{"id":37153,"date":"2024-11-08T20:52:47","date_gmt":"2024-11-08T19:52:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=37153"},"modified":"2024-11-08T20:52:47","modified_gmt":"2024-11-08T19:52:47","slug":"il-giorno-dopo-la-maratona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/11\/08\/il-giorno-dopo-la-maratona\/","title":{"rendered":"Il giorno dopo la maratona"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2018\/12\/26\/correre-e-facile-non-facilissimo\/mar1\/\" rel=\"attachment wp-att-25395\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-25395\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/12\/mar1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/12\/mar1-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/12\/mar1.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E&#8217; divertente scorrere i social nei giorni dopo una maratona. Soprattutto dopo la maratona di New York che, per chi ama e corse di lunga lena, \u00e8 la madre di tutte le maratone.\u00a0 Il giorno dopo tutti eroi, stanchi, tramortiti, soddisfatti. Eroi che contano minuti e secondi. Che misurano i percorsi con i gps per far tornare conti che non tornano. Eroi con le gambe bloccate, i muscoli che gridano, rigidi, come un Pinocchio qualsiasi che scende le scale. Eroi fermi ai lati delle strade. Eroi incerti e dal passo sicuro, Eroi\u00a0 con il sorriso e la gioia che solo un sogno conquistato sa regalare. C\u2019\u00e8 un tempo per ogni cosa ma non c\u2019\u00e8 un tempo per la maratona. Due ore e cinquanta? Tre? Tre e quindici, tre e mezzo, quattro? Numeri. E<em>\u00a0chissenefrega<\/em> dei numeri. Non c\u2019\u00e8 un tempo nella maratona perch\u00e8 ognuno ha il suo ed \u00e8 il tempo migliore. \u00a0Forte, fortissimo, piano adagio o camminando, atleti e tapascioni che fanno due sport diversi. Ma non \u00e8 un fatto tecnico. Non ci sono muri da abbattere o scavalcare. Il sogno \u00e8 lo stesso per tutti ma sono mille mondi diversi. C\u2019\u00e8 chi non molla, chi spinge sempre fino in fondo, \u00a0chi deve fare il personale, \u00a0chi per un minuto in meno si venderebbe l\u2019anima, chi se non \u00e8 giornata si ferma, chi un centimetro dopo il traguardo si fa il selfie da postare sui social, chi fa 42 chilometri e non lo diresti mai. C\u2019\u00e8 chi ride, chi s\u2019incazza, chi piange e c\u2019\u00e8 chi soffre perch\u00e8 \u00a0sono mille anche i modi di esorcizzare la fatica. E quella c\u2019\u00e8 sempre, per tutti. C\u2019\u00e8 chi batte il cinque, chi arriva al traguardo con i figli, chi applaude alla bande che suonano, chi ai bersaglieri, chi trova la forza e l\u2019agilit\u00e0 di accennare anche un paio di passi di danza. C\u2019\u00e8 \u00a0chi ci crede e chi finge di non crederci. C\u2019\u00e8 chi dice mai pi\u00f9 e chi invece fino alla fine dei giorni\u2026Bisogna prendersela la maratona, poi ti resta dentro e non ti lascia pi\u00f9. Soprattutto il giorno dopo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E&#8217; divertente scorrere i social nei giorni dopo una maratona. Soprattutto dopo la maratona di New York che, per chi ama e corse di lunga lena, \u00e8 la madre di tutte le maratone.\u00a0 Il giorno dopo tutti eroi, stanchi, tramortiti, soddisfatti. Eroi che contano minuti e secondi. Che misurano i percorsi con i gps per far tornare conti che non tornano. Eroi con le gambe bloccate, i muscoli che gridano, rigidi, come un Pinocchio qualsiasi che scende le scale. Eroi fermi ai lati delle strade. 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