{"id":37438,"date":"2025-01-13T19:40:53","date_gmt":"2025-01-13T18:40:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=37438"},"modified":"2025-01-13T19:40:53","modified_gmt":"2025-01-13T18:40:53","slug":"studiare-e-allenarsi-il-governo-e-luniversita-cercano-una-soluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/01\/13\/studiare-e-allenarsi-il-governo-e-luniversita-cercano-una-soluzione\/","title":{"rendered":"Studiare e allenarsi: il governo e l&#8217;Universit\u00e0 cercano una soluzione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2024\/07\/31\/cartoline-dal-triathlon-olimpico-gioia-delusione-e-atleti-con-la-nausea\/453014889_896539599175712_9201931821221845522_n\/\" rel=\"attachment wp-att-36600\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-36600\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/453014889_896539599175712_9201931821221845522_n-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/453014889_896539599175712_9201931821221845522_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/453014889_896539599175712_9201931821221845522_n-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/453014889_896539599175712_9201931821221845522_n-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/453014889_896539599175712_9201931821221845522_n-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2024\/07\/453014889_896539599175712_9201931821221845522_n.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u201cMolti professori vedono ancora lo sport come un ostacolo allo studio, e invece gli studenti che praticano sport dovrebbero essere presi a esempio, perch\u00e9 riescono a coniugare due attivit\u00e0 complesse\u2026\u201d. Cosi diceva qualche anno fa\u00a0<strong>Valentina Vezzali<\/strong>, allora sottosegretario allo Sport, intervenendo in una edizione del Meeting di Rimini. Poco purtroppo \u00e8 cambiato: diceva ci\u00f2 che tutti sanno. Sport e scuola dovrebbero andare a braccetto ma, tranne qualche virtuosa eccezione, sono ancora realt\u00e0 distanti. Perch\u00e8 la cultura dello sport a scuola non si insegna, perch\u00e8 lo sport non \u00e8 visto come attivit\u00e0 complementare nei suoi valori alla crescita dei ragazzi, perch\u00e8 ancora nelle pagelle lo sport non porta dote o la porta solo in minima parte e perch\u00e8 allenamenti, gare, trasferte e impegni agonistici non vengono quasi mai \u201cperdonati\u201d ma spesso puniti senza nessuna tolleranza. Va cos\u00ec e basta chiedere. E allora va benissimo che un paio di settimane fa al Politecnico di Milano il Ministro per lo Sport e i Giovani,<strong>\u00a0Andrea Abodi,<\/strong>\u00a0e il Ministro dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca,\u00a0<strong>Anna Maria Bernini<\/strong>, abbiano presentato il nuovo schema di Decreto sulla doppia carriera \u201cstudente-atleta\u201d emanato di concerto anche con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali,\u00a0<strong>Marina Elvira Calderone<\/strong>, e con il Ministro dell\u2019Istruzione e il Merito,\u00a0<strong>Giuseppe Valditara<\/strong>. L\u2019intenzione \u00e8 buona: promuovere la formazione dei giovani atleti e le linee guida nazionali per regolamentare la doppia carriera, tenendo conto delle linee guida europee. Il lavoro ministeriale sarebbe partito dall\u2019assunto che il successo ad alti livelli nello sport richiede allenamenti intensivi e la partecipazione a competizioni, non solo in Italia ma anche all\u2019estero, che non si conciliano con le richieste e le esigenze del sistema educativo, costringendo spesso i giovani talenti a scegliere tra la carriera sportiva e quella scolastica o universitaria. Il DPCM metterebbe cos\u00ec a sistema una serie di norme per agevolare la carriera sportiva degli atleti consentendo loro istruzione e lavoro garantendogli una formazione di alto livello, senza sforzi personali irragionevoli, nel rispetto del principio di pari opportunit\u00e0. Tutto molto bello, ma anche tutto molto teorico perch\u00e8 poi la realt\u00e0 sono i luned\u00ec mattina a scuola, sono le interrogazioni e le verifiche che non fanno sconti, sono le circolari dei presidi, sono voti e pagelle in cui lo sport continua purtroppo ad essere considerato e valutato non come materia a tutti gli effetti ma come un\u2019attivit\u00e0 ludica, secondaria rispetto a ci\u00f2 che conta davvero. Pi\u00f9 che norme, servirebbe quindi un cambio culturale non per garantire sconti o scorciatoie ma il giusto rispetto e il riconoscimento alla fatica e ai sacrifici di ragazzi che fanno i salti mortali per, come dicono loro, \u201cstarci dentro\u201d. Altrimenti \u00e8, come sempre, solo teoria\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cMolti professori vedono ancora lo sport come un ostacolo allo studio, e invece gli studenti che praticano sport dovrebbero essere presi a esempio, perch\u00e9 riescono a coniugare due attivit\u00e0 complesse\u2026\u201d. Cosi diceva qualche anno fa\u00a0Valentina Vezzali, allora sottosegretario allo Sport, intervenendo in una edizione del Meeting di Rimini. Poco purtroppo \u00e8 cambiato: diceva ci\u00f2 che tutti sanno. Sport e scuola dovrebbero andare a braccetto ma, tranne qualche virtuosa eccezione, sono ancora realt\u00e0 distanti. 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