{"id":38129,"date":"2025-05-31T21:14:46","date_gmt":"2025-05-31T19:14:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=38129"},"modified":"2025-06-01T01:11:53","modified_gmt":"2025-05-31T23:11:53","slug":"yates-quei-trentotto-minuti-da-dimenticare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/05\/31\/yates-quei-trentotto-minuti-da-dimenticare\/","title":{"rendered":"Yates, quei 38minuti da dimenticare per conquistare un sogno&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/05\/31\/yates-quei-trentotto-minuti-da-dimenticare\/yattt\/\" rel=\"attachment wp-att-38131\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-38131\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/05\/yattt-300x204.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/05\/yattt-300x204.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/05\/yattt-768x523.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/05\/yattt.jpg 873w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Per sette anni quei trentotto minuti gli sono girati e rigirati per la testa. E per duemilacinquecentoventi giorni, un minuto e mezzo ogni giorno il pensiero \u00e8 volato l\u00ec, a quello sterrato sul Colle delle Finestre quando stava dominando il Giro d\u2019Italia \u00e8 poi croll\u00f2 sotto i colpi di uno scatenato Chris Froome che, ormai fuori classifica, part\u00ec a pi\u00f9 di 80 chilometri dall&#8217;arrivo andandosi a prendere la maglia rosa con una impresa capolavoro.<\/p>\n<p><strong> Il tormento di Simon Yates oggi non \u00e8 stata la fatica,<\/strong> non sono stati Isaac del Toro e Richard Carapaz che lo inseguivano e bisticciavano. Il tormento erano quei trentotto minuti da dimenticare, da togliersi dalla mente, era quella salita meravigliosa da esorcizzare, era farsi amare da quello sterrato che lo aveva respinto. Trentotto minuti che gli saranno girati e rigirati in testa anche oggi, rampa dopo rampa, tornante dopo tornante finch\u00e8 non \u00e8 arrivato lass\u00f9, dove erano accampati gli &#8220;apache&#8221; che, come sempre accade sulle grandi salite del ciclismo, hanno fatto il tifo per lui, per chi era passato prima di lui e per chi inseguiva.<\/p>\n<p><strong>Trentotto minuti che d&#8217;incanto sono spariti quando sulla vetta, ad aspettarlo, ha trovato Wout van Aert,<\/strong> il migliore degli scudieri possibili,\u00a0 partito ore prima in avanscoperta in un fuga da una decina di minuti che sembrava fatta apposta per ribaltare un Giro e per scacciare gli incubi.\u00a0 &#8220;Wout, Simon is now over the top&#8221; hanno detto via radio dall&#8217;ammiraglia e pocchi secondi dopo Van Aert e Yates erano una bici solo verso Sestriere.\u00a0 E cos\u00ec mentre il sogno di Del Toro, che si era preso la maglia rosa nella polvere di Siena, svaniva poco a poco sulla ghiaia delle Finestre, Simon saliva su un treno trainato da un potentissimo locomotore giallo che lo trasportava, in un viaggio nel tempo capace di cicatrizzare le ferite,\u00a0 verso la gloria. Trentotto minuti cancellati da un pianto: \u00a0\u00abAspettavo da anni questo momento- racconta tra le lacrime Yates al traguardo- Sono davvero emozionato, \u00e8 difficile dire cosa significa per me questo giorno, \u00e8 il picco della mia carriera. Non credo ci sar\u00e0 qualcosa di meglio, anche perch\u00e9 non sono pi\u00f9 cos\u00ec giovane. Ho provato tante volte in passato a vincere il Giro, era uno dei miei grandi obiettivi e per un motivo o per un altro non ci sono riuscito\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Trentotto minuti che da stasera non ci sono pi\u00f9.<\/strong> Finalmente spazzati via con una salita delle Finestre che diventa la scalata capace di raccontare un riscatto,\u00a0 di un ragazzo, ormai uomo,\u00a0 nato da una famiglia di ciclisti che, trentadue anni fa a Bury, nella contea del Grande Manchester, ha cominciato a scrivere la sua storia seguendo la passione di pap\u00e0 Jack che a nove anni ha messo lui e suo fratello gemello Adam in bici per le prime garette. Due erano le possibilit\u00e0: allenarsi sul campi del Gigg Lane con i cuccioli del Bury Football club dove erano cresciuti i anche Gary e Phil Nevill,\u00a0 fratelli ma non gemelli, poi diventati famosi con le maglie dello United, oppure pedalare sulle paraboliche in cemento del velodromo di Manchester. E Jack non aveva avuto dubbi.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec \u00e8 cominciata l\u2019avventura di fratellanza ciclistica di Adam e Simon,<\/strong> sempre uniti,\u00a0 sempre veloci e spesso vittoriosi.\u00a0 Soprattutto identici un po\u2019 come\u00a0 Andy e Frank Schleck i due fratelli lussemburghesi che nel 2011 arrivarono primo e secondo in una storica salita sul Galibier. \u00a0Una strada pedalata sempre insieme da professionisti nella Orica GreenEdge che li ha visti crescere. \u201cAdam \u00e8 pi\u00f9 estroso e nervoso, Simon \u00e8 pi\u00f9 calmo e riflessivo- raccontava tempo Vittorio Algeri, uno dei loro direttori sportivi- \u00a0Sono sempre stati cos\u00ec, ma fra loro vanno d\u2019accordo, pur essendo sempre in competizione. Se uno vince, l\u2019altro cerca di pareggiare subito i conti\u2026\u201d. Adam ha vinto tappe al Tour, Volta a Catalunya, l\u2019UAE Tour, la Classica di San Sebasti\u00e1n e nel 2016 sempre al Tour\u00a0 si \u00e8 piazzato quarto nella generale.\u00a0 Simon ha vinto una Vuelta, due tappe al Tour e cinque al Giro e oggi si \u00e8 messo sulle spalle una maglia rosa che domani a Roma, porter\u00e0 al traguardo finale. E il coronamento di un sogno forse anche la fine di un incubo. Tentotto minuti, ogni giorno un minuto e mezzo, per sette anni. Duemilacinquecentoventi giorni per regolare il conto con un colle che oggi \u00e8 tornato amico<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Per sette anni quei trentotto minuti gli sono girati e rigirati per la testa. E per duemilacinquecentoventi giorni, un minuto e mezzo ogni giorno il pensiero \u00e8 volato l\u00ec, a quello sterrato sul Colle delle Finestre quando stava dominando il Giro d\u2019Italia \u00e8 poi croll\u00f2 sotto i colpi di uno scatenato Chris Froome che, ormai fuori classifica, part\u00ec a pi\u00f9 di 80 chilometri dall&#8217;arrivo andandosi a prendere la maglia rosa con una impresa capolavoro. Il tormento di Simon Yates oggi non \u00e8 stata la fatica, non sono stati Isaac del Toro e Richard Carapaz che lo inseguivano e bisticciavano. 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