{"id":37461,"date":"2025-01-20T14:16:55","date_gmt":"2025-01-20T13:16:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=37461"},"modified":"2025-01-20T14:16:55","modified_gmt":"2025-01-20T13:16:55","slug":"la-magia-della-bici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/01\/20\/la-magia-della-bici\/","title":{"rendered":"La magia della bici"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/01\/20\/la-magia-della-bici\/biktr\/\" rel=\"attachment wp-att-37462\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-37462\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/01\/biktr-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/01\/biktr-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/01\/biktr-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/01\/biktr-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/01\/biktr.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Perch\u00e8 alla fine trenta, quaranta, sessant\u2019anni\u2026\u00a0 Non \u00e8 la passione per lo sport, per il ciclismo,\u00a0 per un triathlon o una\u00a0 crono. Non \u00e8 la passione che ti spinge a correre,\u00a0 a pedalare, a far fatica ogni giorno come se te l\u2019avesse prescritto il medico\u2026 E\u2019 il gioco. E\u2019 fermare il tempo, riportarlo indietro e ricominciare a giocare.\u00a0 Giocare a fare i campioni, sulle stesse strade del Giro, tra le transenne, tra i gonfiabili della pubblicit\u00e0.\u00a0 sentirsi per un attimo la stessa cosa, su una rampa dello Stelvio o del Galibier. \u00a0La stessa figurina da attaccare sull\u2019album. E\u2019 una magia. Ognuno la sua. Che fa dimenticare che c\u2019\u00e8 un po\u2019 di pancia, che ci sono rughe e capelli bianchi, che se \u00a0se ci si sdraia un po\u2019 troppo sul manubrio poi non ci sia alza pi\u00f9, che le gambe girano al\u00a0<em>ralenti<\/em>\u00a0 come dicono i francesi che hanno una lingua cos\u00ec elegante che fa sembrare tutto sempre meno goffo. La bici \u00e8 una magia che per incanto cancella gli anni,\u00a0 ruggini, paure e timidezze; che rinsalda buone abitudini, ottime ed \u201ceroiche\u201d amicizie. \u00a0Che spiega, a chi s\u2019affanna a dire che lo sport dopo una certa et\u00e0 \u00e8 solo \u201cuna patetica forma di esibizionismo\u201d, che \u00e8 invece\u00a0 \u00e8 il segreto di un sogno senza et\u00e0. Anche se poi lo sai che non \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e8 a 40 all\u2019ora tu sei \u201d impiccato\u00a0 e chi va in bici sul serio o per mestiere passeggia,\u00a0 perch\u00e8 poi ti rimiri in un vetrina e capisci che sei tutta un\u2019 altra cosa rispetto a quei missili che sfrecciano in tv. Ma bisogna essere capaci di sognare. E per farlo si deve tornar piccoli, bambini appunto.\u00a0 E basta provare a comprarla una bicicletta per capire che c\u2019\u00e8 differenza. Andare a comprare una bici \u00e8 un tuffo al cuore: o nove anni quando ci si va mano per mano con pap\u00e0 e a cinquanta quando si va mano per mano con un figlio o da soli, perch\u00e8 cambia poco o nulla. L\u2019acquisto di una bici \u00e8 sempre speciale, \u00e8 un viaggio nel tempo a ritroso, come quando sognavi una pista Policar, il plastico di un treno con stazioni e gallerie, la \u201cRomasport\u201d, la prima coppia di radio trasmittenti. Poi ci sali sopra ed \u00e8 come infilarsi in una macchina del tempo che va a pedali e ti riporta indietro. Trenta, quaranta quelli pi\u00f9 forti anche cinquanta orari, salite, discese, watt e numeri che alla gente normale, quella in genere dice che sei un po\u2019 fuori di testa, non dicono assolutamente nulla. E invece dicono. Eccome se dicono. Raccontano passione e fissazioni, di bici pi\u00f9 stilose di quelle dei \u201cpro\u201d, di caschi da marziani, scarpe da marziani, body da marziani. Perfetti, allineati, vestiti di tutto punto, glamour anche nei guanti e nei calzini\u2026Mica \u201cpizza e fichi\u201d.\u00a0 Andare, tornare, pedalare e sognare tutti verbi coniugati all\u2019infinito in una realt\u00e0 che resta un gioco e non c\u2019\u00e8 modo di spiegare. Nel gioco ci sta tutto. Una mattinata magica scacciapensieri e scaccia et\u00e0. Una giornata di adrenalina da condividere con gli amici, con un Brian o un Ramon che pedalano con te sui rulli da chiss\u00e0 quale parte del mondo e sono l\u00ec sul monitor a giocarsi una tappa che non esiste\u2026 O meglio esiste eccome, magari solo nella tua mente. Perch\u00e8 alla fine emozioni e fatica sono il quadrifarmaco della giovinezza. Anche se gli anni passano. E anche se qualcuno non ci crede. Peggio per lui\u2026.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Perch\u00e8 alla fine trenta, quaranta, sessant\u2019anni\u2026\u00a0 Non \u00e8 la passione per lo sport, per il ciclismo,\u00a0 per un triathlon o una\u00a0 crono. Non \u00e8 la passione che ti spinge a correre,\u00a0 a pedalare, a far fatica ogni giorno come se te l\u2019avesse prescritto il medico\u2026 E\u2019 il gioco. E\u2019 fermare il tempo, riportarlo indietro e ricominciare a giocare.\u00a0 Giocare a fare i campioni, sulle stesse strade del Giro, tra le transenne, tra i gonfiabili della pubblicit\u00e0.\u00a0 sentirsi per un attimo la stessa cosa, su una rampa dello Stelvio o del Galibier. \u00a0La stessa figurina da attaccare sull\u2019album. E\u2019 una magia. 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