{"id":38164,"date":"2025-06-07T17:53:23","date_gmt":"2025-06-07T15:53:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=38164"},"modified":"2025-06-07T17:53:55","modified_gmt":"2025-06-07T15:53:55","slug":"nova-eroica-gran-sasso-peccato-solo-non-esserci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/06\/07\/nova-eroica-gran-sasso-peccato-solo-non-esserci\/","title":{"rendered":"Nova Eroica Gran Sasso: peccato solo non esserci&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/06\/07\/nova-eroica-gran-sasso-peccato-solo-non-esserci\/gran2-2\/\" rel=\"attachment wp-att-38165\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-38165\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/06\/gran2-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/06\/gran2-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/06\/gran2-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/06\/gran2-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/06\/gran2.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Stamattima da Castel del Monte in Abruzzo sono partiti in centinaia per la quarta edizione di <strong>Nova Eroica Gran Sasso.<\/strong> Che non \u00e8 solo un sfida tra ciclisti, un&#8217;avventura in gravel, una rimpatriata di &#8220;eroici&#8221;,\u00a0 una pedalata in un piccolo angolo di paradiso. Eroica Gran Sasso \u00e8\u00a0 un mondo a s\u00e8, &#8220;Un mondo a parte&#8221; verrebbe da dire ricordando un film, in cui la bici \u00e8 lo strumento perfetto per fare i conti, alla pari, tra il nulla e l\u2019infinito.<br \/>\n<strong>L&#8217;Eroica \u00e8 nata a Gaiole in Chianti, da l\u00ec \u00e8 cominciato tutto, ma sul Gran Sasso \u00e8 come se rinascesse<\/strong> perch\u00e8 non c&#8217;\u00e8 un altro angolo di mondo cos\u00ec eroico come questo.\u00a0 Castel del Monte, Campo imperatore, Barisciano,\u00a0 Santo Stefano di Sessanio mettono insieme questo mondo qui, il Tibet d\u2019Italia come lo aveva battezzato negli anni Trenta Fosco Maraini. Un posto dell\u2019anima, rimasto com\u2019era. Maestoso, intatto, silenzioso, imponente, senza vegetazione, un altopiano a quasi 1.700 metri che di perde a vista d\u2019occhio per una ventina di chilometri\u00a0 con il Corno Grande sullo sfondo, la cima pi\u00f9 alta degli Appennini. Senza costruzioni, con le sole baracche dei pastori che vendono i formaggi, con qualche fornacella accesa per gli arrosticini, con qualche chiosco che d\u00e0 ristoro a chi arriva fin qui, con l\u2019osservatorio astronomico, con il malandato albergo rosso dove i carabinieri nel 1943 portarono il prigioniero Benito Mussolini poi liberato da un \u00a0commando tedesco che atterr\u00f2 a pochi metri dalla vetta e lo port\u00f2 a Pratica di mare,\u00a0 con la cima Marco Pantani che nel 1999 vide il Pirata fare il vuoto nella tappa del Giro che partiva da Pescara.<br \/>\n<strong>Una sfida che sembra pi\u00f9 un viaggio tra nove paesini che sono rimasti fedeli al tempo :<\/strong> &#8220;Ogni borgo ha qualcosa da raccontare- aveva spiegato pochi giorni fa l&#8217;organizzatori <strong>Marco Capoferri<\/strong> presentando la quarta edizione a l&#8217;Aquila nella sala \u201cCelestino V\u201d di Palazzo Silone- Sono veri protagonisti e\u00a0 il vanto della nostra manifestazione. Ciascun\u00a0 allestir\u00e0 un punto di ristoro dove i partecipanti potranno assaggiare i prodotti tipici locali, dagli arrosticini fino alla fagiolata del mitico ristoro Trinit\u00e0. Le vie saranno animate da musica popolare con canti e balli&#8230;&#8221; . L&#8217;anno scorso nella piazzetta di Rocca Calascio, ad accogliere i ciclisti c&#8217;era il sindaco \u00a0con tanto di fascia tricolore che stringeva\u00a0 le mani a tutti e che, per offrire il caff\u00e8 caldo con qualche ferratella, aveva mobilitato\u00a0 i suoi \u00a0150 suoi concittadini che avevano messo la Moka sulle stufe.<br \/>\n<strong>L\u2019Eroica che passa di qui \u00e8 l\u2019 occasione perfetta\u00a0 per riscattare un territorio,<\/strong> per farlo conoscere,\u00a0 per rilanciarlo e farlo apprezzare come gi\u00e0 \u00e8 avvenuto altrove. Strade bianche sulle tracce dei vecchi tratturi, le vie che percorrevano i pastori per spostare le greggi dalle montagne verso il mare, che sono un sogno lungo centinaia di chilometri<strong>\u00a0<\/strong> sull\u2019altopiano pi\u00f9 vasto d\u2019Italia, che sembra non finire mai, dove non c\u2019\u00e8 riparo, dove il vento sembra spingerti all\u2019indietro, dove ti sembra essere sempre in sospeso in balia di una natura che speri ti resti amica. Succede solo qui in questi luoghi\u00a0 dove vivere \u00e8 spesso fatica, che soo\u00a0 l\u2019essenza di un modo di vivere semplice, lieve e appassionato, forse una via di fuga. Nova Eroica Gran Sasso \u00e8 tutte queste cose insieme. Colpisce al cuore per la sua bellezza, in una terra forte e cortese che non si smentisce e che sa essere accogliente senza troppe manfrine. Eroica \u00e8 andata a cercarselo il Gran Sasso. E per fortuna che l&#8217;ha trovato. Peccato solo non esserci&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Stamattima da Castel del Monte in Abruzzo sono partiti in centinaia per la quarta edizione di Nova Eroica Gran Sasso. Che non \u00e8 solo un sfida tra ciclisti, un&#8217;avventura in gravel, una rimpatriata di &#8220;eroici&#8221;,\u00a0 una pedalata in un piccolo angolo di paradiso. Eroica Gran Sasso \u00e8\u00a0 un mondo a s\u00e8, &#8220;Un mondo a parte&#8221; verrebbe da dire ricordando un film, in cui la bici \u00e8 lo strumento perfetto per fare i conti, alla pari, tra il nulla e l\u2019infinito. L&#8217;Eroica \u00e8 nata a Gaiole in Chianti, da l\u00ec \u00e8 cominciato tutto, ma sul Gran Sasso \u00e8 come se rinascesse [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/06\/07\/nova-eroica-gran-sasso-peccato-solo-non-esserci\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38164"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38164"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38164\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38167,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38164\/revisions\/38167"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38164"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38164"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38164"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}