{"id":38439,"date":"2025-08-01T12:52:13","date_gmt":"2025-08-01T10:52:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=38439"},"modified":"2025-08-01T12:52:13","modified_gmt":"2025-08-01T10:52:13","slug":"il-viaggio-in-bici-da-cui-tutto-e-cominciato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/08\/01\/il-viaggio-in-bici-da-cui-tutto-e-cominciato\/","title":{"rendered":"Il viaggio in bici da cui tutto \u00e8 cominciato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/08\/01\/il-viaggio-in-bici-da-cui-tutto-e-cominciato\/pio-2\/\" rel=\"attachment wp-att-38440\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-38440\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/08\/pio-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/08\/pio-210x300.jpg 210w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/08\/pio.jpg 574w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a>Nell\u2019estate dei viaggi, delle vacanze in bici che portano sulle strade lombarde turisti e appassionati, che invitano pedalando a scoprire angoli nascosti, pianure, canali, Navigli fiumi e grandi montagne c\u2019\u00e8 un viaggio che \u00e8 l\u2019origine di tutti i viaggi. C\u2019\u00e8 un viaggio che ha tracciato la via. Il cicloturismo, l\u2019avventura a pedali che i tempi moderni hanno tradotto con l\u2019inglese in \u00abbikepacking\u00bb, ha la sua origine proprio in terra lombarda, sulle alte vie della Valtellina, terra aspra e di grande tradizione ciclistica. Pi\u00f9 di un secolo fa Renzo Monti fu uno dei primi ciclo viaggiatori a partire mettendo sulle sue bici piccole cose e grandi sogni.<\/p>\n<p><strong>Pedalava su una bici da venti chili.<\/strong>\u00a0Anche qualcuno in pi\u00f9. Tubi pesanti, bacchette, raggi, parafanghi, fanali, selle di cuoio e un trionfo di ferro e di lamiere. Ma il gesto era lo stesso, quello di sempre, quello di oggi. Salire in sella, raccomandarsi al cuore e ai muscoli e liberare la mente. Funziona sempre cos\u00ec. Perch\u00e9 la bici muove l\u2019anima. Viaggi e passione, avventure da vivere e raccontare. Un secolo fa sulla strada di Chiavenna per Colico Monti part\u00ec per il suo viaggio da Como a Vienna, sfida di un pioniere del cicloturismo che oggi \u00e8 diventato un business. Un cappello da alpino, baffi, pantaloni alla zuava, stivali e gilet a proteggere una camicia bianca sbottonata sui polsi e via per la prima \u00abgita ciclo-alpina-ferroviaria\u00bb dall\u2019Italia a Monaco di Baviera, lungo il Danubio fino a Passau, per i viali di Vienna e poi di nuovo a Colico sulla via del ritorno.<\/p>\n<p><strong>Chilometri e chilometri, con una sacca a tracolla,<\/strong>\u00a0con i portapacchi stracarichi, con le borse legate sui manubri, fotografati, raccontati, annotati su agende di viaggio che oggi sono patrimonio del Touring Club Italiano di cui il cavalier, ragionier Monti era socio \u00abdella prima ora\u00bb. Monti documentava i suoi viaggi in bici con una precisione al limite della maniacalit\u00e0. All\u2019album fotografico si aggiungono altri documenti. Due taccuini telati: quello delle annotazioni dei viaggi e delle gite compiute tra il febbraio 1908 e l\u2019aprile del 1915, pi\u00f9 un salto in avanti al giugno 1922; e quello tutto dedicato al viaggio da Como a Vienna e ritorno, nell\u2019agosto del 1907, corredato da una colorata altimetria del percorso. Altri simili \u00abstrumenti di viaggio\u00bb sono i fogli altimetrici ripiegati a soffietto di altre ciclo-escursioni tra il 1906 e il 1910.<\/p>\n<p><strong>Amore per la bici e per la strada<\/strong>. Foto in bianco e nero che oggi sono diventate digitali, grane grosse e fini trasformate nei pixel di una passione che non si spegne, che trasforma ogni viaggio nell\u2019avventura di sempre. E la magia del viaggiare a rilento, adagio. Di poter scegliere le strade secondarie, quei rami secchi che la velocit\u00e0 dei giorni nostri ha deciso che non servono pi\u00f9, che su navigatori degli smartphone non sono consigliate. Anzi sono assolutamente sconsigliate. Perch\u00e9 ci si mette troppo tempo, perch\u00e9 si allunga, perch\u00e9 la deviazione \u00e8 esagerata e non economica. E il bello sta proprio l\u00ec. Puntare sulle vie pi\u00f9 lunghe, sulle alternative pi\u00f9 improbabili, andarsi a cercare qualche imprevisto. Anche qualche guaio perch\u00e9 bici aiuta a sporcarsi le mani di grasso, a sudare, a capire che la fatica \u00e8 un premio quando c\u2019\u00e8 una salita, un passo da conquistare. Aiutava quella pesante del cavalier Monti quando i copertoni di scorta si incrociavano sulle spalle, aiutano quelle veloci e leggere di oggi con le gomme che si riparano con i gel.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019estate di viaggio cominciata nel secolo scorso da Como a Vienna<\/strong>\u00a0e che non si \u00e8 pi\u00f9 fermata, che \u00e8 diventata pian piano meno avventurosa ed oggi addirittura di moda. Si pedala e ci si avventura dove i motori non osano. Sulle strade, sulle carrettiere, sugli sterrati che sono la spina dorsale dei paesi, i capillari dei territori che conservano le tradizioni, i colori, gli odori e i sapori di mondo che non condivide e non si connette. Resiste. Che custodisce le facce e le mani rugose della gente che si alza all\u2019alba e si corica al tramonto, che sa di caglio, che del maiale non butta nulla, che col lardo ci fa anche il sapone, che \u00e8 l\u2019esempio di come una volta le economie domestiche erano cicli virtuosi perfetti. \u00abSmart\u00bb come si dice oggi. Con la bici il cavalier Monti nel 1907 attraversava quei mondi l\u00ec, ne metteva qualche pezzettino nella sua bisaccia e se li riportava a casa. E oggi da qualche parte ancora si pu\u00f2 fare. C\u2019erano una volta le bici da venti chili, c\u2019erano Coppi e Bartali, c\u2019erano gli eroi caduti, quelli un po\u2019 maledetti, e c\u2019erano i viaggiatori sognanti e visionari sempre pronti a partire. E per fortuna ci sono ancora<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nell\u2019estate dei viaggi, delle vacanze in bici che portano sulle strade lombarde turisti e appassionati, che invitano pedalando a scoprire angoli nascosti, pianure, canali, Navigli fiumi e grandi montagne c\u2019\u00e8 un viaggio che \u00e8 l\u2019origine di tutti i viaggi. C\u2019\u00e8 un viaggio che ha tracciato la via. Il cicloturismo, l\u2019avventura a pedali che i tempi moderni hanno tradotto con l\u2019inglese in \u00abbikepacking\u00bb, ha la sua origine proprio in terra lombarda, sulle alte vie della Valtellina, terra aspra e di grande tradizione ciclistica. 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