{"id":38697,"date":"2025-09-28T20:16:02","date_gmt":"2025-09-28T18:16:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=38697"},"modified":"2025-09-28T22:56:07","modified_gmt":"2025-09-28T20:56:07","slug":"ruanda-pogacar-vince-un-mondiale-daltri-tempi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/09\/28\/ruanda-pogacar-vince-un-mondiale-daltri-tempi\/","title":{"rendered":"Ruanda, Pogacar vince un mondiale d&#8217;altri tempi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/09\/28\/ruanda-pogacar-vince-un-mondiale-daltri-tempi\/immagine-2025-09-28-201210\/\" rel=\"attachment wp-att-38698\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-38698\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/09\/Immagine-2025-09-28-201210-300x219.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/09\/Immagine-2025-09-28-201210-300x219.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/09\/Immagine-2025-09-28-201210.jpg 688w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Sembra un altro ciclismo quello del mondiale africano. Sono arrivati ad uno ad uno, con distacchi di minuti, tanti minuti, una decina tra il primo e il decimo. Erano partiti in 164 ne sono arrivati una trentina con le facce sfatte, quelle dei ciclisti di una volta. Davanti a tutti, neanche a dirlo Tadej Pogacar che ormai, per come corre, per come vince si fa fatica anche a raccontare. Che aggettivi vuoi usare con uno cosi? Finiti. Bisognerebbe inventarne qualcuno ma di Gianni Brera in giro non ce n&#8217;\u00e8. E allora vale la cronaca, che anche senza esagerare, senza urlare, senza scomodare dei e divinit\u00e0 \u00e8 di per s\u00e8 gi\u00e0 formidabile.<\/p>\n<p><strong>Centoquattro chilometri di fuga, sessantasei in solitaria.<\/strong> Tadej Pogacar \u00e8 di nuovo campione del mondo per la seconda volta consecutiva sulle strade d<strong>i <\/strong>Kigali in Ruanda . Dietro di lui Remco\u00a0Evenepoel che ci prova, scende di sella per un guasto, impreca, s&#8217;infuria, riparte, rientra e ci riprova. Ma non c&#8217;\u00e8 nulla da fare e forse lo capisce al volo. Medaglia di bronzo invece per Ben Healy l&#8217;irlandese con la faccia da beatle che oggi, vista la fatica enorme che fanno tutti in sembra anche pi\u00f9 composto del solito.\u00a0 Sesto il nostro Giulio Ciccone che ci ha fatto sperare, forse un po&#8217; ci ha illuso, sicuramente ha dato tutto quello che aveva e probabilmente anche di pi\u00f9. Basta guardarlo in faccia all&#8217;arrivo ai microfono Rai di un omnipresente Ettore Giovannelli: &#8220;Una gara assurda per la fatica- confessa l&#8217;abruzzese- Mai fatto una fatica cos\u00ec, oggi ho perso 15 anni della mia vita&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p><strong> Per Tadej Pogacar \u00e8 la 105ma vittoria in carriera,<\/strong> il secondo mondiale di fila che lo mette al fianco a gente come Gianni Bugno, Paolo Bettini, Julian Alaphilippe, Freddy Maertens, Greg Lemonde. E non \u00e8 finita qui perch\u00e8 di tempo davanti lo sloveno ne ha parecchio per sbriciolare altri primati. Il titolo iridato \u00e8 il gran finale di una stagione che lo ha visto dominare alle Strade\u00a0Bianche, al Giro delle Fiandre, alla Liegi-Bastogne-Liegi e alTour de France. Difficile far meglio, difficile pensare come si possa ancora per qualche anno provare a &#8220;combattere&#8221; con un tale fenomeno.\u00a0 Che ora rincorre se stesso, qualche nuovo record e due classiche con cui ha un conto in sospeso: la Sanremo e la Roubaix. La prossima stagione ripartir\u00e0 da qui: c&#8217;\u00e8 da scommetterci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sembra un altro ciclismo quello del mondiale africano. Sono arrivati ad uno ad uno, con distacchi di minuti, tanti minuti, una decina tra il primo e il decimo. Erano partiti in 164 ne sono arrivati una trentina con le facce sfatte, quelle dei ciclisti di una volta. 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