{"id":38290,"date":"2025-06-29T18:25:28","date_gmt":"2025-06-29T16:25:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=38290"},"modified":"2025-06-29T19:38:35","modified_gmt":"2025-06-29T17:38:35","slug":"swattclub-tra-utopia-e-rivoluzione-conca-campione-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/06\/29\/swattclub-tra-utopia-e-rivoluzione-conca-campione-italiano\/","title":{"rendered":"SwattClub tra utopia e rivoluzione: Conca campione italiano"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/06\/29\/swattclub-tra-utopia-e-rivoluzione-conca-campione-italiano\/filip\/\" rel=\"attachment wp-att-38291\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-38291\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/06\/filip-265x300.jpg\" alt=\"\" width=\"265\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/06\/filip-265x300.jpg 265w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/06\/filip.jpg 367w\" sizes=\"(max-width: 265px) 100vw, 265px\" \/><\/a>Filippo Conca<\/strong>, 26anni di Lecco, \u00e8 il nuovo campione italiano di ciclismo su strada. Fine della cronaca e inizio di un sogno, si perch\u00e8 Filippo Conca corre con il body dello <strong>&#8220;SwattClub&#8221;<\/strong> squadra di categoria &#8220;quasi&#8221; Continental, quelle considerate di\u00a0 terza fascia, con budget infinitesimali se rapportati alle World Tour o alle Professional: 90 mila euro contro una 40ina di milioni per una stagione, tanto per capirsi.<\/p>\n<p><strong>Il lecchese ha vinto la prova in linea dei professionisti da Trieste a Gorizia<\/strong> dopo 228,9 chilometri battendo allo sprint i compagni di fuga, Alessandro Covi della Uae team Emirates e Thomas Pesenti della Soudal Quick-Step. Dopo il traguardo \u00e8 scoppiato in un pianto a dirotto, anche perch\u00e8 forse non ci credeva nemmeno lui visto che lo scorso scorso, al termine della stagione con la Q.36 Pro Team, stava per ritirarsi dall\u2019attivit\u00e0\u00a0 agonistica per dedicarsi a un\u2019attivit\u00e0\u00a0 nel settore del turismo sul lago di Como, dove abita.<\/p>\n<p><strong>E qui comincia questa storia di ciclismo che sta a met\u00e0 tra utopia e rivoluzione.\u00a0<\/strong> Si perch\u00e8 lo &#8220;SwattClub&#8221; non \u00e8 solo un movimento sportivo nato sette anni fa e poi diventato anche un team ciclistico. E&#8217; un&#8217;idea nuova di ciclismo che rompe\u00a0 gli schemi, che spiega come con la passione, con l&#8217;intuito, con la spregiudicatezza e l&#8217;ostinazione di chi vuol percorrere una nuova strada, si possa togliere un po&#8217; di ruggine a un movimento ossidato sulle antiche abitudini. Un&#8217;idea &#8220;ostinata e contraria&#8221; che nasce nasce per dare una seconda <em>chanche<\/em> a chi \u00e8 rimasto fuori dal giro, a chi vuole provarci ma a 24 0 25 anni \u00e8 gi\u00e0 considerato vecchio ( troppo vecchio), a chi non si rassegna all&#8217;idea di pedalare senza gareggiare, ha chi ha perso un treno ma crede che ce ne possa essere un altro per arrivare a destinazione.<\/p>\n<p><strong>Lo Swatt club \u00e8 un po&#8217; questa &#8220;roba&#8221; qui.<\/strong> Una sfida al ciclismo costituito, ad un mondo in cui si fa fatica ad entrare, ad una comunicazione che ti guarda dall&#8217;alto in basso, a telecronisti che fanno sberleffi, che ti liquidano come un gruppo di &#8220;fissati&#8221;.\u00a0 E&#8217; la costola di un blog sportivo, &#8220;Solowattaggio&#8221;, che pi\u00f9 di una decina di anni fa mette insieme da un&#8217;idea di Carlo\u00a0 Beretta un gruppo di appassionati via via sempre pi\u00f9 numeroso. Nel 2017 diventa ASD SwattClub, una squadra dilettantistica ma pi\u00f9 un movimento culturale: senza sponsor sulla maglia, un po&#8217; ( un bel po&#8217;) controcorrente, un gruppo di agonisti convinti che amano ritrovarsi ma soprattutto gareggiare. Il primo miracolo \u00e8 che nel giro di pochi anni gli iscritti allo SwattClub diventano oltre un migliaio, diventano la squadra amatoriale con pi\u00f9 iscritti in Italia, forse anche in Europa.<\/p>\n<p><strong>Potere di un&#8217;idea, di un&#8217;utopia e delle nuove tecnologie<\/strong> che da Milano a Palermo uniscono la passione al tempo di un &#8220;clic&#8221;.\u00a0 Un&#8217;onda\u00a0 di amatori corsaioli e stilosi che si ritrovano in un &#8220;concetto&#8221; ma anche alle granfondo e ogni tanto, agli eventi che lo &#8220;Swatt&#8221; organizza e diventano via via sempre pi\u00f9 partecipati, festosi, coinvolgenti. Ma non basta. Non \u00e8 sufficiente. &#8220;Volevamo fare qualcosa di pi\u00f9. Volevamo fare qualcosa di pi\u00f9 per i giovani, dare un possibilit\u00e0 a chi era rimasto fuori dal giro ma credeva di potersi giocare una seconda chanche- raccontava poche settimane fa Carlo Berettta nel TriCiclo podcast- Volevamo andare a correre dove contava, tra i professionisti. Ovviamente con i\u00a0 nostri pochi mezzi. Senza logistica, senza bus, senza uno staff vero e proprio con massaggiatori che sono nostri iscritti,\u00a0 con un ds come Giorgio Brambilla che lo fa in amicizia,\u00a0 senza pagare stipendi ma dando lo possibilit\u00e0 ai nostri corridori di potersela giocare, di poter dimostrare che, anche se per qualsiasi ragione non avevano trovato contratto, non erano alla fine della loro corsa, che c&#8217;era la possibilit\u00e0 di una rivincita..&#8221;<\/p>\n<p><strong>Lo scorso anno lo Swatt ha iscritto la sua squadra squadra con soli due corridori:<\/strong> Mattia Gaffuri e il danese Asbjorn Hellemose. Quest&#8217;anno, oltre al neo campione italiano Filippo Conca, con il body dello &#8220;Swatt&#8221; corrono tra gli altri Kasper Andersen che ha vinto la Torino Biella, Francesco<span data-huuid=\"1463463096445852315\"> Carollo, Giacomo Garavaglia, Lorenzo Ginestra e Nicol\u00f2 Pettiti. &#8220;Comunque per essere dei nostri non devi per forza essere tesserato o comprare una nostra maglia- dice Beretta-\u00a0 Chi va in bici in un certo modo \u00e8 Swatt nello spirito&#8230;Noi siamo convinti che la mentalit\u00e0 di chi crede che se uno fa ciclismo deve fare ciclismo e basta, tutto il giorno, tutti i giorni si pu\u00f2 cambiare. Si pu\u00f2 fare ciclismo ma in qualche caso si pu\u00f2 anche studiare, lavorare. Si pu\u00f2 fare ciclismo come lo intendiamo noi&#8230;&#8221;. E magari vincere un campionato italiano. Perch\u00e8 come diceva qualcuno&#8230;&#8221; Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni e nello spazio e nel tempo d&#8217;un sogno \u00e8 raccolta la nostra breve vita&#8230;\u201d<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Filippo Conca, 26anni di Lecco, \u00e8 il nuovo campione italiano di ciclismo su strada. Fine della cronaca e inizio di un sogno, si perch\u00e8 Filippo Conca corre con il body dello &#8220;SwattClub&#8221; squadra di categoria &#8220;quasi&#8221; Continental, quelle considerate di\u00a0 terza fascia, con budget infinitesimali se rapportati alle World Tour o alle Professional: 90 mila euro contro una 40ina di milioni per una stagione, tanto per capirsi. 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