{"id":38546,"date":"2025-08-29T20:03:50","date_gmt":"2025-08-29T18:03:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=38546"},"modified":"2025-08-30T20:21:44","modified_gmt":"2025-08-30T18:21:44","slug":"radmarathon-tutti-in-coda-per-far-fatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/08\/29\/radmarathon-tutti-in-coda-per-far-fatica\/","title":{"rendered":"Radmarathon, tutti in coda per far fatica"},"content":{"rendered":"<p class=\"x_MsoNormal\"><span data-olk-copy-source=\"MessageBody\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/08\/29\/radmarathon-tutti-in-coda-per-far-fatica\/rad-3\/\" rel=\"attachment wp-att-38556\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-38556\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/08\/rad-300x198.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/08\/rad-300x198.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/08\/rad-1024x677.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/08\/rad-768x508.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/08\/rad.jpg 1169w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Domenica si corre\u00a0la \u00d6tztaler\u00a0<span class=\"mark7c5jtg70g\" data-markjs=\"true\" data-ogac=\"\" data-ogab=\"\" data-ogsc=\"\" data-ogsb=\"\">Radmarathon<\/span><span class=\"x_apple-converted-space\">\u00a0<\/span>che<span class=\"x_apple-converted-space\">\u00a0<\/span>festeggia la sua 44ma edizione. Oltre\u00a0 4.000 ciclisti provenienti da 40 nazioni e cinque continenti affronteranno una delle granfondo\u00a0 pi\u00f9 dure del panorama ciclistico lungo un tracciato di 227 km, 5.500 metri di dislivello e 4 passi alpini. Quelli che la correranno sono\u00a0 quattromila fortunati, estratti tra oltre 25 mila richieste di partecipazione. Ed \u00e8 strano vedere che, i<\/span><span data-olk-copy-source=\"MessageBody\">n un Paese dove in molti le code le saltano, c\u2019\u00e8 chi invece si mette in coda per la propria, enorme, razione di fatica. E chiss\u00e0 perch\u00e8 poi. In un\u2019epoca dove tutto \u00e8 a portata di clic, dove basta il lieve movimento del polso per portare il mouse sul mondo che si vuole scoprire, c\u2019\u00e8 ancora chi ( tantissimi per fortuna) ama conquistarsi la vita con il sudore, con la sofferenza, tormentando i muscoli. &#8220;Tagliare il traguardo della Otztaler\u00a0 \u00e8 un grande momento per tutti- spiega\u00a0 il direttore Dominic Kuen-\u00a0<\/span><span data-olk-copy-source=\"MessageBody\"> Dietro un\u2019impresa<span class=\"x_apple-converted-space\">\u00a0<\/span>del genere c&#8217;\u00e8 la passione, che \u00e8 impressionante e anche contagiosa. L&#8217;evidente e onnipresente entusiasmo per il ciclismo \u00e8 sempre la migliore ricompensa per i nostri mesi di preparazione con l&#8217;aiuto di centinaia di volontari&#8221;.\u00a0<\/span><span data-olk-copy-source=\"MessageBody\">\u00a0Chi l\u2019ha fatta non se la dimentica pi\u00f9 la <strong>Otztaler Radmarathon<\/strong> . E\u2019 davvero una fatica anche per chi \u00e8 abituato alla fatica. Una classica, molto di pi\u00f9. E\u2019 una di \u00a0quelle gare dove contrariamente ad ogni logica si fa la fila per entrare. Dove ci si mette in coda sperando di essere tra i \u201cnominati\u201d. Un terno al Lotto. Una lotteria dove il premio \u00e8 una dose di sofferenza\u00a0 per poter dire alla fine \u201cio c\u2019ero\u201d. Valli a capire i ciclisti.\u00a0 Eppure domenica saranno tutti l\u00ec con la stessa idea in testa, con gli stessi occhi sbarrati, con le stesse gambe unte e depilate, con la stessa faccia di chi sa che il piacere dell\u2019attesa \u00e8 passato e sta per arrivare il conto. Che sar\u00e0 dolce ma solo alla fine. Bisogner\u00e0 guadagnarselo. Tutti in fila pronti a partire .\u00a0 Tutti in fila a cominciare dai tedeschi come sempre i pi\u00f9 numerosi e poi gli austriaci, tantissimi anche loro e\u00a0 noi, gli italiani da 77 province quindi pi\u00f9 rappresentati che mai. \u00a0Da Solden a Solden\u00a0 238 km con 5.500 metri di dislivello su strade chiuse in gran parte al traffico. Il sogno di ogni ciclista. \u00a0Un infinito su e gi\u00f9 nella valle tirolese dell\u2019\u00d6tztal\u00a0 attraverso il K\u00fchtai (2.020 m), proseguendo verso il Brennero (1.377 m),\u00a0 sconfinando in Italia a Vipiteno per godersi i passi del \u00a0Giovo (2.090) e del Rombo (2.509 m) e \u00a0poi fare ritorno a S\u00f6lden. Oltre 5.50 metri di dislivello con \u00a095,7 km di salita e 101,9 km di discesa e solo 40 chilometri di pianura, il minimo sindacale. Tempo previsto oltre 7 ore \u201d di dura e incredibile fatica\u201d dicono gli organizzatori. Che non \u00e8 uno spot. Sette ore dove ci sar\u00e0 tutto il tempo per soffrire, sudare, imprecare, riflettere e pensare. Oppure ripensarci.\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Domenica si corre\u00a0la \u00d6tztaler\u00a0Radmarathon\u00a0che\u00a0festeggia la sua 44ma edizione. Oltre\u00a0 4.000 ciclisti provenienti da 40 nazioni e cinque continenti affronteranno una delle granfondo\u00a0 pi\u00f9 dure del panorama ciclistico lungo un tracciato di 227 km, 5.500 metri di dislivello e 4 passi alpini. Quelli che la correranno sono\u00a0 quattromila fortunati, estratti tra oltre 25 mila richieste di partecipazione. Ed \u00e8 strano vedere che, in un Paese dove in molti le code le saltano, c\u2019\u00e8 chi invece si mette in coda per la propria, enorme, razione di fatica. E chiss\u00e0 perch\u00e8 poi. 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