{"id":38089,"date":"2025-05-22T18:49:01","date_gmt":"2025-05-22T16:49:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=38089"},"modified":"2025-05-22T19:06:01","modified_gmt":"2025-05-22T17:06:01","slug":"il-giro-sprinta-nella-terra-di-peppone-e-don-camillo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/05\/22\/il-giro-sprinta-nella-terra-di-peppone-e-don-camillo\/","title":{"rendered":"Il Giro sprinta nella terra di Peppone e Don Camillo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/05\/22\/il-giro-sprinta-nella-terra-di-peppone-e-don-camillo\/pep-2\/\" rel=\"attachment wp-att-38090\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-38090\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/05\/pep-300x228.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"228\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/05\/pep-300x228.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/05\/pep.jpg 516w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il Giro arriva da Sorbolo, segue la statale della Cisa e passa da Brescello. Passa <i>\u201cin quella fetta di Pianura padana fra il Po e l\u2019Appennino\u201d<\/i>, come scrisse <strong>Giovannino Guareschi<\/strong> che racconta un mondo piccolo fatto di gente genuina, di cappelletti in brodo e di salumi, di liti, dispetti, di storia e di cinema. Il mondo di <strong>Don Camillo e Peppone <\/strong>\u00a0protagonisti, ormai quasi ottant&#8217;anni fa, di quel capolavoro cinematografico di Julien Divivier che ancor oggi spiega cos&#8217;era il cinema e cosa dovrebbe essere. Un tuffo nel passato. Il Po, i luoghi, le statue che mettevano di fronte due giganti come <strong>Fernandel<\/strong> e <strong>Gino Cervi<\/strong> in una sfida tra il Partito Comunista e la Democrazia Cristiana che a vederla oggi fa sorridere ma lascia anche un po&#8217; (un bel po&#8217;)\u00a0 di rimpianto e di dolce malinconia per una politica e per un mondo con pi\u00f9 stile dove alloggiavano eleganza e buoni sentimenti.<\/p>\n<p><strong>Tutto da queste parti ruota attorno al sindaco comunista e al prete.<\/strong> Tutto a cominciare da un museo dove sono custoditi i cimeli, le locandine, le foto, la moto di Peppone, l\u2019abito talare di Don Camillo, le biciclette usate nella scena finale del terzo film, il sidecar. Il Giro passa da Brescello con una volata tra via tra via Allende e la statua di Don Camillo e poi va via dritto verso Viadana. Una tappa con foto in bianco e nero, che fila via tra paesi e paesini sulla via Emilia.<\/p>\n<p><strong>La via Emilia \u00e8 la strada di\u00a0 Giovannino Guareschi <\/strong>per una storia che il pap\u00e0 di Don Camillo e Peppone ha scritto anche un po&#8217; in bici su quella che non \u00e8 ovviamente solo una via di comunicazione.\u00a0 &#8220;Tra la via Emilia e il West&#8221; cantava Francesco Guccini perch\u00e8 la Via Emilia \u00e8 un simbolo, una leggenda che racconta tanti mondi, che racconta le persone,\u00a0 le vite, le passioni,\u00a0 i profumi, un modo di vivere che oggi combatte con fabbriche e centri commerciali e con il traffico che rischia di soffocare ogni cosa.\u00a0 Ma il mito resta.\u00a0 Per Guareschi, come il Po cominciava a Piacenza, l\u2019antica strada consolare era quella che cominciava a Piacenza e\u00a0 andava fino a Rimini. Solo quella: &#8220;L\u2019ambiente \u00e8 un pezzo della Pianura padana e qui bisogna precisare che, per me, il Po comincia a Piacenza.- scriveva Guareschi nel suo <em>Mondo Piccolo<\/em>\u2013\u00a0 Il fatto che da Piacenza in su sia sempre lo stesso fiume, non significa niente: anche la Via Emilia, da Piacenza a Milano, \u00e8 sempre la stessa strada; per\u00f2 la Via Emilia \u00e8 quella che va da Piacenza a Rimini. Non si pu\u00f2 fare un paragone tra un fiume e una strada perch\u00e9 le strade appartengono alla storia e i fiumi alla geografia&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p><strong>La via Emilia \u00e8 un pezzo dell\u2019anima che fu.<\/strong> Uno scrigno di racconti e poesia, una \u201cpedalata\u201d nella storia in un\u2019umanit\u00e0 periferica, l\u2019umanit\u00e0 della Bassa,\u00a0 che vive e lavora sul fiume, quella che sembra non contare perch\u00e8 non occupa posti di potere, che apparentemente non fa la storia ma che \u00e8 un\u2019umanit\u00e0 cui guardare con occhi pieni di stupore. Una pedalata tra i personaggi \u00a0che Guareschi ha creato in quel <em>Mondo Piccolo<\/em>\u00a0 \u201cche \u00a0non \u00e8 in nessun posto fisso ma \u00e8 un puntino nero, che si muove assieme ai suoi pepponi e ai suoi smilzi, in su e in gi\u00f9, lungo il Po, per quella fettaccia di terra che sta tra pianura e l\u2019Appennino\u201d. Un\u2019umanit\u00e0 reale, concreta, grande e allo stesso tempo anche meschina dove c\u2019\u00e8 spazio per tutti,\u00a0 buoni, meno buoni, normali, strambi,\u00a0 diavoli e anche santi\u00a0 che tali sono anche senza\u00a0 magari saperlo. \u00a0\u00c8 qui che si intrecciano le storie. E qui che \u00e8 passato il Giro. E qui che ha vinto oggi <strong>Olaf Kooij<\/strong>. Ma per un volta \u00e8 solo un dettaglio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Giro arriva da Sorbolo, segue la statale della Cisa e passa da Brescello. Passa \u201cin quella fetta di Pianura padana fra il Po e l\u2019Appennino\u201d, come scrisse Giovannino Guareschi che racconta un mondo piccolo fatto di gente genuina, di cappelletti in brodo e di salumi, di liti, dispetti, di storia e di cinema. 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