{"id":38360,"date":"2025-07-17T19:08:00","date_gmt":"2025-07-17T17:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=38360"},"modified":"2025-07-17T19:52:29","modified_gmt":"2025-07-17T17:52:29","slug":"pogacar-si-prende-il-tour-e-dedica-la-vittoria-a-privitera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/07\/17\/pogacar-si-prende-il-tour-e-dedica-la-vittoria-a-privitera\/","title":{"rendered":"Pogacar si prende il Tour e dedica la vittoria a Privitera"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/07\/17\/pogacar-si-prende-il-tour-e-dedica-la-vittoria-a-privitera\/518324581_30889368253995140_6132265392834619217_n\/\" rel=\"attachment wp-att-38364\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-38364\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/07\/518324581_30889368253995140_6132265392834619217_n-237x300.jpg\" alt=\"\" width=\"237\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/07\/518324581_30889368253995140_6132265392834619217_n-237x300.jpg 237w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/07\/518324581_30889368253995140_6132265392834619217_n-768x972.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/07\/518324581_30889368253995140_6132265392834619217_n.jpg 809w\" sizes=\"(max-width: 237px) 100vw, 237px\" \/><\/a>&#8220;Voglio dedicare questa tappa a <strong>Samuele Privitera<\/strong> e alla sua famiglia. \u00c8 la prima cosa che ho letto stamattina, ci stavo pensando nel finale a quando pu\u00f2 essere duro questo lavoro e pericoloso&#8230;&#8221;. Cos\u00ec <strong>Tadej Pogacar<\/strong> alla tv francese dopo la vittoria della dodicesima tappa del Tour de France con l&#8217;arrivo in salita ad Hautacam sui Pirenei. Bel gesto del fuoriclasse sloveno che dedica il suo successo di tappa al diciannovenne imperiese morto ieri dopo una caduta al Giro della Valle d&#8217;Aosta. Un gesto sincero, venuto dal cuore dopo che, prima della partenza, tutto il Tour si era fermato per salutare con un un minuto di applausi il corridore della &#8220;Hagens Berman Jayco&#8221;.\u00a0 Con la tristezza che diventa pi\u00f9 palpabile quando qualcuno se e va,\u00a0 con la paura che si fa pi\u00f9 densa quando ti accorgi che correre in bici \u00e8 un mestiere pericoloso, quando fai i conti con la vita.\u00a0 Ma poi si riprende a pedalare. Il Tour va e sale da \u00a0Auch ad Hautacam,\u00a0 3850 metri di dislivello, quattro gran premi della montagna, uno di quarta categoria, uno di prima, uno di seconda e la salita finale di hors cat\u00e9gorie. Tadej Pogacar fa un altro sport.\u00a0 A una decina di chilometri dalla cima se ne\u00a0 va e arriva con 2&#8217;10&#8221; sul danese Jonas Vingegaard\u00a0 e 2&#8217;23&#8221; sul tedesco Florian Lipowitz . Ma Pogacar che si riprende la maglia gialla, che ora in generale ha tre minuti e mezzo sul danese, primo dei normali,\u00a0 che si prende il Tour e una rivincita proprio su una salita dove tre anni fa aveva preso una lezione, \u00e8 un racconto che va oltre la cronaca.\u00a0 Il suo \u00e8 un ciclismo antico e modernissimo. Non \u00e8 <strong>Eddy Merckx, Bernard Hinalt, Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Miguel Indurain,<\/strong><strong>\u00a0Stephen Roche<\/strong>\u00a0o\u00a0<strong>Marco Pantani<\/strong> perch\u00e8\u00a0 \u00e8 un campione assoluto figlio di questi giorni giorni. Che senso hanno i paragoni a ritroso nel tempo? E\u2019 cambiato tutto: bici, strade, alimentazione, allenamenti. E\u2019 cambiata la cultura di uno sport che resta per fortuna ben radicato alla sua storia e ai suoi ricordi ma \u00e8 capace anche di fare i conti con il tempo che passa e capire che tra i campioni di oggi e quelli di ieri c\u2019\u00e8 un mondo in mezzo. Non c\u2019entra nulla ma non per un fatto tecnico, perch\u00e8 pedala diversamente in salita, perch\u00e8 \u00e8 pi\u00f9 forte a cronometro perch\u00e8 domina anche le classiche, perch\u00e8 oggi si corre con i caschi areo anzich\u00e8 con le bandane. La differenza \u00e8 solo nello sguardo. Oggi affaticato ma sempre irriverente e solare. Lo sguardo sereno\u00a0 di uno che sta scrivendo un pezzo di storia del ciclismo con la leggerezza di chi non se la \u201ctira\u201d e sembra neppure prendersi sul serio. Ecco la differenza tra Pogacar e tutti gli altri forse \u00e8 proprio questa: n\u00e8 Cannibale, n\u00e8 Pirata, n\u00e8\u00a0 Tasso. Basta guardarlo negli occhi. Che oggi erano s\u00ec felici ma anche un po&#8217; tristi. Perch\u00e8 un ragazzo di 19anni che amava la bici come lui purtroppo non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Voglio dedicare questa tappa a Samuele Privitera e alla sua famiglia. \u00c8 la prima cosa che ho letto stamattina, ci stavo pensando nel finale a quando pu\u00f2 essere duro questo lavoro e pericoloso&#8230;&#8221;. Cos\u00ec Tadej Pogacar alla tv francese dopo la vittoria della dodicesima tappa del Tour de France con l&#8217;arrivo in salita ad Hautacam sui Pirenei. Bel gesto del fuoriclasse sloveno che dedica il suo successo di tappa al diciannovenne imperiese morto ieri dopo una caduta al Giro della Valle d&#8217;Aosta. 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