{"id":37890,"date":"2025-04-12T16:53:03","date_gmt":"2025-04-12T14:53:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=37890"},"modified":"2025-04-12T16:53:03","modified_gmt":"2025-04-12T14:53:03","slug":"roubaix-vinca-il-migliore-basta-che-non-sia-un-carneade-qualunque","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/04\/12\/roubaix-vinca-il-migliore-basta-che-non-sia-un-carneade-qualunque\/","title":{"rendered":"Roubaix, vinca il migliore basta che non sia un Carneade qualunque"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/04\/12\/roubaix-vinca-il-migliore-basta-che-non-sia-un-carneade-qualunque\/thumbnail_img_0526-2\/\" rel=\"attachment wp-att-37891\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-37891\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/04\/thumbnail_IMG_0526-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/04\/thumbnail_IMG_0526-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/04\/thumbnail_IMG_0526-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/04\/thumbnail_IMG_0526.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Vinca il migliore a patto che non sia un Carneade qualunque&#8230; Domani si corre la Roubaix che , senza scomodare tanta (troppa) retorica,\u00a0 \u00e8 la Roubaix, una delle sfide ciclistiche pi\u00f9 belle di sempre cos\u00ec come le altre monumento, cos\u00ec come i tapponi al Giro e al Tour, cos\u00ec come un mondiale, un&#8217;olimpiade&#8230;E allora vinca il migliore tra Tadej Pogacar, Wout Van Aert, Mathieu van Der Poel, Mads Pedersen il nostro Pippo Ganna. E gli altri? Agli altri va sicuramente un in bocca al lupo perch\u00e8 chi arriva primo al Velodrome merita tutto il rispetto del mondo e mai ci arriva per caso. Ma vuoi mettere? Le grandi gare diventano indimenticabili se le vincono i grandi campioni, altrimenti tendono a perdersi nella memoria degli anni. Vale per tutte e a maggior ragione per la Roubaix. &#8220;Carneade, chi era costui?&#8221; s&#8217;interrogava nei Promessi sposi don Abbondio ignorando chi fosse il filosofo greco&#8230; La speranza e che ci\u00f2 non accada domani quando toccher\u00e0 salutare il vincitore della 122ma edizione<\/p>\n<p><strong>Le pietre contano.<\/strong> 25o, quasi 260 chilometri e 600metri di pietre e asfalto, da\u00a0 Compi\u00e8gne, a nord-nord-est di Parigi, al Velodromo di Roubaix. Una pietra dopo l\u2019altra, infide, spesso bagnate, a schiena d\u2019asino cio\u00e8 pi\u00f9 alte e sconnesse nel mezzo per scivolare sui lati e sparire ai bordi dove spesso si pu\u00f2 pedalare ma non sempre, perch\u00e8 tra pubblico e transenne lo spazio non c\u2019\u00e8 e il rischio di agganciarsi a qualcosa o qualcuno \u00e8 troppo alto. Una pietra dopo l\u2019altra, pi\u00f9 lontane che vicine,\u00a0 a volte con l\u2019erba in mezzo che rende tutto ancora pi\u00f9 complicato\u00a0 che se sbagli a mettere una ruota e ci finisci in mezzo non ne esci pi\u00f9, la bici si imbizzarrisce, va dove vuole e non serve pi\u00f9 neanche provare ad aggrapparsi alle leve dei freni, perch\u00e8 le mani tremano, le braccia pure e ogni gesto, anche il pi\u00f9 semplice come fermarsi, diventa inutile.<\/p>\n<p><strong>Chi l\u2019ha fatta spiega che per restare in equilibrio,<\/strong> per non\u00a0 impazzire, per non cadere bisogna avere il coraggio di andar forte, bisogna tirare sui pedali anzich\u00e8 spingere perch\u00e8 cos\u00ec la bici tende a sollevarsi come fosse un aliscafo e bisogna aver la fortuna di non bucare.\u00a0 Parti, pedali, sconquassi mani e bici su alcuni tratti di pav\u00e8 e speri di non cadere e di non bucare. Sei settori a quattro stelle di difficolt\u00e0, quattordici a tre stelle, cinque a due stelle e uno solo a una stella praticamente una passerella prima di entrare nel velodromo. Nomi\u00a0 che ormai sono storia: la <strong>Foresta di Arenberg<\/strong>, <strong>Mons-en-P\u00e9v\u00e8le,<\/strong> il\u00a0<strong>Carrefour de l&#8217;Arbre.<\/strong> Finito il settore di<strong>\u00a0Champin en P\u00e9v\u00e8le,<\/strong> si gira a destra e dopo\u00a0 una quindicina di\u00a0 chilometri si arriva <strong>Roubaix<\/strong>. Fine del tormento e inizio della gloria.<\/p>\n<p><strong>Dentro, fuori o davanti nei primi cinquanta all\u2019imbocco dell\u2019Arenberg o addio sogni di gloria.\u00a0<\/strong> Va quasi sempre cos\u00ec e andr\u00e0 cos\u00ec anche quest&#8217;anno. Guai a cadere qui. Tadej Pogacar nella Foresta ci \u00e8 gi\u00e0 passato due volte da juniores e in questi mesi ha provato e riprovato prima di decidere di partecipare che nel suo caso \u00e8 un eufemismo perch\u00e8 \u00e8 ovvio che domani sar\u00e0 qui per vincere. Wout van Aert, un paio di giorni fa in ricognizione con la squadra ha fatto venire i sudori freddi ai suoi ds per una sbandata che ha rischiato di farlo planare e toglierlo dai giochi ancor prima di cominciare. Ganna e Pedersen hanno provato e riprovato cos\u00ec come Mathieu Van der Poel\u00a0 che per\u00f2 negli ultimi giorni, da queste parti non ci \u00e8 visto perch\u00e8 colpito da una sindrome influenzale che lo ha tenuto fermo: &#8220;Ora sta bene ma non benissimo&#8221; hanno fatto sapere dalla Alpecin.\u00a0 Nella Foresta di Arenberg vengono tutti per capire che roba \u00e8 anche se gi\u00e0 lo sanno. E allora vengono per ricordare cosa sono queste pietre per mettersi bene in testa che qui non ci si pu\u00f2 distrarre, che qui si magari non si vnce ma si perde, che qui forse \u00e8 sempre meglio raccomandarsi l&#8217;anima al signore&#8230;<\/p>\n<p><strong>Comunque vada da Compiegne al Velodrome \u00e8 un sfida ad eliminazione<\/strong>. Restano in pochi.\u00a0 Resta chi ha un fisico \u201cbestiale\u201d,\u00a0 meglio se potente, meglio se prestante, meglio se un po\u2019 pesante e la storia di chi ha vinto da queste parti insegna. \u00a0Chiunque vinca diventa un uomo di\u00a0<strong>Roubaix<\/strong>. Uno dei tanti ma unico. Speciale. Perch\u00e8 quello degli eroi di Roubaix \u00e8 il circolo pi\u00f9 esclusivo del mondo. Un\u2019enclave che va oltre il tempo. Basta una volta. Due sono tante, oltre diventa mito. E noi ci siamo l\u00e0 in mezzo. Inutile far nomi chi ama questo sport sa, conosce, ricorda. \u00a0Tutto ci\u00f2 che della Roubaix si deve raccontare \u00e8 stato gi\u00e0 scritto. Chilometri di battaglie, di gioie immense, delusioni terribili. Di cadute, di dolore e di pianti. Tutto ci\u00f2 che della Roubaix rimane \u00e8 la sua storia scritta nella polvere o nel fango, sulle pietre che hanno creato il mito di una gara dove tutto sembra esagerato, epico forse anche un po\u2019 retorico.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un cartellone che fa bella mostra di s\u00e8 su una parabolica del Velodrome<\/strong> dove sta scritto che \u201cL\u2019inferno del Nord ti porta in Paradiso\u201d ed \u00e8 cos\u00ec davvero, perch\u00e8 basta andarci una volta nella\u00a0 foresta di Arenberg, a Mons en Pevele, nel Carrefour de l\u2019Arbre per capire cos\u2019\u00e8 davvero questa corsa che ha fermato il tempo. Passato e futuro. Il ciclismo ha questa capacit\u00e0 straordinaria di tenere insieme tutto, di mischiare ci\u00f2 che \u00e8 stato e che sar\u00e0, di lasciare sulla strada o sul cemento di un pista pezzi di storia a disposizione di tutti. Basta andare. Basta entrare e prenderseli, goderne. Cos\u00ec arrivi a Roubaix, ti avvicini al Velodrome, riconosci le strade, rivivi tutte le imprese che hai seguito in tv, poi svolti a destra e finisci dritto dritto nel mito di uno sport eterno. Qui, contrariamente a quanto succede da noi, non serve prenotare, non ci si deve iscrivere a nessuna societ\u00e0, a nessuna federazione, non si paga e non ci sono moduli da compilare, firmare, sottoscrivere. Si entra e basta, liberi. Infatti \u00e8 e pieno di ragazzi che si divertono. Funziona cos\u00ec dalle parti degli \u201cspocchiosi\u201d cugini francesi.\u00a0 Ma \u00e8 solo invidia: hanno ragione loro\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Vinca il migliore a patto che non sia un Carneade qualunque&#8230; Domani si corre la Roubaix che , senza scomodare tanta (troppa) retorica,\u00a0 \u00e8 la Roubaix, una delle sfide ciclistiche pi\u00f9 belle di sempre cos\u00ec come le altre monumento, cos\u00ec come i tapponi al Giro e al Tour, cos\u00ec come un mondiale, un&#8217;olimpiade&#8230;E allora vinca il migliore tra Tadej Pogacar, Wout Van Aert, Mathieu van Der Poel, Mads Pedersen il nostro Pippo Ganna. E gli altri? 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