo sguardo e la testa leggera, di uno che se la gode, di uno che non si prende neanche troppo sul serio, di uno che non fa drammi e non fa polemiche. Ha la faccia sbarazzina di chi \u00e8 gi\u00e0 entrato nella leggenda del ciclismo senza spocchia e senza &#8220;tirarsela&#8221; troppo.\u00a0 &#8220;Ho una super squadra e sono super felice&#8230;&#8221; spiega al traguardo e c&#8217;\u00e8 poco da aggiungere . La storia si pu\u00f2 scrivere anche cos\u00ec, con un sorriso&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Quarant&#8217;otto chilometri e 400 metri, una manciata di secondi dopo aver lasciato alla sua sinistra quel ponte maledetto dove, scendendo quella volta dalla Colma di Sormano,\u00a0 vol\u00f2 gi\u00f9 Remco Evenepoel. 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