{"id":38588,"date":"2025-09-04T18:50:50","date_gmt":"2025-09-04T16:50:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=38588"},"modified":"2025-09-04T18:50:50","modified_gmt":"2025-09-04T16:50:50","slug":"in-bici-sul-po-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/09\/04\/in-bici-sul-po-2\/","title":{"rendered":"In bici sul Po"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/09\/04\/in-bici-sul-po-2\/ilpo-4\/\" rel=\"attachment wp-att-38589\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-38589\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/09\/ilpo-206x300.jpg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/09\/ilpo-206x300.jpg 206w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/09\/ilpo.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/a>\u201cNostro fiume pi\u00f9 grande, pi\u00f9 lungo, pi\u00f9 bello, pi\u00f9 caro\u2026\u201d.<\/strong>\u00a0Ormai quasi settant\u2019anni fa\u00a0<strong>Mario Soldati<\/strong>\u00a0nel suo viaggio televisivo per la Rai raccont\u00f2 la magia del Po. La sua gente, la sua storia, le tradizioni, il lavoro e il cibo. Un legame intimo e intenso tra uomo e natura, un\u2019amicizia stretta prima che l\u2019industrializzazione tracciasse un solco insuperabile e il fiume diventasse un nemico da cui difendersi. Il Po \u00e8 l\u00ec, apparentemente mansueto, e dall\u2019altra parte scorre un mondo di campagne, di coltivazioni, di piccoli paesi, di strade, di case, di giardini curati, di piccole piscine, di auto posteggiate\u2026 A dividerli, dopo alluvioni che hanno lasciato il segno, ora c\u2019\u00e8 un argine, che il tempo e la paura hanno fatto diventare sempre pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 una lunga via che da Pavia a Piacenza, da Cremona a Ferrara, punta verso il mare<\/strong>\u00a0attraversando tre regioni, attraversando mondi e storie che sembrano immagini e sequenze di un film neorealista, attraversando una Bassa dove il tempo pare essersi fermato, dove ogni piazza, ogni campanile ogni circolo ricorda le liti e i dispetti tra Peppone e Don Camillo: \u00abPer me il Po comincia a Piacenza \u2013 scriveva\u00a0<strong>Giovanni Guareschi<\/strong>\u00a0-. Il fatto che da Piacenza in su sia sempre lo stesso fiume, non significa niente: anche la via Emilia, da Piacenza a Milano, \u00e8 in fondo la stessa strada; per\u00f2 la via Emilia \u00e8 quella che va da Piacenza a Rimini. Non si pu\u00f2 fare un paragone tra un fiume e una strada perch\u00e9 le strade appartengono alla storia e i fiumi alla geografia\u2026\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Storia e geografia che si uniscono in una pedalata in mezzo alle \u00abacque\u00bb<\/strong>, su piste che vanno verso l\u2019infinito, interrotte qua e l\u00e0 solo dal volo di una folaga o di un gabbiano che giunge ad ali spiegate dalle vicine coste adriatiche. Si va verso il Delta attraversando un bacino di quattrocento chilometri quadrati e solcato dai cinque rami fluviali principali che si intrecciano con il Mincio, con l\u2019Oglio, con altri fiumi ancora e altri mille canali che qui la fanno da padrone, condizionando il clima, le coltivazioni, la vegetazione, la sopravvivenza degli animali, piogge e siccit\u00e0. Si pedala nella storia che d\u00e0 l\u2019idea di rivivere un tempo andato, un Mondo Piccolo che non \u00e8 un luogo sulla mappa ma un\u2019ipotesi geografica che si muove assieme ai suoi \u00absmilzi\u00bb, in su e in gi\u00f9 lungo il fiume, per quella \u00abfettaccia\u00bb di terra che sta tra il Po e il resto del mondo.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019umanit\u00e0 reale dove c\u2019\u00e8 spazio per tutti, buoni, meno buoni, normali, strambi, diavoli e anche santi<\/strong>\u00a0che tali sono anche senza magari saperlo. Dove molte piazze sono ormai vuote, dove i bar sono gestiti quasi tutti dai ragazzi cinesi, dove i \u00abnostri\u00bb giovani sono sempre meno, dove gli anziani sono seduti ai tavolini e giocano a carte, dove si bestemmia per mettere le virgole nei discorsi. E sull\u2019argine c\u2019\u00e8 un mondo che pedala per lavoro, per turismo, per sport, verso il futuro. Come Daniele e Francesco, suonatori di strada che, chitarra in spalla e stereo acceso, vanno verso Brindisi e la Grecia ad imparare le note del sirtaki oppure pedala sfiorando la leggenda del ciclismo che fu. Cos\u00ec passi da San Nicol\u00f2 Po e ti fermi davanti al cartello che ricorda che fu il Paese Natale di\u00a0<strong>Learco Guerra,<\/strong>\u00a0la \u00ablocomotiva umana\u00bb, fisico possente, passista formidabile, umile muratore che a 27 anni divent\u00f2 ciclista professionista e nella sua breve carriera trov\u00f2 il modo di vestire la prima maglia rosa della storia, di vincere una Sanremo, un Lombardia, un Giro e 31 tappe nella corsa rosa.<\/p>\n<p><strong>Vola via in un attimo San Nicol\u00f2,<\/strong>\u00a0perch\u00e9 il mare \u00e8 ancora lontano, tutto da conquistare. Vedi l\u2019asfalto ruvido che scorre sotto le tue ruote, senti lo scrocchiare dei brecciolini, ti sciogli sotto un sole caldo che rende insopportabili anche le poche, umide folate e capisci che sull\u2019argine del Po il tempo scorre pi\u00f9 lento che altrove. Un argine e il fiume accanto. Sempre accanto che non ti abbandona mai. Chilometri e chilometri verso il mare fino a Porto Levante che sembra un pezzetto di Irlanda, dove il Po e l\u2019Adriatico si abbracciano, dove vivono un centinaio di anime, dove si pesca e si naviga, dove per passare da una sponda all\u2019altra serve un passaggio, un battello, un traghetto, un qualcosa che galleggi e su cui caricare le bici per non tornare a pedalare a ritroso per una quindicina di chilometri con il vento in faccia verso la Romea, quel \u00abmostro\u00bb d\u2019asfalto dove la civilt\u00e0 s\u2019ingolfa e che sembra lontana un secolo dalla quiete di questa foce.<\/p>\n<p><strong>Un argine e le bici sopra con le ruote che avanzano e spesso si perdono<\/strong>\u00a0perch\u00e9 i cartelli non ci sono, perch\u00e9 le strade si dividono, perch\u00e9 nel nulla \u00e8 anche facile e piacevole confondersi. Sotto le ruote la pianura, gli spazi infiniti, tre regioni che si intrecciano e si toccano, il Polesine e un delta che \u00e8 a tratti uno spazio metafisico dove la realt\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che vuoi tu. Finalmente. Il senso pi\u00f9 intimo di viaggiare, di pedalare, di viaggiare e pedalare insieme, \u00e8 quello che ti tieni dentro. Te lo tieni per te per una strana forma di antica timidezza che ti permette di mantenere sacro uno spazio dove non vuoi visite. Con una mappa, senza troppi selfie, senza troppo smartphone, senza squilli di trombe. \u00c8 quello che fai per te. Tua la gioia, tua la fatica, tuoi i chilometri, salite, discese, pioggia che ti segue, ti insegue e ti mette anche un po\u2019 di ansia. Capita. Il senso pi\u00f9 intimo del pedalare \u00e8 la tua storia, il tuo presente che cambia di giorno in giorno. L\u2019aspettativa che si trasforma, che diventa qualcos\u2019altro, diventa ci\u00f2 che vuoi tu. Cambiano le velocit\u00e0 e le distanze. Si inseguono i luoghi che il viaggiare in bici rende pi\u00f9 familiari.<\/p>\n<p><strong>La vacanza \u00e8 il viaggio stesso, con il suo scorrere faticoso<\/strong>, con le deviazioni inaspettate, con le soste impreviste perch\u00e9 si incontra un borgo, una trattoria, uno scorcio che merita una foto. Con il sole, con la pioggia, con gli imprevisti perch\u00e9 capita (eccome se capita\u2026) di forare e di riparare, di sporcarsi le mani di grasso, di dovere fare i conti con qualche bullone che si allenta, di dovere metter mano a brugole e cacciaviti. E cos\u00ec Ferrara, citt\u00e0 d\u2019incanto, sembra pi\u00f9 vicina di quel che \u00e8.\u00a0 Cos\u00ec Cremona dal Torrazzo al Duomo, dal Battistero al Palazzo del Comune, alla Loggia dei Militi, alle sue architetture medioevali che sui pedali si possono godere da vicino senza paure di divieti, senza ansie di posteggio, fermandosi dove si vuole.<\/p>\n<p><strong>E cos\u00ec Mantova<\/strong>\u00a0che, arrivando al tramonto con un cielo grigio e un vento di traverso che fa viaggiare velocissime nuvole gonfie di pioggia, si presenta da lontano come Mont Saint Michel in Normandia. E cos\u00ec Rovigo un po\u2019 veneziana e un po\u2019 austriaca con la sua statua di Garibaldi che sarebbe dovuta finire a Roma ma qui \u00e8 rimasta \u00abesiliata\u00bb perch\u00e9 l\u2019Eroe dei due mondi mette i piedi sulle staffe fatte con la forma della Corona e ci\u00f2 alla giovane Monarchia non piacque granch\u00e9. E cos\u00ec Polesella dove ci si ferma per il \u00abfritto di fiume\u00bb servito su un barcone ancorato a riva o Fratta Polesine con le sue ville del Palladio che incontri quasi per caso, sbagliando un incrocio, ritrovandoti all\u2019improvviso di fronte alla bellezza di costruzioni senza tempo.<\/p>\n<p><strong>Magia del viaggiare lento<\/strong>\u00a0che diventa il modo per scoprire ci\u00f2 che non immagini, per riprenderti il tempo, per stare fuori dal caos, dal traffico, dagli scarichi che ti avvelenano i polmoni e il cervello. Pedalare spesso mette a posto un sacco di cose, di casini quotidiani, di pensieri. E allora svaniscono come d\u2019incanto i guai e la fatica, si va a sensazione e non ci si prova neanche pi\u00f9 a fermare il tempo. Non si pu\u00f2 fermare il tempo e allora si pedala come si vuole e come si pu\u00f2, magari un po\u2019 meno veloce magari un po\u2019 pi\u00f9 a lungo. Magari non in gruppo, in direzione ostinata e contraria ma senza esibirsi, senza fare gli sbruffoni. Forza e pazienza. Un po\u2019 come il fiume che scorre accanto. Lento, paziente, imponente e inarrestabile\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cNostro fiume pi\u00f9 grande, pi\u00f9 lungo, pi\u00f9 bello, pi\u00f9 caro\u2026\u201d.\u00a0Ormai quasi settant\u2019anni fa\u00a0Mario Soldati\u00a0nel suo viaggio televisivo per la Rai raccont\u00f2 la magia del Po. La sua gente, la sua storia, le tradizioni, il lavoro e il cibo. Un legame intimo e intenso tra uomo e natura, un\u2019amicizia stretta prima che l\u2019industrializzazione tracciasse un solco insuperabile e il fiume diventasse un nemico da cui difendersi. Il Po \u00e8 l\u00ec, apparentemente mansueto, e dall\u2019altra parte scorre un mondo di campagne, di coltivazioni, di piccoli paesi, di strade, di case, di giardini curati, di piccole piscine, di auto posteggiate\u2026 A dividerli, dopo [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/09\/04\/in-bici-sul-po-2\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38588"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38588"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38588\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38591,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38588\/revisions\/38591"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38588"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38588"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38588"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}