{"id":37206,"date":"2024-11-21T19:12:33","date_gmt":"2024-11-21T18:12:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=37206"},"modified":"2024-11-22T10:27:50","modified_gmt":"2024-11-22T09:27:50","slug":"doping-e-controlli-bene-ma-non-benissimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/11\/21\/doping-e-controlli-bene-ma-non-benissimo\/","title":{"rendered":"Doping e controlli? Bene ma non benissimo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/11\/21\/doping-e-controlli-bene-ma-non-benissimo\/160301956-121efac2-5e50-47a3-9ac3-5887e8dc54c0-2\/\" rel=\"attachment wp-att-37208\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-37208\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/11\/160301956-121efac2-5e50-47a3-9ac3-5887e8dc54c0-300x170.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"170\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/11\/160301956-121efac2-5e50-47a3-9ac3-5887e8dc54c0-300x170.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/11\/160301956-121efac2-5e50-47a3-9ac3-5887e8dc54c0-1024x580.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/11\/160301956-121efac2-5e50-47a3-9ac3-5887e8dc54c0-768x435.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/11\/160301956-121efac2-5e50-47a3-9ac3-5887e8dc54c0-1536x870.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/11\/160301956-121efac2-5e50-47a3-9ac3-5887e8dc54c0.jpg 1800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Lotta al doping? Bene ma non benissimo verrebbe da dire leggendo il rapporto finale dell\u2019International <strong>Testing Agency (Ita)<\/strong> sul programma di monitoraggio dei controlli antidoping condotto prima delle Olimpiadi di Parigi 2024. Dai dati emerge che il 10% degli atleti partecipanti ai giochi non \u00e8 stato sottoposto a controllo antidoping nei sei mesi precedenti l\u2019evento. Su 10.720 atleti, 1.108 non sono stati testati. Nella suddivisione\u00a0 per continenti dove emerge che il 30% degli atleti africani presenti alle Olimpiadi non \u00e8 stato controllato. Seguono con il 19% l\u2019Oceania, le Americhe all\u201911%, l\u2019Asia al 7% e l\u2019Europa al 6%. Dei controllati, il 59% \u00e8 stato sottoposto a test dalla rispettiva agenzia nazionale antidoping e il 41% dalla Federazione internazionale. Nelle delegazioni nazionali superiori a 300 atleti, spicca l\u2019Australia col 13% di atleti che non sono stati sottoposti a controllo, seguita dalla Gran Bretagna col 7% e Francia con il 6%. L\u2019Italia \u00e8 all\u20191%, ovvero 3 atleti su 403 presenti non testati. Il Comitato olimpico nazionale che ha inviato ai Giochi quasi la totalit\u00e0 di atleti non controllati \u00e8 stato quello del Mali al 91%, ovvero 21 non controllati su un contingente di 25. Segue lo Zambia con il 68%.\u00a0 Bene ma non benissimo quindi perch\u00e8 \u00e8 chiaro che esiste una lotta al doping a due velocit\u00e0 con controlli pi\u00f9 diffusi e capillari nelle nazioni per cos\u00ec dire pi\u00f9 evolute ma che in realt\u00e0 sono quelle pi\u00f9 ricche e che all&#8217;antidoping destinano pi\u00f9 fondi. E allora vale una riflessione che riguarda, non gli atleti professionisti che \u00e8 giusto, giustissimo vengano controllati ma gli amatori. I controlli antidoping nel mondo amatoriale non sono pressanti e frequenti ma ci sono. E comunque assorbono strutture, persone, soldi. Tutte &#8220;energie&#8221; che sarebbe meglio fossero utilizzate per dare a tutti quei Paesi che non se lo possono permettere la possibilit\u00e0 di controllare i loro atleti professionisti. Se non ci sono soldi a sufficienza per controllare i professionisti non si dovrebbe spendere neppure un centesimo per farlo tra gli amatori. L&#8217;antidoping tra gli amatori \u00e8 una risorsa sprecata. Primo perch\u00e8 \u00e8 assurdo che un amatore faccia uso di doping, perch\u00e8 \u00e8 difficile capire quale sia la molla che scatta nella testa di chi decide di giocarsi la pelle per mettere la sua ruota davanti a quella di tanti altri tapascioni .\u00a0 Il problema del doping tra gli amatori, al di l\u00e0 di come ognuno la pensi, dovrebbe essere un \u201cnon problema\u201d. Federazioni e autorit\u00e0 antidoping dovrebbero preoccuparsi di investire denari e energie per controlli non tra gli amatori che scimmiottano i campioni ma tra i professionisti e giovani, perch\u00e8 l\u2019attivit\u00e0 agonistica \u00e8 roba loro. Nel mondo amatoriale vale la buona regola dello sport come divertimento, benessere, anche come sano agonismo perch\u00e8 \u00e8 bello \u201csuonarsele\u201d tra amici ma il premio non pu\u00f2 che essere una pizza o una bevuta. E chi non si arrende o non ci arriva \u00e8 libero di \u201cbombarsi\u201d per vincere il trofeo del mobilificio, il prosciutto, un paio di provole\u2026 E\u2019 una piaga fetente quella del doping\u00a0 \u201cfai-da-te\u201d. Ma \u00e8 a proprio rischio e pericolo, quindi non vale la pena di perderci tempo e denari<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Lotta al doping? Bene ma non benissimo verrebbe da dire leggendo il rapporto finale dell\u2019International Testing Agency (Ita) sul programma di monitoraggio dei controlli antidoping condotto prima delle Olimpiadi di Parigi 2024. Dai dati emerge che il 10% degli atleti partecipanti ai giochi non \u00e8 stato sottoposto a controllo antidoping nei sei mesi precedenti l\u2019evento. Su 10.720 atleti, 1.108 non sono stati testati. Nella suddivisione\u00a0 per continenti dove emerge che il 30% degli atleti africani presenti alle Olimpiadi non \u00e8 stato controllato. Seguono con il 19% l\u2019Oceania, le Americhe all\u201911%, l\u2019Asia al 7% e l\u2019Europa al 6%. Dei controllati, il [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/11\/21\/doping-e-controlli-bene-ma-non-benissimo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37206"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37206"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37206\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37212,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37206\/revisions\/37212"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37206"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37206"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37206"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}