{"id":38060,"date":"2025-05-18T18:20:16","date_gmt":"2025-05-18T16:20:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=38060"},"modified":"2025-05-18T22:08:06","modified_gmt":"2025-05-18T20:08:06","slug":"al-giro-vince-wout-van-aert-e-il-ciclismo-e-felice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/05\/18\/al-giro-vince-wout-van-aert-e-il-ciclismo-e-felice\/","title":{"rendered":"Al Giro vince Wout van Aert: e il ciclismo \u00e8 felice"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/05\/18\/al-giro-vince-wout-van-aert-e-il-ciclismo-e-felice\/499861499_1150962807059375_9176984550937063792_n\/\" rel=\"attachment wp-att-38067\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-38067\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/05\/499861499_1150962807059375_9176984550937063792_n-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/05\/499861499_1150962807059375_9176984550937063792_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/05\/499861499_1150962807059375_9176984550937063792_n-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/05\/499861499_1150962807059375_9176984550937063792_n-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/05\/499861499_1150962807059375_9176984550937063792_n-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/05\/499861499_1150962807059375_9176984550937063792_n.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Impossibile non essere innamorati di <strong>Wout Van Aert.<\/strong>\u00a0 Perch\u00e8 c&#8217;\u00e8 un ciclismo senza Wout Van Aert e ce n&#8217;\u00e8 un altro quando lui c&#8217;\u00e8, quando sta bene , quando combatte e quando vince. E si vede. Dalla polvere ci si rialza.\u00a0 Dalla polvere si rinasce come l&#8217;Araba Fenice e dalla polvere oggi, in una delle tappe pi\u00f9 temute del Giro numero 108, il fiammingo \u00e8 tornato a riveder le stelle\u00a0 vincendo\u00a0 sulle strade bianche davanti ad un fantastico Isaac Del Toro che veste la maglia rosa e apre una bella questione nella Uae che qui al Giro era venuta con Juan Ayuso come capitano . Se la vedranno loro.<\/p>\n<p><strong>Ma Wout van Aert\u00a0 che torna a vincere \u00e8 la notizia che tutti gli innamorati di ciclismo aspettavano.<\/strong> Lo fa come solo lui pu\u00f2 fare in quell&#8217;alternarsi avvincente e drammatico di emozioni che ne fanno l&#8217;ultimo degli &#8220;eroi&#8221; romantici da sempre in lotta con un destino\u00a0 spesso avverso. Vince\u00a0 con classe,\u00a0 esperienza, con tutta la sofferenza di cui \u00e8 capace senza mai mollare la ruota di un messicano scatenato\u00a0 a cui deve concedere un bel pezzo di giovent\u00f9. Torna a vincere, ed \u00e8 la sua prima volta al Giro, proprio in piazza del Campo a Siena dove quattro anni fa aveva vinto le Strade bianche con la maiuscola,\u00a0 la sua prima sua vittoria su strada&#8230; E non \u00e8 un caso.<\/p>\n<p><strong>Ci\u00f2 che fa la differenza nelle strade bianche\u00a0 non \u00e8 l\u2019ultimo muro, tremendo, di Santa Caterina<\/strong> al 18 per cento prima di arrivare in piazza del Campo.\u00a0 \u00a0La differenza \u00e8 che qui si riavvolge il nastro di un ciclismo che forse negli ultimi anni \u00e8 andato troppo veloce e nel cammino ha perso\u00a0 un po\u2019 della sua storia. Troppa fretta, troppa tecnologia, troppe gare, troppi interessi, troppe moto, troppo di tutto a confondere mito e leggenda con tappe inutili e ordini di arrivi non sempre all\u2019altezza. Basta guardare i ciclisti imbiancati dalla polvere, li bici, le ammiraglie, le nuvole bianche che si sollevano al passaggio, i settori, i muri per capire che questa \u00e8 una sfida antica, eroica, da uomo solo al comando tra polvere o fango, tra vigne, filari, casali e contrade che sanno d\u2019altri tempi, tra\u00a0 cipressi alti, schietti e giovinetti. Una sfida che porta a riscoprire l\u2019anima e la meccanica del ciclismo dove ci si alza sui pedali con la forza che serve per saltare via brecciole, buche e cunette che ti si parano davanti su salite che non ti aspetti. Con le ruote che slittano, si fermano sugli strappi pi\u00f9 duri, con le incognite di un guasto o di una foratura che sfuggono tattiche e algoritmi. Qui non ci sono mezze misure.<\/p>\n<p><strong>Ci\u00f2 che fa la differenza nelle Strade Bianche \u00e8 che la storia torna recente<\/strong> e ha riporta il ciclismo al centro e alla\u00a0 sua origine. Che \u00e8 un\u2019origine semplice, popolare,\u00a0 che capiscono tutti senza necessit\u00e0 di intermediari: \u00a0vince il pi\u00f9 forte, punto. Oggi Wout van Aert \u00e8 stato il pi\u00f9 forte. Finalmente viene da dire, anche se qualcuno cominciava a dubitare, anche se troppe in questi ultimi tempi gliene sono capitate, anche se gli anni passano&#8230; Finalmente perch\u00e8 vederlo perdere volate che una volta vinceva, arrancare\u00a0 in fondo al gruppo, staccarsi,\u00a0 provare ad allungare sul lungomare di Napoli e spegnersi 400 metri dal traguardo era una sofferenza per lui, per i suoi tifosi e per tutti gli innamorati di ciclismo. &#8220;La mia famiglia \u00e8 qui in piazza del Campo ma in realt\u00e0 \u00e8 sempre con me- spiega al traguardo- \u00e9 solo grazie a loro se sono ancora un corridore&#8230;&#8221;. Che poi uno ci pensa e se le fa le domande: ma chi glielo fa fare? Perch\u00e8 non lascia il Giro? Perch\u00e8 non la chiude qui&#8230; Oggi \u00e8 arrivata la risposta che tutti aspettavano. Perch\u00e8 c&#8217;\u00e8 un ciclismo con Wout van Aert e ce n&#8217;\u00e8 un altro senza di lui. Che per\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 triste&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Impossibile non essere innamorati di Wout Van Aert.\u00a0 Perch\u00e8 c&#8217;\u00e8 un ciclismo senza Wout Van Aert e ce n&#8217;\u00e8 un altro quando lui c&#8217;\u00e8, quando sta bene , quando combatte e quando vince. E si vede. 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