{"id":38897,"date":"2025-11-12T20:14:32","date_gmt":"2025-11-12T19:14:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=38897"},"modified":"2025-11-12T20:15:31","modified_gmt":"2025-11-12T19:15:31","slug":"elbaman-grazie-di-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/11\/12\/elbaman-grazie-di-tutto\/","title":{"rendered":"Elbaman, grazie di tutto&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/11\/12\/elbaman-grazie-di-tutto\/thumbnail_img_7595\/\" rel=\"attachment wp-att-38898\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-38898\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/11\/thumbnail_IMG_7595-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/11\/thumbnail_IMG_7595-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/11\/thumbnail_IMG_7595-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/11\/thumbnail_IMG_7595-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/11\/thumbnail_IMG_7595-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/11\/thumbnail_IMG_7595.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Una fortuna esserci stati anche se la voglia era quella di tornarci. Ma all&#8217;Elba per andare a correre Elbaman non ci si andr\u00e0 pi\u00f9. Fine. Fine purtroppo. Dopo vent\u2019anni di storia, il primo (uno dei primi) triathlon su distanza lunga mai corsi in Italia chiude i battenti. E, al di l\u00e0 delle ragioni e dei motivi che hanno portato gli organizzatori a prendere una decisione sicuramente sofferta, resta la malinconia per una delle sfide pi\u00f9 romantiche che si perdono, che non ci saranno pi\u00f9. Quasi fosse\u00a0 un amore che finisce e si porta con s\u00e8 i frammenti di una passione struggente, qualche foto custodita chiss\u00e0 in quale cassetto, medaglie, ricordi, amicizie. S\u00ec perch\u00e8 Elbaman non \u00e8 stato solo una semplice gara di triathlon ma forse l&#8217;unica vera &#8220;Woodstock&#8221; di uno sport dove,\u00a0 qui pi\u00f9 che altrove, contava esserci, venire, tornare, ritrovarsi come accade in quelle famiglie che vivono lontane e una volta l&#8217;anno si riabbracciano. Marina di campo all\u2019alba,\u00a0 un giro di bici sulla costa, una corsa fino a notte tra le vie di un paese che s\u2019illumina per aspettare chi sta chiudendo la sua fatica, una pizza alla fine anche nelle ore piccole perch\u00e8 qui per una notte forni e cucine restano accesi. Piaccia o no in questi vent&#8217;anni Elbaman\u00a0 la storia l\u2019ha scritta. Ed \u00e8 una storia tutta sua,\u00a0 mai banale, autentica e forse un po\u2019 ruvida che resta, pi\u00f9 nel cuore e nell\u2019anima che sulla pelle.\u00a0 Vent\u2019anni da pionieri, di titoli italiani, di edizioni \u201cspaziali\u201d e di edizioni meno fortunate e \u201calluvionate\u201d. Vent&#8217;anni e finisce qui. Con gli occhi lucidi ma senza rimpianti. Perch\u00e8 ci\u00f2 che doveva essere \u00e8 stato ed \u00e8 stato bello esserci andati anche se solo per una volta. E allora come diceva Stefano Accorsi nel suo meraviglioso monologo in\u00a0 Radiofreccia &#8220;Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards&#8230;Credo che c&#8217;ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n&#8217; roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici beh ogni tanto questo buco me lo riempiono&#8230;&#8221;. Grazie di tutto Elbaman.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>A raccontare il perch\u00e9 di questa decisione sono Marco Scotti, fondatore e proprietario del marchio, e Andrea Giusti, suo socio e amico di sempre, nonch\u00e9 anima elbana dell\u2019organizzazione.<\/p>\n<p><strong>Dopo vent\u2019anni di successi, arriva la parola \u201cfine\u201d. Una decisione difficile?<\/strong><\/p>\n<p>Marco: Non \u00e8 stato affatto semplice. Ci abbiamo pensato a lungo, per mesi. Elbaman \u00e8 stato parte della nostra vita quotidiana per due decenni: un lavoro incessante, nato dal nulla e costruito solo grazie alla passione. Ma ogni ciclo, anche quello pi\u00f9 bello, prima o poi si chiude.<\/p>\n<p>Andrea: \u00c8 vero, Elbaman \u00e8 cresciuto anno dopo anno, spinto da entusiasmo, amicizia e voglia di fare qualcosa di unico. Per\u00f2 a un certo punto bisogna guardare la realt\u00e0 e ammettere che non si pu\u00f2 continuare a forza di sola passione, soprattutto se intorno manca la stessa convinzione.<\/p>\n<p><strong>Molti si chiederanno: \u00e8 una scelta dettata da motivi personali o economici?<\/strong><\/p>\n<p>Marco: No, non c\u2019entrano motivi personali e neppure economici. \u00c8 ovvio che l\u2019impegno richiesto sia enorme \u2013 io stesso avevo calcolato che in un anno dedico oltre mille ore di lavoro nel tempo libero \u2013 ma non \u00e8 questo il punto. N\u00e9 \u00e8 un problema economico: il budget richiesto \u00e8 elevato, ma lo abbiamo sempre sostenuto con impegno e con l\u2019aiuto, va detto, del Comune di Campo nell\u2019Elba, che ringraziamo sinceramente per il sostegno costante.<\/p>\n<p>Andrea: I motivi veri sono altri: penso spesso a cosa \u00e8 diventato Elbaman in vent\u2019anni, penso alle migliaia di persone che hanno coronato il sogno di tagliare un traguardo ambito come il nostro, penso ad un triathlon cos\u00ec bello e ben fatto, da essere considerato una delle gare pi\u00f9 difficili, ma belle al Mondo! Dal nulla, con una passione folle, abbiamo creato qualcosa di straordinario, per il nostro territorio. Purtroppo, nel tempo, non c\u2019\u00e8 stato quel cambio di marcia, che ci saremmo aspettati.<\/p>\n<p><strong>Quindi, cosa non ha funzionato?<\/strong><\/p>\n<p>Andrea: Mi spiego meglio: mentre da parte degli atleti abbiamo avuto una fidelizzazione incredibile dovuta al fatto che Elbaman, pur non essendo una gara \u201cblasonata\u201d, era a detta dei concorrenti, un evento di altissimo livello, costruita nei dettagli con il cuore. L\u2019affetto e la riconoscenza da parte delle istituzioni invece, purtroppo, anno dopo anno, non si \u00e8 concretizzata. Al di l\u00e0 del fondamentale supporto del Comune di Campo nell\u2019Elba, non \u00e8 stato possibile avere una convenzione che ci permettesse di fare una programmazione pluriennale. Dopo vent\u2019anni ci sentiamo pi\u00f9 ospiti (spesso scomodi) che parte di una comunit\u00e0 che dovrebbe invece riconoscere l\u2019importanza di un evento come questo, che porta in un periodo di bassa stagione migliaia di persone. Per non parlare di tutti gli atleti che vengono ad allenarsi o che allungano il soggiorno in occasione della gara anche per pi\u00f9 settimane.<\/p>\n<p><strong>In che senso parlate di mancanza di supporto dal territorio?<\/strong><\/p>\n<p>Marco: In generale all\u2019Elba manca totalmente coordinamento e promozione degli eventi, perlomeno sportivi. Nelle rarissime occasioni in cui siamo stati contattati dai vari enti, le tempistiche erano errate e l\u2019organizzazione raffazzonata. Faccio anche un esempio concreto di altra natura: ogni anno dobbiamo portare sull\u2019isola oltre 120 persone volontarie da fuori per montare, smontare e tenere in piedi la gara sotto ogni aspetto. Nonostante i 20 anni di presenza, trovare volontari locali \u00e8 quasi impossibile. Spesso ci si sente dire \u201cvediamo, chiamami qualche giorno prima\u201d. Ma un evento mondiale non si organizza in tre giorni\u2026 Sono fortemente convinto che manchi, ad ogni livello, assoluta consapevolezza di cosa voglia dire voler offrire un evento di livello internazionale ad un pubblico sempre pi\u00f9 consapevole ed esigente. Ovvero: cosa serve, cosa si deve fare, come lo si deve fare ed in quali tempistiche.<\/p>\n<p>Andrea: Ad esempio anche le autorizzazioni: decine di PEC inviate ogni anno, spesso alle stesse istituzioni, e a pochi giorni dalla gara qualcuno risponde \u201ccosa ci sarebbe da fare? non avevamo letto tutto\u201d. Oppure c\u2019\u00e8 chi, dopo vent\u2019anni, ancora chiede \u201cma la vostra gara passa nel nostro comune? Chiudete le strade? Che noia!\u201d. \u00c8 sconfortante, dobbiamo ogni anno ripartire da zero, come se non avessimo mai fatto nulla ed ogni input deve sempre partire da noi, altrimenti non si muove nessuno con l\u2019idea che: \u201cc\u2019\u00e8\u00a0Elbaman a settembre, quali attivit\u00e0 vanno inserite e fatte partire?\u201d. Dopo tanto tempo, queste situazioni ti fanno capire che l\u2019evento non \u00e8 percepito come valore per l\u2019Elba, ma come un fastidio. Per me, da elbano, certi atteggiamenti sono umilianti. E in venti edizioni, le umiliazioni sono state tantissime.<\/p>\n<p>Marco: porto un ultimo esempio. Ogni anno, non appena viene fissata la data, invio una capillare informativa sulle novit\u00e0 a tutto il territorio: come i comuni od i svariati enti che governano e guidano il territorio. Non ho mai ricevuto alcun riscontro da nessuno, neppure un \u201cok ricevuto\u201d. Poi pero\u2019 accade spesso che si rilascino autorizzazioni di varia natura come altri eventi, blocchi, restrizioni che vanno ad impattare negativamente su Elbaman e nessuno se ne preoccupa. Anzi, in caso di disservizi ai quali non abbiamo alcuna possibilit\u00e0 di porre rimedio, accade che ci venga puntato il dito contro come fosse colpa nostra.<\/p>\n<p><strong>Eppure i numeri parlano chiaro: turismo, visibilit\u00e0, indotto economico diretto ed indiretto<\/strong><\/p>\n<p>Marco: Esatto. Solo l\u2019edizione 2025 avrebbe generato circa 3.500 pernottamenti e un indotto diretto nella settimana di gara superiore ai 300mila euro. Quest\u2019anno abbiamo speso oltre 110mila euro sul territorio, cercando di acquistare tutto il possibile in loco. E poi c\u2019\u00e8 la promozione: migliaia di post, foto, articoli che portano l\u2019immagine dell\u2019Elba nel mondo. Ma a quanto pare, tutto questo \u201cnon serve\u201d.<\/p>\n<p>Andrea: \u00c8 triste dirlo, ma la sensazione \u00e8 che per molti l\u2019evento sia un disturbo. C\u2019\u00e8 chi dice \u201cdopo tre mesi di turismo estivo, abbiamo bisogno di tranquillit\u00e0\u201d oppure che si dice infastidito da qualche chiusura o limitazione sulle strade. Noi invece credevamo che Elbaman potesse essere un\u2019occasione di orgoglio, di bellezza condivisa, non un intralcio. L\u2019impulso alla destagionalizzazione del turismo \u00e8 chiaro e lampante, ma questo concetto viene ad altri livelli solo usato per riempirsi la bocca e raccogliere preferenze, non per fare qualcosa di concreto. Localmente, solo alcune persone incredibili ed i nostri fantastici \u201cElbaman supporter\u201d non ci hanno mai abbandonato e per questo saremo loro grati per sempre.<\/p>\n<p><strong>Anche le condizioni delle strade hanno pesato sulla decisione?<\/strong><\/p>\n<p>Marco: Moltissimo. Le strade sono in molte parti in condizioni non accettabili, non solo per Elbaman, ma per la quotidianit\u00e0. Non possiamo pi\u00f9 garantire la sicurezza degli atleti. In vent\u2019anni non c\u2019\u00e8 mai stato un intervento su tratti fondamentali di strade provinciali, come la bretella tra Colle Palombaia e Sant\u2019Ilario, tanto che quest\u2019anno abbiamo dovuto modificarne il percorso. E spesso i cantieri si aprono pochi giorni prima della gara, senza alcun preavviso, senza alcuna attenzione all\u2019imminente evento. Un anno, ci siamo trovati, senza alcun preavviso e a pochi giorni dalla gara, con un semaforo attivo, per 80 metri di cantiere, e la minaccia (o la ripicca) di sospendere la gara se un concorrente fosse passato con il rosso! Tutto questo \u00e8 inaccettabile e rende impossibile proseguire in sicurezza e serenit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Avete avuto riscontri o tentativi di mediazione dopo l\u2019annuncio della possibile chiusura?<\/strong><\/p>\n<p>Andrea: Nessuno, il nulla. Dopo aver dichiarato pubblicamente, davanti a centinaia di persone durante le premiazioni, che il futuro dell\u2019evento era in dubbio, nessuno ci ha contattato. N\u00e9 un\u2019istituzione, n\u00e9 un ente, n\u00e9 un rappresentante del territorio. \u00c8 stato il segnale definitivo che dovevamo fermarci.<\/p>\n<p><strong>Come vi sentite ora, dopo aver preso questa decisione?<\/strong><\/p>\n<p>Marco: In pace, ma con tanta malinconia. Elbaman \u00e8 stata un\u2019esperienza incredibile, irripetibile. Abbiamo raggiunto il massimo possibile partendo da zero e con una ventesima edizione memorabile: meteo perfetto, iscrizioni chiuse in largo anticipo, organizzazione impeccabile. \u00c8 un bel modo per chiudere un capitolo straordinario. Il coronamento di vent\u2019anni di impegno e amore per questo sport e per l\u2019isola.<\/p>\n<p>Andrea: Per me, da elbano, \u00e8 un fallimento del mio territorio, perdere un Evento come Elbaman, significa perdere l\u2019ennesimo treno. L\u2019Elba, con le sue caratteristiche uniche, avrebbe tutte le carte in regola per posizionarsi come capitale dell\u2019outdoor nel Mediterraneo. Ma di questo, i nostri 7 comuni e la loro gestione associata del turismo, non ne sono minimamente convinti. Rimarranno i ricordi, le persone, le emozioni. Tutto ci\u00f2 che abbiamo costruito con passione e amicizia rester\u00e0 nei cuori di chi l\u2019ha vissuto.<\/p>\n<p><strong>Un ultimo pensiero per chi ha fatto parte di questa avventura?<\/strong><\/p>\n<p>Marco: Un grazie immenso a chi, come noi, ci ha sempre creduto e, ognuno secondo le sue possibilit\u00e0, ci ha dato una mano. Non nomino nessuno, ma i rapporti personali e di amicizia costruiti in questi anni sono\u00a0cos\u00ec solidi che queste persone sanno che sto pensando a loro. Senza di loro, niente di tutto questo sarebbe stato possibile.<\/p>\n<p>Andrea: Esatto. Elbaman \u00e8 stato un sogno condiviso, un grande abbraccio sportivo e umano. Sono fiero dell\u2019accoglienza che i miei compaesani, con bandierine, adesivi e sorrisi, hanno riservato ai nostri Ospiti. Elbaman rimarr\u00e0 sempre il Triathlon con il cuore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una fortuna esserci stati anche se la voglia era quella di tornarci. Ma all&#8217;Elba per andare a correre Elbaman non ci si andr\u00e0 pi\u00f9. Fine. Fine purtroppo. Dopo vent\u2019anni di storia, il primo (uno dei primi) triathlon su distanza lunga mai corsi in Italia chiude i battenti. E, al di l\u00e0 delle ragioni e dei motivi che hanno portato gli organizzatori a prendere una decisione sicuramente sofferta, resta la malinconia per una delle sfide pi\u00f9 romantiche che si perdono, che non ci saranno pi\u00f9. Quasi fosse\u00a0 un amore che finisce e si porta con s\u00e8 i frammenti di una passione [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/11\/12\/elbaman-grazie-di-tutto\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38897"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38897"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38897\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38901,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38897\/revisions\/38901"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38897"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38897"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38897"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}