{"id":38336,"date":"2025-07-10T18:50:00","date_gmt":"2025-07-10T16:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=38336"},"modified":"2025-07-10T18:56:52","modified_gmt":"2025-07-10T16:56:52","slug":"al-tour-vince-ben-healy-uno-che-quando-se-ne-va-non-lo-prendi-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/07\/10\/al-tour-vince-ben-healy-uno-che-quando-se-ne-va-non-lo-prendi-piu\/","title":{"rendered":"Al Tour vince Ben Healy, uno che quando se ne va non lo prendi pi\u00f9&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/07\/10\/al-tour-vince-ben-healy-uno-che-quando-se-ne-va-non-lo-prendi-piu\/healy\/\" rel=\"attachment wp-att-38337\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-38337\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/07\/healy-300x211.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/07\/healy-300x211.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/07\/healy-1024x719.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/07\/healy-768x539.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/07\/healy.jpg 1107w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Lo vedi alle interviste dopo l&#8217;arrivo e ti colpisce per quell&#8217;aria un po&#8217; sgarrupata e scanzonata di chi sa di averla fatta grossa&#8230;: &#8220;Ci ho creduto ed ora sono felice&#8230;&#8221; racconta <strong>Ben Healy<\/strong> che oggi a Vire in Normandia ha vinto, con una delle sue fughe improbabili, la sesta tappa del Tour salutando i compagni con cui era partito in avanscoperta a 41 chilometri dal traguardo. &#8220;L&#8217;avevo cerchiata\u00a0 perch\u00e8 mi sembrava la Liegi- spiega- Avevamo deciso fin dall&#8217;inizio di provare a vincere qui. E questa \u00e8 una di quelle giornate che sogni da bambino anche se in verit\u00e0 da bambino non speravo davvero&#8221;.<\/p>\n<p><strong> E forse non lo pensavano neppure i suoi compagni di fuga quando lo hanno visto partire<\/strong> pi\u00f9 preoccupati forse di capire cosa decidesse di fare Mathieu van Der Poel che di andargli dietro. E allora se la sono presa un po&#8217; comoda. Forse troppo. Cos\u00ec chilometro dopo chilometro il distacco \u00e8 salito: venti secondi, trenta, cinquanta, un minuto, un minuto e mezzo, addio&#8230; Ben Healy in bici non sembra uno che va forte.\u00a0 Lo vedi pedalare e non gli dai due lire. Anzi due sterline irlandesi visto che Ben Healy, nato 24 anni fa a Kingswinford nelle Midlands occidentali inglesi a 5 miglia da Dudley, in realt\u00e0 \u00e8 irlandese perch\u00e8 irlandesi sono i suoi suoi e lui ha preferito il passaporto di famiglia pensando che in Irlanda avrebbe avuto pi\u00f9 possibilit\u00e0 di pedalare e farsi notare che non in Inghilterra.<\/p>\n<p><strong>Capelli arruffati, barba lasciata andare, orecchini,\u00a0 sorrisetto furbo<\/strong> di chi non si capisce bene se sia pi\u00f9 timido o gi\u00e0 la sappia lunga, uno cos\u00ec te lo aspetti di pi\u00f9 in un pub del Donegal o a un concerto dei Pogues o dei Waterboys. Invece te lo ritrovi al Tour e lo riconosci da lontano perch\u00e8 in bici non \u00e8 un esempio di stile. Anzi pedala male, proprio male. E\u2019 tutto storto, sta con i piedi larghi, si alza, si risiede, scatta, si agita con le spalle, scatta di nuovo. Oggi sulla penultima Cote di Vaudry saliva a zigzgag, sembrava quasi sul punto di fermarsi e invece andava forte, parecchio forte tant&#8217;\u00e8 che da dietro dopo che a inseguirlo ci hanno anche provato hanno alzato bandiera bianca. Nel ciclismo a cui ci stanno abituato oggi Pogacar e fenomeni, quarantuno chilometra di fuga non sono un record. Per\u00f2 bisogna farli, bisogna avere il coraggio o l&#8217;incoscienza di provarci, bisogna aver chiaro in testa che ci sara da far fatica, che ci sono parecchie possibilit\u00e0 di non riuscirci, che potr\u00e0 andar male, che sar\u00e0 solo uno spreco di energie&#8230;<\/p>\n<p><strong>Ma Ben Healy \u00e8 uno di quei corridori che ha l\u2019allergia a stare in gruppo<\/strong> e queste cose le mette sempre in conto. Per\u00f2 appena pu\u00f2 se ne va da solo. Sembra che scatti perch\u00e8 qualche centinaio di metri pi\u00f9 avanti ha appuntamento con i parenti da salutare, e poi non lo prendi pi\u00f9.\u00a0 Sembra uno che sia su una bici per caso tant&#8217;\u00e8 che, anni quando aveva cominciato a correre in mountainbike i tecnici irlandesi della sua squadra di allora gli avevano fatto intendere che non era cosa e lo avevano scartato. Ma la fine spesso \u00e8 un nuovo inizio e cos\u00ec il giovane irlandese aveva pensato (bene) di provarci in strada incoraggiato da Martin O\u2019Loughlin l\u2019uomo che ha ricostruito il ciclismo della nazionale irlandese. L\u2019aveva preso in parola vincendo la Ronde de l\u2019Isard in Francia, considerata una delle migliori gare under 23 al mondo, e un tappa al Tour de l\u2019Avenir. Poi sono arrivati la Zappi, il contratto con la Trinity e, tre anni fa, quello da professionista con la Education First. Lo scorso anno ha vinto una tappa al Giro, oggi ne ha vinta un&#8217;altra al Tour. E per uno che pedala male, non \u00e8 male, al di l\u00e0 dei giochi di parole\u2026\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Lo vedi alle interviste dopo l&#8217;arrivo e ti colpisce per quell&#8217;aria un po&#8217; sgarrupata e scanzonata di chi sa di averla fatta grossa&#8230;: &#8220;Ci ho creduto ed ora sono felice&#8230;&#8221; racconta Ben Healy che oggi a Vire in Normandia ha vinto, con una delle sue fughe improbabili, la sesta tappa del Tour salutando i compagni con cui era partito in avanscoperta a 41 chilometri dal traguardo. &#8220;L&#8217;avevo cerchiata\u00a0 perch\u00e8 mi sembrava la Liegi- spiega- Avevamo deciso fin dall&#8217;inizio di provare a vincere qui. 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