{"id":37682,"date":"2025-03-08T17:12:52","date_gmt":"2025-03-08T16:12:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=37682"},"modified":"2025-03-08T17:12:52","modified_gmt":"2025-03-08T16:12:52","slug":"strade-bianche-sfida-tra-gentiluomini-e-pogacar-fa-tris","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/03\/08\/strade-bianche-sfida-tra-gentiluomini-e-pogacar-fa-tris\/","title":{"rendered":"Strade Bianche, sfida tra gentiluomini e Pogacar fa &#8220;tris&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/03\/08\/strade-bianche-sfida-tra-gentiluomini-e-pogacar-fa-tris\/tarrew\/\" rel=\"attachment wp-att-37683\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-37683\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/03\/tarrew-300x205.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/03\/tarrew-300x205.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/03\/tarrew-768x524.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/03\/tarrew.jpg 864w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>C\u2019\u00e8 sempre stato e c&#8217;\u00e8 ancora un ciclismo di gentiluomini e non poteva essere che qui alle <strong>Strade Bianche<\/strong>. La &#8220;sesta&#8221; monumento, sfida eroica con e senza virgolette con e senza maiuscole e minuscole,\u00a0 \u00e8 onorata e nobilitata da due campioni come <strong>Tadej Pogacar<\/strong> e <strong>Tom Pidcock<\/strong>. Un&#8217; ottantina di chilometri in fuga insieme e alla fine la spunta il campione del mondo, col body strappato, con un gomito sanguinante, con un mezzo ematoma sulla coscia per una caduta, acciaccato ma comunque imprendibile che firma un tris e rende l&#8217;onore delle armi a un avversario che ha provato finch\u00e8 ha potuto a restargli sulla ruota. Si abbracciano alla fine: <em>&#8220;Tutto molto bello&#8221;<\/em> avrebbe detto il grande Bruno Pizzul.\u00a0 Strade Bianche numero diciannove che si raccontano tutte nell&#8217;ottantina di chilometri di fuga di Pogacar e Pidcock con<strong> Connor Swift<\/strong> terzo incomodo solo per un po&#8217;. Ottanta chilometri veloci, faticosi e sorprendenti, insieme a suonarsele, a guardarsi, a curarsi, a rispettarsi.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 ancora un ciclismo antico di gentiluomini<\/strong> e non poteva essere su queste strade polverose nel cuore di una Toscana che \u00e8 stata capace di conservarle e farle diventare patrimonio e cultura da difendere. E allora, quando mancano una settantina di chilometri al traguardo, se Pidcock manca il rifornimento ci pensa Pogacar a prendere una borraccia dal suo sacchetto e ad offrirgliela. E allora quando Pogacar perde il controllo della sua bici nella discesa di CollePinzuto e\u00a0 vola,\u00a0 per fortuna sua e di tutti in una scarpata dove non ci sono ostacoli, Pidcock non va ma rallenta, si gira un paio di volte e solo quando vede il polacco che si rialza e sale verso la strada, riprende a pedalare. Poi, dopo una decina di minuti, decide di rialzarsi ed aspettare ma questa non \u00e8 gentilezza ma solo un calcolo, perch\u00e8 Pogacar lo rincorre al doppio della velocit\u00e0 e quindi \u00e8 inutile sprecare energie a 40 chilometri dall&#8217;arrivo.<\/p>\n<p><strong>E questo un ciclismo che d\u00e0 ragione ai sognatori, ai romantici<\/strong> e a chi questo sport ce l\u2019ha nel cuore e nell\u2019anima. La diciannovesima volta delle <strong>Strade Bianche<\/strong> \u00e8 ancora quella di <strong>Tadej, <\/strong>la prima volta di un campione del mondo a Piazza del Campo, la terza vittoria per lui che qui ha trionfato anche l&#8217;anno scorso e che qui da professionista aveva debuttato nel 2019 nelle gare di un giorno arrivando trentesimo. Non \u00e8 la volta buona \u00e8 la volta giusta, giustissima. Attesa, annunciata, non scontata perch\u00e8 Pidcock ci prova a rendergli la vita dura e perch\u00e8 la caduta di Collle Pinzuto non \u00e8 cosa da poco. Un volo assurdo, ad alta velocit\u00e0,\u00a0 con il posteriore della bici che perde aderenza e lo sloveno che finisce in una scarpata dopo una capriola da brividi. Ma sembra di gomma: si alza, cambia bici e riparte pi\u00f9 forte di prima.\u00a0 &#8220;Andavo troppo veloce- racconta al traguardo- Ho rischiato troppo, conosco queste strade come quelle di casa mia ma forse avevo troppa voglia di vincere&#8230;&#8221;<\/p>\n<p><strong>E alla fine vince. Perch\u00e8 qui vincono solo i grandi e i grandissimi.<\/strong> Vince solo chi ha classe e\u00a0 coraggio,\u00a0 chi \u00e8 capace di\u00a0 riavvolgere il nastro e riportare il ciclismo indietro nel tempo, dove si arriva alla spicciolata, dove ci si deve sporcare le mani e non solo le mani\u00a0 perch\u00e8 la polvere arriva ovunque, dove le squadre si sbriciolano e le tattiche servono a poco o forse nulla. Succede solo qui,\u00a0 solo nelle terre che <strong>L\u2019Eroica<\/strong>, con la maiuscola, ha conservato riconsegnandole alla storia e a uno sport che forse negli ultimi anni \u00e8 andato troppo veloce e nel cammino ha perso\u00a0 un po\u2019 della sua origine. Troppa fretta, troppa tecnologia, troppe gare, troppi interessi, troppe moto, troppo di tutto a confondere mito e leggenda con tappe inutili e ordini di arrivi non sempre all\u2019altezza.<\/p>\n<p><strong>Serviva una sfida che portasse a riscoprire l\u2019anima e la meccanica<\/strong>, ad alzarsi sui pedali per saltare via brecciole, buche e cunette che ti si parano davanti su salite che non ti aspetti. Con le ruote che slittano, s\u2019impolverano, si fermano sugli strappi pi\u00f9 duri, con le incognite di un guasto o di una foratura che sfuggono a tattiche e algoritmi. Dove si cade e ci si rialza. Serviva ed eccola qui:\u00a0 Le Tolfe, Pieve di Santa Santamaria, Castelnuovo della Berardenga, Colle Pinzuto, la Strada del castagno, Monte Sante Marie tra sterrati, settori e una Toscana che lascia senza fiato per eleganza e bellezza.<\/p>\n<p><strong>E finisce sempre come deve finire.<\/strong> Vince il migliore. Vince Tadej Pogacar rincorso da un orgoglioso Tom Pidckoc e dal belga Tim Wellens che dello sloveno \u00e8 compagno di squadra. Pogacar cala un tris che gli permette di affiancare un altro grande come Fabian Cancellara e fa capire a tutti che anche quest&#8217;anno suoner\u00e0 lo stesso spartito. Un po&#8217; ammaccato ma sorridente si gode piazza del Campo e gli abbracci dei suoi. Poi si ferma un minuto ad attendere Pidcock che saluta con un abbraccio. C&#8217;era una volta il ciclismo dei gentiluomini e alle Strade Bianche forse c&#8217;\u00e8 un po&#8217; di pi\u00f9&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C\u2019\u00e8 sempre stato e c&#8217;\u00e8 ancora un ciclismo di gentiluomini e non poteva essere che qui alle Strade Bianche. La &#8220;sesta&#8221; monumento, sfida eroica con e senza virgolette con e senza maiuscole e minuscole,\u00a0 \u00e8 onorata e nobilitata da due campioni come Tadej Pogacar e Tom Pidcock. 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