{"id":37018,"date":"2024-10-13T19:27:08","date_gmt":"2024-10-13T17:27:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=37018"},"modified":"2024-10-13T19:27:08","modified_gmt":"2024-10-13T17:27:08","slug":"pogacar-non-mi-piaceva-il-ciclismo-mi-sono-appassionato-con-schleck","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/10\/13\/pogacar-non-mi-piaceva-il-ciclismo-mi-sono-appassionato-con-schleck\/","title":{"rendered":"Pogacar: &#8220;Non mi piaceva il ciclismo, mi sono appassionato con Schleck&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/10\/13\/pogacar-non-mi-piaceva-il-ciclismo-mi-sono-appassionato-con-schleck\/poggi2\/\" rel=\"attachment wp-att-37019\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-37019\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/10\/poggi2-300x222.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"222\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/10\/poggi2-300x222.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/10\/poggi2-1024x757.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/10\/poggi2-768x568.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/10\/poggi2.jpg 1197w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Per pedalare ci sono Giro e Tour, c&#8217;\u00e8 il mondiale. Ieri c&#8217;\u00e8 stato il Lombardia. Per raccontarsi c&#8217;\u00e8 il Festival dello Sport di Trento organizzato dalla Gazzetta dello Sport\u00a0 e <strong>Tadej Pogacar<\/strong>, nella giornata conclusiva, \u00e8 uno degli ospiti d&#8217;onore. Atteso quanto merita, atteso il giusto. Perch\u00e8 anche se ha solo 26 anni, il fenomeno sloveno ha gi\u00e0 scritto una pagina fondamentale del ciclismo di sempre e dello sport in assoluto. Lo hanno giustamente messo di fianco a tutti i pi\u00f9 grandi. <strong>Bernard Hinault, Eddie Merckx, Marco Pantani<\/strong>&#8230; Oggi l&#8217;<em>Equipe<\/em> gli dedica giustamente tutta la prima pagina in cui lo paragona a<strong> Fausto Coppi<\/strong>: &#8221; Come lui&#8230;&#8221;. Come lui perch\u00e8 quattro Lombardia di fila li hanno vinti solo loro due. E allora tocca a Tadej provare a spiegare a chi assomiglia: &#8220;I paragoni con Merckx sono decisamente molto belli e gratificanti- racconta lo sloveno della Uae- Ma non mi piace paragonarmi agli altri. Ho sempre voluto e voglio ancora scrivere la mia storia. Non mi piace confrontarmi anche perch\u00e8 quando ero ragazzo non mi interessavo granch\u00e8 al ciclismo, questo per dire che non ho mai avuto un idolo a cui ispirarmi. Quando ero in Slovenia guardavo il Tour e poi quando ho iniziato ad appassionarmi al ciclismo c\u2019era Andy Schleck che vinceva. La mia prima bici era italiana, una Billato, ma forse era un po&#8217; troppo grande per me. L\u2019allenatore mi disse che ero troppo piccolo per quel tipo di bici e ho dovuto aspettare un anno. Poi ho cominciato ad allenarmi. Mi divertivo e cercavo di vincere\u00a0 nelle corse juniores, come il Giro della Lunigiana. Quando ho iniziato a vincere mi sono reso conto di avere un certo potenziale e che potevo partecipare alle gare internazionali.\u00a0 Per\u00f2 guardavo le gare e non mi piaceva aspettare al traguardo, forse per questo che corro in questo modo&#8230;&#8221;.\u00a0 E&#8217; stato un anno formidabile. Ha vinto praticamente tutto ci\u00f2 che voleva vincere, con una serie di imprese che hanno riportato il ciclismo alle sue stagioni pi\u00f9 epiche, quando le imprese venivano poi raccontate dai nonni ai nipoti e i distacchi erano di minuti e minuti: &#8220;L&#8217;obiettivo per quest&#8217;anno era il Mondiale- spiega- ma ho pensato di fare Giro e Tour e le decisioni che abbiamo preso si sono rivelate giuste.\u00a0 L&#8217;anno scorso le aspettative erano altissime per il Tour. Avevo vinto nelle Fiandre e avevo fatto delle ottime classiche. Poi c&#8217;\u00e8 stata la caduta nella Liegi, quando mi sono rotto il polso. La ripresa \u00e8 stata molto lenta, ci sono voluti due mesi e non sono riuscito a battere <strong>Jonas Vingegaard. <\/strong>Quest&#8217;anno \u00e8 andata diversamente ma ci sono stati alcuni momenti in cui ho pensato che non sarei riuscito a vincere alcune gare.\u00a0 Non ho paura a dire che in alcuni frangenti mi sono sentito al limite, sotto il profilo fisico e mentale \u00c8 stata una stagione perfetta, e per questo ho voluto ripetere l\u2019esultanza della Strade Bianche, la prima corsa che ho vinto quest\u2019anno. Ogni successo \u00e8 speciale, ma farlo con addosso questa maglia rende tutto ancora migliore. Sentire i tifosi gridare il mio nome rende bello ogni momento.\u00a0 Non voglio ancora pensare al 2025 ora\u00a0 \u00e8 tempo di andare in vacanza&#8230;&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Per pedalare ci sono Giro e Tour, c&#8217;\u00e8 il mondiale. Ieri c&#8217;\u00e8 stato il Lombardia. 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