{"id":37555,"date":"2025-02-09T10:43:50","date_gmt":"2025-02-09T09:43:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=37555"},"modified":"2025-02-10T18:03:33","modified_gmt":"2025-02-10T17:03:33","slug":"eresto-colnago-93-anni-di-storia-e-non-solo-di-ciclismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/02\/09\/eresto-colnago-93-anni-di-storia-e-non-solo-di-ciclismo\/","title":{"rendered":"Ernesto Colnago, 93 anni di storia ( e non solo di ciclismo)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/02\/09\/eresto-colnago-93-anni-di-storia-e-non-solo-di-ciclismo\/426628022_725188183045840_1803963794684420026_n\/\" rel=\"attachment wp-att-37556\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-37556\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/02\/426628022_725188183045840_1803963794684420026_n-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/02\/426628022_725188183045840_1803963794684420026_n-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/02\/426628022_725188183045840_1803963794684420026_n-683x1024.jpg 683w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/02\/426628022_725188183045840_1803963794684420026_n-768x1152.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/02\/426628022_725188183045840_1803963794684420026_n-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/02\/426628022_725188183045840_1803963794684420026_n.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>E fanno novantatr\u00e8. Novantatre anni di vita, di storia, di ciclismo e non solo di ciclismo perch\u00e8 <strong>Ernesto Colnago<\/strong>, &#8220;l&#8217;Ernesto&#8221;, con la sua impresa e con le sue biciclette che ancora oggi portano il suo nome anche se da qualche anno ha passato la mano agli emiri, rappresenta l&#8217;ultima generazione di quegli imprenditori fatti da s\u00e8, geniali, assennati, tutti casa e bottega che hanno permesso all&#8217;Italia di ricominciare a credere nel futuro dopo le macerie della guerra. Ci voleva gente cos\u00ec per ripartire, per\u00a0 raccontare al mondo di cosa fosse capace l&#8217;imprenditoria italiana, di che sacrifici servivano, di quali intuizioni, di quanta passione fosse necessaria per far diventare un lavoro, nel caso di Colnago una bicicletta, un&#8217;opera d&#8217;arte. C&#8217;erano una volta gli uomini cos\u00ec dal cervello fino e le mani d&#8217;oro che trasformavano in solide realt\u00e0 anche i sogni pi\u00f9 visionari, ci sono oggi gli influencer imprenditore del nulla o quasi&#8230;Ma tant&#8217;\u00e8.\u00a0 Artigiano, artista, innovatore Nasce contadino, diventa meccanico di biciclette, fonda una officina che negli anni diventa il pi\u00f9 prestigioso e blasonato marchio di biciclette al mondo. Tutto ci\u00f2 con la quinta elementare che una volta contava, eccome se contava. Cavaliere del lavoro, primo a entrare in azienda e ultimo a uscire, talento passione, voglia di lavorare e di rischiare, voglia di inventare. E\u2019 una vita di ciclismo. Una vita che sembra una favola e forse lo \u00e8. Novantatr\u00e8 anni ancora in sella, non pi\u00f9 in azienda,\u00a0 a raccontare cosa sono stati Colnago e la Colnago, da Cambiago nel mondo,\u00a0 in quel pezzo di fabbrica dove prima si costruivano bici e che ora ospita \u201cLa Collezione\u201d\u00a0 lo spazio creato dal nipote Alessandro che racconta la formidabile meraviglia della sua opera.\u00a0 \u201cIn lui vivono due persone: l\u2019artigiano in grado di unire il bello all\u2019utile, ma anche il fanciullo entusiasta sempre con gli occhi che gli si illuminano\u2026\u201d, raccontava in una frase qualche anno fa l\u2019allora ministro per l\u2019Innovazione tecnologica e la transizione digitale<strong>\u00a0Vittorio Colao,<\/strong> anche lui ciclista appassionato. Un buon indizio ma non basta perch\u00e8 \u00e8 impossibile raccontare con una frase chi \u00e8 Ernesto Colnago e cosa rappresenta per il ciclismo e per il Paese questo \u201d Drake\u201d delle due ruote. Come possa la sua avventura cominciata in una piccola officina di 25 metri quadrati al numero 10 di via Garibaldi a Cambiago\u00a0 aver inciso cos\u00ec nella nostra storia d\u2019impresa. A volte il destino ce l\u2019hai scritto in fronte o nel cuore. Antonio e Elvira, i suoi genitori, volevano che continuasse a fare il contadino perch\u00e9 la terra c\u2019era, rendeva e un paio di braccia in pi\u00f9 facevano comodo, ma l\u2019Ernesto lo sapeva che sarebbe finita come \u00e8 finita. La sua storia se l\u2019\u00e8 scritta tutta da solo e oggi quel bugigattolo \u00ab5\u00d75\u00bb dove metteva i raggi alle ruote \u00e8 in una fabbrica modello che produce biciclette che girano il mondo e sono uno dei biglietti da visita del \u00abmade in Italy\u00bb. Novantadue anni guardando sempre avanti.\u00a0 Novantatre anni che raccontano la sua sua vita, sua moglie <strong>Vincenzina<\/strong> scomparsa sette anni fa, il vuoto e la dolce malinconia che ha lasciato,\u00a0 che raccontano l\u2019epopea del\u00a0 ciclismo tutto, non solo azzurro.\u00a0 Novantatr\u00e8 anni che sono la storia, il presente e anche il futuro delle due ruote da corsa che questo <em>\u201cbrand\u201d<\/em>, come mai lo chiamerebbe l\u2019Ernesto, continua a fare affidandosi alle mani di altri manager e affidandosi alle gambe prodigiose di quel talento che \u00e8\u00a0<strong>Tadej Pogacar<\/strong>.\u00a0 Ma il lavoro e l\u2019eredit\u00e0 dell\u2019Ernesto sono eterni,\u00a0 una lezione per tutti, sono la prova di come come\u00a0 le lauree a volte si guadagnano sul campo perch\u00e8 come dice sempre \u201cho passato la vita a costruire biciclette e quello so fare\u2026\u201d. Ma vuoi mettere?\u00a0 \u00a0Novantatr\u00e8 anni tra telai, pedivelle, carbonio, cambi elettronici, freni a disco perch\u00e8 bisogna sempre guardare avanti. Va cos\u00ec. Va cos\u00ec e ancora oggi basta parlargli cinque minuti e capisci che ha un passo in pi\u00f9, che ragiona veloce, che vede le curve prima. Va cos\u00ec per chi \u00e8 abituato a rimboccarsi le maniche fin da piccolo, quando per imparare il mestiere fu spedito\u00a0 nell\u2019officina del \u00abDante Fumagalli\u00bb in cambio di due chili di farina alla settimana.\u00a0 Sembra ieri. Come le prime corse e le prime vittorie, la prima sponsorizzazione della storia nel 1954 con la Crema Nivea. La prima in bici da dilettante con in premio un lussuoso abito di \u00abgabardin\u00bb, la prima corsa in macchina nel 1970 come meccanico con la bici in spalla pronta da dare a <strong>Michele Dancelli<\/strong>\u00a0che taglia a braccia alzate il traguardo della Milano-Sanremo.\u00a0 Una vita scritta tra Giri d\u2019Italia,\u00a0 mondiali e Tour. Tra bici\u00a0 pensate e costruite con il Drake\u00a0<strong>Enzo Ferrari,<\/strong>\u00a0quando il carbonio era roba da Formula Uno. Tra bici pensate, costruite e donate a papa\u00a0<strong>Woityla<\/strong>. Tra bici pensate e costruite per la Parigi -Robaix incrociando le dita perche per vincere ci vuole coraggio, un po\u2019 di fortuna e campioni come\u00a0<strong>Franco Ballerini.<\/strong>\u00a0Una vita che potrebbe tutta finire in un museo e che un po\u2019 ci \u00e8 anche finita perch\u00e8 nello spazio dove una volta c\u2019era la \u201cbottega\u201d di Cambiago ora sono raccolte e conservate tutte le\u00a0\u00a0Colnago che hanno scritto la storia.\u00a0 Nel suo ufficio tra targhe coppe e foto l\u2019unica cosa che manca \u00e8 il computer, \u00abPerch\u00e9 sum minga bun\u2026\u00bb. A\u00a0 lui, all\u2019Ernesto, per fare le rivoluzioni bastano ancora un foglio di carta e una penna.\u00a0\u00a0Ottomila vittorie con le sue bici \u00a0usate da oltre un centinaio di team professionistici. Ottomila vittorie, il record dell\u2019ora di\u00a0<strong>Mercx<\/strong>\u00a0nel 1972 a Citt\u00e0 del Messico, campioni come<strong>\u00a0Magni, Nencini, Motta, Saronni, Bugno, Freire, Museeuw, Rominger, Tonkov, Zabel e Petacchi.<\/strong>\u00a0Tre mondiali nel ciclocross con\u00a0<strong>Wout Van Aert<\/strong>\u00a0ed ora Tadej. E come dice l\u2019\u00a0<strong>Ernesto<\/strong>\u00a0\u00abOgni bici ha una sua storia\u00bb. La sua. Che ti lascia ancora senza fiato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E fanno novantatr\u00e8. 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