{"id":38758,"date":"2025-10-12T19:34:07","date_gmt":"2025-10-12T17:34:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=38758"},"modified":"2025-10-12T19:34:08","modified_gmt":"2025-10-12T17:34:08","slug":"tadej-pogacar-alfredo-binda-e-i-mai-contenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/10\/12\/tadej-pogacar-alfredo-binda-e-i-mai-contenti\/","title":{"rendered":"Tadej Pogacar, Alfredo Binda e i &#8220;mai contenti&#8221;"},"content":{"rendered":"<div dir=\"auto\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/10\/12\/tadej-pogacar-alfredo-binda-e-i-mai-contenti\/560201202_122142370268901594_5536905862205875606_n\/\" rel=\"attachment wp-att-38759\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-38759\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/10\/560201202_122142370268901594_5536905862205875606_n-240x300.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/10\/560201202_122142370268901594_5536905862205875606_n-240x300.jpg 240w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/10\/560201202_122142370268901594_5536905862205875606_n-819x1024.jpg 819w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/10\/560201202_122142370268901594_5536905862205875606_n-768x960.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/10\/560201202_122142370268901594_5536905862205875606_n-1229x1536.jpg 1229w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/10\/560201202_122142370268901594_5536905862205875606_n.jpg 1638w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>&#8220;Mai contenti&#8221; si dice a Milano. <strong>Tadej Pogacar<\/strong> , oltre a tutto il resto, vince il quinto Giro di Lombardia consecutivo, fa meglio di Fausto Coppi che pure cinque ne ha vinti ma non di fila ma non va bene.\u00a0 Troppo. Troppo forte, troppo dominante, troppi distacchi, fughe troppo lunghe, facce troppo riposate all&#8217;arrivo, troppa differenza con il gruppo e con gli altri campioni, troppa noia e, ovviamente, qualche dubbio che non guasta mai&#8230;<\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<strong>Gi\u00e0 perch\u00e8 il ciclismo, una parte del ciclismo e dei tifosi del ciclismo, \u00e8 cos\u00ec: &#8220;mai contento&#8221;.<\/strong> Appunto. Certo quando c&#8217;\u00e8 lo sloveno in corsa le probabilit\u00e0 che vinca sono alte, altissime. Quindi? Gliene si pu\u00f2 fare un colpa?\u00a0 Ha gi\u00e0 detto e ripetuto che \u00e8 pagato ( e bene ) per correre e vincere e quello intende fare che, pi\u00f9 che un atto di arroganza, pare un gesto di responsabilit\u00e0 verso chi lo paga e verso i tifosi che lo aspettano a migliaia sulle salite.\u00a0 Bisognerebbe chiederlo a loro se si annoiano. Ma forse bisognerebbe fare un sondaggio e chiedere anche a tutti gli altri ma anche agli sponsor, agli organizzatori delle corse, ai dirigenti delle televisioni che acquistano i diritti\u00a0 se era pi\u00f9 appassionante il ciclismo ante-Tadej quando le fughe di 30,40 80 chilometri non facevano parte del vocabolario di nessuno o quando le corse scorrevano lente per ore e ore e si infiammavano negli ultimi cinque chilometri.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>Certo il campione sloveno ammazza i pronostici e un po&#8217; di suspence la toglie<\/strong> ma \u00e8 il prezzo che va pagato per godere della meraviglia delle sue imprese, delle sue vittorie, della sua capacit\u00e0 di inventarsi azioni che sembrano impensabili, dei suoi gesti di fairplay.\u00a0 Ieri sul traguardo di Bergamo il team principale della Uae Mauro Gianetti ha indirettamente risposto a tutto ci\u00f2: &#8220;Tadej \u00e8 un campione straordinario- ha detto- Non so se avremo ancora la fortuna di vederne uno cos\u00ec e, se accadr\u00e0 ancora, non so tra quanti anni. Quindi dobbiamo godercelo&#8221;. Ovvio che godono meno gli altri ma il ragionamento non fa una piega.\u00a0 Ci sono le corse con Tadej Pogacar ma per fortuna degli appassionati anche con Remco Evenepoel, con Jonas Vingegaard, con Mathieu van der Poel, con Wout van Aert, con Mads Pedersen protagonisti di un&#8217;epoca ciclistica che sar\u00e0 difficile replicare e c&#8217;\u00e8 il ciclismo di chi non \u00e8 &#8220;mai contento&#8221;.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>Forse con Tadej bisognerebbe fare ci\u00f2 che sul finire degli anni Venti qualcuno pens\u00f2 di fare con Alfredo Binda<\/strong> che vinse tre volte consecutive il Giro, che vinceva\u00a0 tappe su tappe, in tutti i modi e su tutti i percorsi,\u00a0 che un con la sua aria aristocratica e un po&#8217; presupponente divent\u00f2 l&#8217;incubo del pi\u00f9\u00a0 popolano e sanguigno Learco Guerra. Anche allora non erano mai contenti e per toglierlo di mezzo e per riportare un po&#8217; di interesse nelle corse pensarono bene di pagarlo per non partecipare al Giro. Gli promisero un premio 22mila e 500 lire,\u00a0 lo stesso che incassava il vincitore, per staesene a casa. Binda accetto e and\u00f2 a corre il Tour che allora si correva con la squadra nazionale ma quando si accorse che i soldi non arrivavano, scese dalla bici e per protesta torn\u00f2 a casa anche se poi si pent\u00ec perch\u00e8 il premio glielo diedero ma lui non vinse un Tour che poteva vincere. Storie d&#8217;altri tempi. Di un ciclismo antico e passato pieno zeppo\u00a0 di grandi campioni, di grandi imprese, di grandi passioni e di tifosi. Tantissimi appassionati qualcuno &#8220;mai contento&#8221;. Come oggi.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Mai contenti&#8221; si dice a Milano. 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