{"id":38424,"date":"2025-07-28T22:51:34","date_gmt":"2025-07-28T20:51:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=38424"},"modified":"2025-07-28T22:51:34","modified_gmt":"2025-07-28T20:51:34","slug":"maratone-un-anno-record","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/07\/28\/maratone-un-anno-record\/","title":{"rendered":"Maratone, un anno record"},"content":{"rendered":"<div class=\"x_elementToProof\">\u201cCorriamo quando siamo spaventati, quando siamo in estasi, corriamo via dai problemi e per divertimento. E quando le cose sembrano volgere al peggio, ecco che ci mettiamo a correre pi\u00f9 che mai\u2026 L\u2019America conta tre momenti d\u2019oro della corsa di fondo, e tutti e tre hanno coinciso con una grande crisi nazionale. Il primo durante la Grande Depressione, poi negli Anni Settanta quando ci azzuffavamo per il Vietnam, per la Guerra fredda, per le rivolte razziali. E il terzo boom della distanza un anno dopo gli attacchi dell\u201911 Settembre\u2026\u00bb. Cos\u00ec scriveva\u00a0<strong>Cristopher McDougall,<\/strong>\u00a0giornalista americano, inviato di guerra in Angola e in Ruanda, ma soprattutto autore di \u00abBorn to Run\u00bb un best seller sul running.<\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\"><\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\"><strong>IL FASCINO DELLA MARATONA.<\/strong>\u00a0Negli ultimi anni \u00e8 esplosa una vera e propria febbre per il running che, nell\u2019immaginario di chi fa corse di lunga lena, sono i 42 chilometri e 195 metri della maratona. Il 2024 per le maratone \u00e8 stato un anno record. Parlano i numeri, basti pensare che la 42 km di Londra ha fatto impallidire quella di New York con oltre 800mila richieste di partecipazione anche se quella della Grande Mela si conferma la sfida con il pi\u00f9 alto numero alto di runner al traguardo: 55.646. Boston, Tokyo, Berlino, Chicago e Parigi sono andate tutte sold out e in Europa i record per corridori giunti sul traguardo spettano a Berlino (54,280 finisher) e a Parigi (54.175). In rampa di lancio c\u2019\u00e8 poi la Maratona di Valencia che da un lustro ormai macina record e che lo scorso anno ha visto al via oltre 37mila partecipanti, un migliaio meno di Atene che ha registrato 38mila iscritti e che, nonostante tutto, resta la storia. In Italia brilla la Maratona di Roma che, complessivamente con le altre distanze previste e le staffette, ha portato al via pi\u00f9 di 40mila runner. E poi l\u2019Asia che in fatto di corsa di lunga distanza ha grande filosofia e cultura. Dalla Tokyo Marathon che si \u00e8 corsa a marzo \u00e8 ha visto in gara 38mila maratoneti a un\u2019altra 42km iconica, la maratona di Pechino che ha visto al via 30mila atleti ma che ha fatto registrare la cifra \u201cmonstre\u201d di 182.949 richieste di iscrizione rifiutate per ovvi motivi organizzativi e di ordine pubblico.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\"><strong>I MOTIVI DEL BOOM<\/strong>\u00a0\u00abCi sono almeno quattro motivi dietro al boom della corsa- spiega Alessio Punzi, responsabile running della Federazione Mondiale di Atletica- In questi ultimi anni si sono avvicinati i giovani e il running \u00e8 diventato \u201ccool\u201c perch\u00e8 \u00e8 cambiato lo stile di vita delle nuove generazioni molto pi\u00f9 attente al proprio benessere. L\u2019altro aspetto \u00e8 la tecnologia che in un certo senso ha cambiato in meglio la corsa, con nuovi materiali, nuove calzature che permettono di godersi una pratica sportiva alla portata di tutti ma facendo meno fatica. Infine l\u2019aspetto social e quello legato ai viaggi: correre \u00e8 diventato un modo di condividere emozioni e i social sono una cassa di risonanza perfetta per questo e le maratone sono ormai diventate l\u2019occasione anche per fare una vacanza magari con amici o famiglia in una citt\u00e0 straniera\u00bb.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\"><strong>GIRO D\u2019AFFARI LIEVITATO.<\/strong>\u00a0Secondo un rapporto della societ\u00e0 di consulenza Brand Finance, le 50 maratone pi\u00f9 importanti del mondo generano un impatto economico complessivo di 5,2 miliardi di dollari (circa 4,56 miliardi di euro). E\u2019 un dato in crescita e che conferma come gli Stati Uniti siano la \u00abterra promessa\u00bb dei maratoneti visto che concentrano il 40% del valore totale di questo \u00abbusiness\u00bb. Chicago e New York dominano la classifica mondiale con un ritorno economico rispettivamente di 627 milioni di dollari e 622 milioni di dollari. A ridosso dei due colossi americani si collocano i Majors europei di Berlino (505 milioni di dollari) e Londra (425), seguiti da Boston (308)e Parigi (244). Roma, unica rappresentante italiana, si piazza al settimo posto andando a generare un impatto economico di 172 milioni di dollari. Chiudono la top 10 le gare di Tokyo, Los Angeles e San Francisco. Tutti gli eventi fino all\u2019undicesimo posto (occupato da Osaka) superano la soglia dei 100 milioni di dollari.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\"><strong>MOVIMENTO GLOBALE.<\/strong>\u00a0\u00abLa vera differenza rispetto agli anni precedenti \u00e8 che siamo di fronte ad un boom \u201cglobale\u201c- continua Punzi- La crescita \u00e8 ovunque. Negli Stati Uniti si \u00e8 andati ben oltre i livelli pre-pandemia. In Canada le gare sono tutte sold out. In Cina non ci sono abbastanza maratone per soddisfare la domanda, tanto che la federazione ha dovuto limitare il numero di gare per garantire qualit\u00e0. Nei Paesi del Golfo stanno nascendo nuove maratone di citt\u00e0, che coinvolgono sempre pi\u00f9 runner locali. In Europa, le maratone urbane fanno il tutto esaurito e spesso met\u00e0 dei partecipanti sono stranieri Anche in Russia, pur non avendo relazioni formali, il fenomeno del running \u00e8 esploso: la Maratona di Mosca ha raggiunto i 38.000 finisher. Le metropoli africane hanno le loro maratone annuali\u00bb.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"x_elementToProof\"><strong>UN BUON AFFARE PER TUTTI.<\/strong>\u00a0Ma il running le maratone non sono un buon affare solo per gli organizzatori e per le citt\u00e0 in cui si corrono. Non sono solo sport. Sono motori di salute per le comunit\u00e0. \u00abIl benessere ha sette dimensioni- conclude Punzi- Fisica, sociale, spirituale, emotiva, intellettuale, occupazionale, ecologica. Le corse contribuiscono a quattro di queste: fisica, sociale, spirituale ed emotiva. Non \u00e8 poco. Correre resta il modo pi\u00f9 semplice, economico ed efficace per prendersi cura della propria salute mentale. E come settore, dobbiamo imparare a raccontarlo meglio\u00bb.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cCorriamo quando siamo spaventati, quando siamo in estasi, corriamo via dai problemi e per divertimento. 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