{"id":37102,"date":"2024-10-30T21:46:55","date_gmt":"2024-10-30T20:46:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=37102"},"modified":"2024-11-02T15:54:57","modified_gmt":"2024-11-02T14:54:57","slug":"perche-le-paralimpiadi-ci-stanno-cambiando-in-meglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/10\/30\/perche-le-paralimpiadi-ci-stanno-cambiando-in-meglio\/","title":{"rendered":"Perch\u00e8 le paralimpiadi ci stanno cambiando ( in meglio)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/10\/30\/perche-le-paralimpiadi-ci-stanno-cambiando-in-meglio\/para-3\/\" rel=\"attachment wp-att-37103\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-37103\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/10\/para-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/10\/para-300x197.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/10\/para-768x504.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/10\/para.jpg 879w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Contano le medaglie? Contano certo, ma forse conta di pi\u00f9 ci\u00f2 che lo sport paralimpico e le ultime\u00a0 paralimpiadi di Parigi hanno rappresentato nel pensare comune, nella cultura di una societ\u00e0 che accetta e rispetta, nella comprensione di quanto lo sport, qualsiasi sport senza distinzione, sia il pi\u00f9 formidabile strumento di \u201cpropaganda\u201d, la forma pi\u00f9 diretta per raccontare la vita, l\u2019attaccamento alla vita, la voglia di non arrendersi. Di andare avanti nonostante tutto, come spesso ripete<strong>\u00a0Alex Zanardi<\/strong> \u201ccon ci\u00f2 che \u00e8 rimasto\u2026\u201d.\u00a0 Lo sport paralimpico sta cambiando le carte in tavola, le regole del gioco, sta cercando di cambiare la percezione storica della disabilit\u00e0 e dello sport. E allora basta retorica. Non pi\u00f9 partecipare ma &#8220;gareggiare&#8221;, non pi\u00f9 &#8220;supereroi&#8221; ma atleti che si allenano, faticano, vincono e perdono come tutti, che non fanno uno sport &#8220;speciale&#8221; ma fanno sport. Punto. Non pi\u00f9 tanta (troppa) enfasi, su sogni, riscatti e storie personali ma fari puntati sull\u2019attivit\u00e0, sul racconto degli sport, delle loro particolarit\u00e0, della tecnica, dei materiali. Sul racconto delle difficolt\u00e0 senza drammatizzarle.\u00a0 Ci\u00f2 detto\u00a0 le diciassettesime paralimpiadi che si sono disputate in Francia un paio di mesi fa per l\u2019Italia resteranno indimenticabili sotto tanti punti di vista, a partire dal numero di medaglie vinte, 71, due in pi\u00f9 rispetto a Tokyo 2020 con ben 24 gli ori conquistati.\u00a0 Ma l\u2019Italia \u00e8 stata anche la delegazione pi\u00f9 numerosa di sempre a prender parte a una Paralimpiade: 141 atleti che si sono cimentati in 17 discipline. \u201dSono da sempre convinto che nel mondo paralimpico internazionale non esistano rivoluzioni ma lunghi processi di contaminazione che partono da lontano- ha spiegato poco dopo la fine dei Giochi tracciando un bilancio\u00a0 il presidente del comitato paralimpico <strong>Luca Pancalli<\/strong>\u2013\u00a0 Si parla tanto dell\u2019importanza dei Giochi Paralimpici di Londra 2012 come quelli dello spartiacque tra il prima e il dopo, ma Londra per noi \u00e8 stata fondamentale per le tantissime ore di diretta della Rai. Senza la presenza dell\u2019emittente pubblica alcune immagini iconiche di quei Giochi, penso, ad esempio, a quelle di Alex Zanardi, non esisterebbero.\u00a0 Sono convinto che i Giochi siano sia tra i pi\u00f9 grandi agenti trasformatori della societ\u00e0 civile. Stiamo cambiando la societ\u00e0. Penso a chi si \u00e8 appassionato alle paralimpiadi -e sono veramente tanti- saranno persone sicuramente migliori perch\u00e9 in grado di accettare ogni tipo di diversit\u00e0\u2026\u201d. Diversit\u00e0 che anni fa era sottolineata in ogni gesto dei paratleti\u00a0 che ne sottolineava proprio la differenza con lo sport \u201cnormale\u201d.\u00a0 Che invece non c\u2019\u00e8 perch\u00e8 non esiste uno sport \u201cnormale\u201d ed altri sport. C\u2019\u00e8 uno sport solo e vale per tutti perch\u00e8 i sacrifici, le rinunce, l\u2019impegno, le vittorie, le sconfitte le gioie e le delusioni sono le stesse. Lo spiega bene <strong>Simone Barlaam,<\/strong>\u00a0oggi uno dei volti del movimento paralimpico mondiale: \u201cIo non sono un paratleta. Sono un atleta\u2026\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Contano le medaglie? Contano certo, ma forse conta di pi\u00f9 ci\u00f2 che lo sport paralimpico e le ultime\u00a0 paralimpiadi di Parigi hanno rappresentato nel pensare comune, nella cultura di una societ\u00e0 che accetta e rispetta, nella comprensione di quanto lo sport, qualsiasi sport senza distinzione, sia il pi\u00f9 formidabile strumento di \u201cpropaganda\u201d, la forma pi\u00f9 diretta per raccontare la vita, l\u2019attaccamento alla vita, la voglia di non arrendersi. 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