{"id":38392,"date":"2025-07-22T17:33:27","date_gmt":"2025-07-22T15:33:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=38392"},"modified":"2025-07-22T17:33:27","modified_gmt":"2025-07-22T15:33:27","slug":"il-mont-ventoux-e-il-ciclismo-lunare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/07\/22\/il-mont-ventoux-e-il-ciclismo-lunare\/","title":{"rendered":"Il Mont Ventoux e il ciclismo &#8220;lunare&#8221;"},"content":{"rendered":"<p data-qr-debug=\"false\" data-qr-index=\"0\" data-qr-reading-time=\"19.45\" data-qr-user-elem-full-visible=\"1\" data-qr-elem-last-start=\"0\" data-qr-elem-last-intersection-time=\"0\" data-qr-elem-total-expose-time=\"17140\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/07\/22\/il-mont-ventoux-e-il-ciclismo-lunare\/onecms_1komz62r5bfsguhu9u1_10cyjin394w\/\" rel=\"attachment wp-att-38393\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-38393\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/07\/onecms_1komz62r5bfsguhu9u1_10cyjin394w-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/07\/onecms_1komz62r5bfsguhu9u1_10cyjin394w-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/07\/onecms_1komz62r5bfsguhu9u1_10cyjin394w-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/07\/onecms_1komz62r5bfsguhu9u1_10cyjin394w-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/07\/onecms_1komz62r5bfsguhu9u1_10cyjin394w-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/07\/onecms_1komz62r5bfsguhu9u1_10cyjin394w-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Pi\u00f9 di cos\u00ec <strong>Jonas Vingegaard<\/strong> non pu\u00f2 fare. Umanamente non si pu\u00f2 di pi\u00f9 e ci\u00f2 che manca, ci\u00f2 che solo Tadej Pogacar pu\u00f2 permettersi, appartiene ad un latro mondo, un altro pianeta probabilmente di marziani. Da qualsiasi parte lo prendi il Mont Ventoux \u00e8 spettacolo puro. E&#8217; spettacolo quel paesaggio lunare di sassi e ghiaia che accompagna la processione dei corridori all&#8217;Osservatorio; \u00e8 spettacolo la folla di tifosi;\u00a0 sono spettacolo la luce, il vento, i colori che sembrano una foto in bianco e nero ma che invece sono il ritratto a colori di un ciclismo magnifico.<\/p>\n<p data-qr-debug=\"false\" data-qr-index=\"0\" data-qr-reading-time=\"19.45\" data-qr-user-elem-full-visible=\"1\" data-qr-elem-last-start=\"0\" data-qr-elem-last-intersection-time=\"0\" data-qr-elem-total-expose-time=\"17140\"><strong>E&#8217; spettacolo il duello rusticano tra\u00a0 Ben Healy e Aurelien Paret Peintre<\/strong> che alla fine la spunta dopo scatti e controscatti che a quasi duemila metri sono stilettate per i muscoli e per l&#8217;anima. Ed \u00e8 soprattutto spettacolo il testa a testa tra Vingegaard e Pogacar, due giganti sul Monte dei Giganti, due fuoriclasse che ad uno ad uno recuperano i corridori che hanno davanti passandoli a velocit\u00e0 doppia come fossero degli amatori.<\/p>\n<p data-qr-debug=\"false\" data-qr-index=\"0\" data-qr-reading-time=\"19.45\" data-qr-user-elem-full-visible=\"1\" data-qr-elem-last-start=\"0\" data-qr-elem-last-intersection-time=\"0\" data-qr-elem-total-expose-time=\"17140\"><strong> C&#8217;\u00e8 vento per salire sul Ventoux<\/strong>, c&#8217;\u00e8 sempre vento anche se il suo nome forse non c\u2019entra nulla col vento perch\u00e8 il Gigante della Provenza per qualcuno non si chiama cosi perch\u00e8 &#8220;venteux&#8221;, cio\u00e8 ventoso ma perch\u00e8 \u201cventur\u201d che in occitano significa che si vede da lontano. Poco conta per chi pedala.\u00a0 I conti si fanno negli ultimi 12 chilometri dopo una pianura di avvicinamento, dopo una fuga che fa in fretta a perdersi per strada anche se poi in qualche modo qualcuno arriva.<\/p>\n<p data-qr-debug=\"false\" data-qr-index=\"0\" data-qr-reading-time=\"19.45\" data-qr-user-elem-full-visible=\"1\" data-qr-elem-last-start=\"0\" data-qr-elem-last-intersection-time=\"0\" data-qr-elem-total-expose-time=\"17140\"><strong>Ma tutti cercano Jonas e Tadej.<\/strong> Pi\u00f9 il danese forse che oggi, ma probabilmente anche nei prossimi giorni, vuole prendersi la scena, vuole provare a scalfire la faccia serena da ragazzino in gita dello sloveno che sembra non far mai fatica. E allora la Visma gli sgretola un po&#8217; di certezze, fa una corsa dura che lascia per strada ad uno ad uno tutti gli scudieri del re. Prima Wout Van Aert, poi Sepp Kuss, poi Tiesij Benoot e alla fine\u00a0 Victor Campenaerts si danno il turno a tenere un ritmo folle a cui si aggancia il loro capitano con Pogacar incollato a ruota.<\/p>\n<p data-qr-debug=\"false\" data-qr-index=\"0\" data-qr-reading-time=\"19.45\" data-qr-user-elem-full-visible=\"1\" data-qr-elem-last-start=\"0\" data-qr-elem-last-intersection-time=\"0\" data-qr-elem-total-expose-time=\"17140\"><strong>Vingegaard fa tutto il resto, fa tutto ci\u00f2 che pu\u00f2,<\/strong> tutto ci\u00f2 che nel mondo degli umani gli permetterebbe non di vincere ma di stravincere. Uno, due, tre quattro scatti convinti e potenti che per\u00f2 nulla possono se non minare la sua volont\u00e0. Uno, due, tre quattro scatti con gli occhi concentrati e spiritati, col cuore in affanno un po&#8217; come nel Trecento scriveva Francesco Petrarca nella lettera \u201cA Dionigi da San Sepolcro dell\u2019ordine di Sant\u2019Agostino e professore della Sacra Pagina&#8230;&#8221; quando sali sul Monte Calvo. Che per\u00f2 nulla c&#8217;entra, almeno oggi.<\/p>\n<p data-qr-debug=\"false\" data-qr-index=\"0\" data-qr-reading-time=\"19.45\" data-qr-user-elem-full-visible=\"1\" data-qr-elem-last-start=\"0\" data-qr-elem-last-intersection-time=\"0\" data-qr-elem-total-expose-time=\"17140\"><strong>Cos\u00ec per gli ultimi cinque chilometri.<\/strong> Cos\u00ec nella prima parte di bosco, tra i cedri e poi volando verso l&#8217;Osservatorio. Non cambia nulla. Non cambia nulla neanche oggi. Tadej Pogacar ha in tasca il suo quarto Tour de France i bookmakers offrono il suo poker in giallo a 1,04 nelle quote. Vingegaard a quattro minuti viene invece quotato a 13\u00a0 il che significa che le sue possibilit\u00e0 di vincere per la terza volta la Grande Boucle sono poche, quasi nulle. Ma ci sono ancora salite e ce ancora strada da fare e , se il danese \u00e8 quello visto oggi, un euro sulla sua vittoria si potrebbe anche puntare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Pi\u00f9 di cos\u00ec Jonas Vingegaard non pu\u00f2 fare. Umanamente non si pu\u00f2 di pi\u00f9 e ci\u00f2 che manca, ci\u00f2 che solo Tadej Pogacar pu\u00f2 permettersi, appartiene ad un latro mondo, un altro pianeta probabilmente di marziani. Da qualsiasi parte lo prendi il Mont Ventoux \u00e8 spettacolo puro. 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