{"id":38643,"date":"2025-09-14T20:10:36","date_gmt":"2025-09-14T18:10:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=38643"},"modified":"2025-09-14T20:10:36","modified_gmt":"2025-09-14T18:10:36","slug":"rigore-e-gentilezza-il-sogno-dargento-di-nadia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/09\/14\/rigore-e-gentilezza-il-sogno-dargento-di-nadia\/","title":{"rendered":"Rigore e gentilezza, il sogno d&#8217;argento di Nadia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/09\/14\/rigore-e-gentilezza-il-sogno-dargento-di-nadia\/onecms_1lu2nlfpi3ybvn395p2_113jdg53x8g\/\" rel=\"attachment wp-att-38644\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-38644\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/09\/onecms_1lu2nlfpi3ybvn395p2_113jdg53x8g-300x217.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/09\/onecms_1lu2nlfpi3ybvn395p2_113jdg53x8g-300x217.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/09\/onecms_1lu2nlfpi3ybvn395p2_113jdg53x8g-1024x740.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/09\/onecms_1lu2nlfpi3ybvn395p2_113jdg53x8g-768x555.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/09\/onecms_1lu2nlfpi3ybvn395p2_113jdg53x8g-1536x1110.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/09\/onecms_1lu2nlfpi3ybvn395p2_113jdg53x8g-2048x1479.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Si \u00e8 arresa solo a Beatrice Chebet. Dietro di lei il mondo, Africa compresa che nel fondo, nei diecimila, \u00e8 un pianeta a parte. Ma <strong>Nadia Battocletti<\/strong> argento alle olimpiadi di Parigi e ieri argento ai mondiali di Tokyo ormai in cima al mondo ci sta davvero comoda. Diecimila metri in 30&#8217;38&#8221;. Mezz&#8217;ora di emozione con gli occhi puntati addosso ad ammirarla, a cercare di capire qual \u00e8 il segreto che la porta a correre cos\u00ec leggera, quasi fosse sospesa. Venticinque giri a scrutarla, a cercare di guardarla in viso, sperando di continuare a vederla concentrata e serena a non cogliere smorfie di fatica, di cedimento. Poi finalmente il traguardo, l&#8217;argento, le lacrime, il record italiano in una gara che vale l&#8217;olimpiade di Parigi ma forse un po&#8217; di pi\u00f9 perch\u00e8 \u00e8 la conferma del suo talento e perch\u00e8 \u00e8 anche stata pi\u00f9 veloce.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec, come se fosse tutto facile, naturale, nelle cose.<\/strong> In un mondo di eccessi Nadia Battocletti, 25 anni di di Cles, fa tutto ci\u00f2 con una naturalezza disarmante, che tradisce e nasconde chiss\u00e0 quali sacrifici, chiss\u00e0 quale tenacia, determinazione e carattere. E&#8217; \u00e8 il ritratto di un mondo a cui forse non siamo pi\u00f9 tanto abituati fatto pi\u00f9 di sostanza che di apparenza, di buone maniere, di dichiarazioni a modo mai sopra le righe, lontano dai riflettori, &#8220;normale&#8221; nella sua formidabile grandezza.\u00a0 La conferma anche ieri: &#8221; Sono orgogliosa di ci\u00f2 che ho fatto davanti a mia mamma e al mio fidanzato. E sono orgogliosa del fatto che a Cavareno abbiano portato le scolaresche in piazza davanti al maxischermo per vedermi&#8221;. Fine. Senza esagerare, senza sceneggiare, senza bisogno di aggiungere altro. Anche perch\u00e8 non serve.<\/p>\n<p><strong>Una strada di successi, passo dopo passo,<\/strong> in pista, nel cross dove sono arrivati in questi anni titoli e medaglie. <b><\/b>La sua \u00e8 una corsa che scorre nel sangue ma non da subito presa in eredit\u00e0 da sua mamma, Jawhara Saddougui, ex mezzofondista marocchina e\u00a0 suo pap\u00e0 Giuliano, maratoneta trentino nonch\u00e8 suo allenatore. Prima di provarci, e fortunatamente di scegliere, ha provato con il tennis, con le danza,\u00a0 con l\u2019arrampicata, sostenuta, incoraggiata ma libera di decidere. Come sempre dovrebbe essere. Vive a met\u00e0 tra Cavareno e Trento dove, dopo il diploma al liceo scientifico, si \u00e8 iscritta al corso di laurea di Ingegneria Edile e Architettura e va forte anche l\u00ec, visto che dopo i mondiali dovrebbe laurearsi.<\/p>\n<p><strong>Rigore e gentilezza che le hanno regalato un sogno<\/strong> che la stanno portando dove non si poteva immaginare. O forse s\u00ec. Perch\u00e8 ancora non ci si rende perfettamente conto del valore assoluto delle imprese, delle medaglie che questa campionessa sta colorando di azzurro,\u00a0 forse non si capisce quanto questa ragazza stia facendo in un &#8220;pianeta&#8221;, quello del fondo e del mezzofondo, che ormai da lustri \u00e8 praticamente terra proibita per tutti,\u00a0 dominio esclusivo di etiopi e keniani. Un sogno che non finisce perch\u00e8 molto si pu\u00f2 ancora scrivere e perch\u00e8 ora ai mondiali ci sono anche i 5mila dove \u00e8 lecito sperare. E nadia c&#8217;\u00e8, perch\u00e8 ormai c&#8217;\u00e8 sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Si \u00e8 arresa solo a Beatrice Chebet. Dietro di lei il mondo, Africa compresa che nel fondo, nei diecimila, \u00e8 un pianeta a parte. Ma Nadia Battocletti argento alle olimpiadi di Parigi e ieri argento ai mondiali di Tokyo ormai in cima al mondo ci sta davvero comoda. Diecimila metri in 30&#8217;38&#8221;. Mezz&#8217;ora di emozione con gli occhi puntati addosso ad ammirarla, a cercare di capire qual \u00e8 il segreto che la porta a correre cos\u00ec leggera, quasi fosse sospesa. 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