{"id":38108,"date":"2025-05-27T20:47:30","date_gmt":"2025-05-27T18:47:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=38108"},"modified":"2025-05-28T00:22:35","modified_gmt":"2025-05-27T22:22:35","slug":"il-ciclismo-di-rogla-un-grande-ciclismo-dove-si-cade-e-ci-si-rialza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/05\/27\/il-ciclismo-di-rogla-un-grande-ciclismo-dove-si-cade-e-ci-si-rialza\/","title":{"rendered":"Il ciclismo di &#8220;Rogla&#8221;: un grande ciclismo dove si cade e ci si rialza&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/05\/27\/il-ciclismo-di-rogla-un-grande-ciclismo-dove-si-cade-e-ci-si-rialza\/rogla-4\/\" rel=\"attachment wp-att-38110\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-38110\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/05\/rogla-300x244.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/05\/rogla-300x244.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/05\/rogla.jpg 759w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Non sceglie mai giorni banali il ciclismo di <strong>Primoz Roglic <\/strong>che, nonostante tutto e nonostante tutti, nonostante qualcuno dica che abbia uno stile da amatore, resta il ciclismo di un campione<strong>.<\/strong> E allora nel giorno della prima vittoria italiana, della tripletta, delle &#8220;cotte&#8221; di <strong>Jan Ayuso<\/strong> e un po&#8217; anche di<strong> Isaac Del Toro<\/strong>, della stilettata di <strong>Richard Carapaz,<\/strong> che si candida a un bis, altro che cacciatore di tappe a cui il gruppo pochi giorni fa avrebbe fatto una concessione&#8230;Ebbene in un giorno cos\u00ec\u00a0 Roglic, dopo l&#8217;ennesima caduta, decide di mettere fine alla sua sofferenza in questo Giro che voleva vincere e non vincer\u00e0, sale sull&#8217;ammiraglia e lascia via libera a <strong>Giulio Pellizzari<\/strong> . Giusto cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Epilogo non banale per un uomo mai banale.<\/strong> Anche se non si capisce bene perch\u00e8 ma \u201cRogla\u201d, nell\u2019immaginario comune,\u00a0 \u00e8 come se fosse sempre un po&#8217; lontano dai primi&#8230;Sempre costretto ad inseguire. Come se fosse sempre una ruota dietro a quella nuova generazione di fenomeni che risponde ai nomi di\u00a0 Pogacar, Vingegaard, Evenepoel e Van der Poel, Van Aert ed ora anche di Del Toro, di Ayuso&#8230;\u00a0 Come se la sua immagine si fosse fermata\u00a0 a quella fotografia che lo ritraeva nell\u2019ultima cronoscalata del Tour, quello gi\u00e0 vinto e poi perso, che lo vide arrivare sul traguardo de <em>La Planche des Belles<\/em> Filles con l\u2019aria stralunata e il caschetto di traverso battuto da un giovanissimo Tadej che poi sarebbe diventato ci\u00f2 che \u00e8 adesso. Un po\u2019 goffo e sconfitto. Come capita spesso nel ciclismo, come capita a tanti.\u00a0 Ma nel suo caso sembra quasi pesi un po\u2019 di pi\u00f9. Quella immagine gli \u00e8 un po\u2019 rimasta addosso, fa fatica a scrollarsela via. Nonostante \u00a0un poker alla Vuelta, un Giro, l\u2019oro olimpico a cronometro a Tokyo, la Liegi, due volte Delfinato, due volte la Tirreno-Adriatico, due Giri di Romandia, quello dei Paesi Baschi, una Parigi-Nizza e una Volta Catalunya, tre\u00a0 Giri dell\u2019Emilia, una Milano-Torino e via dicendo.\u00a0 Nonostante sia, con quindici successi nelle classifiche generali delle corse a tappe, il terzo pi\u00f9 vincente di sempre nella storia del ciclismo \u00a0a sole tre lunghezze da Eddy Merckx e a due\u00a0 Jacques Anquetil. <em>Mica<\/em> due qualunque.<\/p>\n<p><strong>Che non \u00e8 poco. Che \u00e8 tantissimo per questo campione \u00a0nato 35 anni fa a Trbovlje, <\/strong>un paesone di 20mila abitanti nella Slovenia Centrale in una zona nota pi\u00f9 per i suoi giacimenti di carbone e per le centrali termoelettriche che per tradizioni ciclistiche. E infatti ciclista ci diventa per caso.\u00a0 Da ragazzo la passione \u00e8 quella degli sci, sci lunghissimi quelli che lo portano a volare dai trampolini del salto e anche con ottimi risultati visto che a 18 anni conquista con il quartetto nazionale il titolo mondiale juniores. Ma nel 2007, in un gara del campionato d\u2019Europa, mentre \u00e8 in volo viene spazzato via da una raffica di vento che gli fa perdere l\u2019equilibrio e lo fa atterrare rovinosamente sulla neve. Non \u00e8 un impatto morbido, anzi.\u00a0 Finisce in ospedale privo di sensi ed inizia un lungo periodo di convalescenza prima di tornare a saltare. Convalescenza che fa in bici ed \u00e8 un colpo di fulmine.<\/p>\n<p><strong>Ottimo passista, anche scalatore, anche cronoman<\/strong> inizia a correre per fatti suoi, poi con alcune squadre dilettantistiche e nelle Granfondo dove vince diverse volte cominciando a farsi notare. Nel 2013 finalmente\u00a0 trova\u00a0 un contratto da professionista con l\u2019Adria Mobil, un importante team sloveno.\u00a0Diventa capitano di una squadra per la prima volta a trent\u2019anni,\u00a0con la Jumbo Visma al Giro del 2019\u00a0 dove sale sul terzo gradino del podio alle spalle di RichardCarapaz\u00a0e Vincenzo\u00a0Nibali. Poi comincia a vincere. Da allora \u00e8 uno o con cui si devono sempre fare i conti, da mettere sempre tra i favoriti. Lo era anche quest&#8217;anno al via in Albania. Poi non \u00e8 andata come doveva andare ma fa tutto un po&#8217; parte della sua storia. Il ciclismo di Rogla \u00e8 un ciclismo dove spesso si cade e ogni volta ci sia rialza. Ed \u00e8 un grande ciclismo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non sceglie mai giorni banali il ciclismo di Primoz Roglic che, nonostante tutto e nonostante tutti, nonostante qualcuno dica che abbia uno stile da amatore, resta il ciclismo di un campione. E allora nel giorno della prima vittoria italiana, della tripletta, delle &#8220;cotte&#8221; di Jan Ayuso e un po&#8217; anche di Isaac Del Toro, della stilettata di Richard Carapaz, che si candida a un bis, altro che cacciatore di tappe a cui il gruppo pochi giorni fa avrebbe fatto una concessione&#8230;Ebbene in un giorno cos\u00ec\u00a0 Roglic, dopo l&#8217;ennesima caduta, decide di mettere fine alla sua sofferenza in questo Giro che [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/05\/27\/il-ciclismo-di-rogla-un-grande-ciclismo-dove-si-cade-e-ci-si-rialza\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38108"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38108"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38108\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38113,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38108\/revisions\/38113"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38108"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38108"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38108"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}