{"id":38984,"date":"2025-12-01T11:19:39","date_gmt":"2025-12-01T10:19:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=38984"},"modified":"2025-12-01T16:38:00","modified_gmt":"2025-12-01T15:38:00","slug":"addio-a-pietrangeli-e-stato-il-tennis-che-non-ce-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/12\/01\/addio-a-pietrangeli-e-stato-il-tennis-che-non-ce-piu\/","title":{"rendered":"Addio a Pietrangeli, \u00e8 stato il tennis che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/12\/01\/addio-a-pietrangeli-e-stato-il-tennis-che-non-ce-piu\/1482051638-coppa-davis-1976-3\/\" rel=\"attachment wp-att-38985\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-38985\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/12\/1482051638-coppa-davis-1976-300x100.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"100\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/12\/1482051638-coppa-davis-1976-300x100.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/12\/1482051638-coppa-davis-1976.jpg 665w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nicola Pietrangeli se n&#8217;\u00e8 andato a 92 anni. Non \u00e8 ovviamente un lutto solo per il tennis. E&#8217; stato un uomo di sport, un grande uomo di sport , \u00e8 stato molto, se non tutto, per lo sport come lo si intendeva un tempo: classe, talento, vittorie, polemiche anche spigolose. Lascia un segno nella storia Nicola Pietrangeli. E&#8217; stato il primo italiano a vincere uno Slam che oggi sembra poca cosa, in realt\u00e0 non lo \u00e8 per niente: due volte Parigi, nel \u201959 e nel \u201960,\u00a0 due volte Roma (\u201957 e \u201961) e molto altro ancora fino a raggiungere la terza posizione nella classifica mondiale, unico italiano nella <em>hall of fame<\/em> del tennis.<\/p>\n<p><strong>Nato a Chirinsky in Tunisia, madrelingua francese e russa<\/strong> ( ma parlava correntemente quattro lingue)\u00a0 grazie alla mamma profuga sposata con un conte, arriv\u00f2 a Roma da piccolissimo e quella divent\u00f2 la sua citt\u00e0. E&#8217; stato e sar\u00e0 per sempre l&#8217;Italia del tennis ma non solo del tennis perch\u00e8 Pietrangeli \u00e8 stato un&#8217;icona dell&#8217;Italia che fu. Bello e famoso, uomo di fascino e sempre pronto a mettere i puntini sulle &#8220;i&#8221;,\u00a0 \u00e8 stato il primo ad associarsi ai brand (come si dice oggi) a frequentare i salotti, i vip, i grandi del mondo da Juan Carlos ad Alberto di Monaco \u00e8 stato \u00a0conduttore tv, attore, ministro degli esteri della Federtennis ma \u00e8 stato soprattutto il capitano della squadra italiana che vinse la prima Davis<\/p>\n<p><strong>Una storia nella sua storia.<\/strong> La sua fu una molto di pi\u00f9 di una\u00a0 &#8220;squadra&#8221;\u00a0 come ha raccontato in modo formidabile qualche tempo fa la \u00a0 docu-serie Rai di Domenico Procacci . Pietrangeli guid\u00f2\u00a0 Adriano Panatta, Paolo Bertolucci, Corrado Barazzutti e Tonino Zugarelli, alla conquista della Coppa Davis,\u00a0 allora e anche oggi, nonostante una formula che la svilisce, il pi\u00f9 importante e blasonato torneo di tennis per nazioni del mondo.\u00a0 Ritiratosi nel \u201974, guid\u00f2 come capitano non giocatore gli azzurri alla loro prima\u00a0 vittoria in Davis, nel 1976. Fu la squadra pi\u00f9 forte del mondo: fra il \u201976 e l\u201980 le finali giocate sarebbero state in tutto quattro. Un viaggio nel tempo e nello sport che gi\u00e0 allora era business e quindi politica anche se il tempo \u00e8 una fantastica scolorina capace di cancellare negli anni polemiche, tensioni e lotte di fazione lasciando al ricordo solo l\u2019immagine di una vittoria, di un traguardo, di un gol o di una coppa alzata.<\/p>\n<p><strong>Vale la pena di raccontarla quell&#8217;avventura che ricorda cosa fosse la Davis allora<\/strong>, cosa fosse lo sport e cosa fu capace di fare Nicola Pietrangeli anche se non scese in campo. E\u2019 \u00a0il 18 dicembre 1976 \u00a0quando l\u2019Italia vince la coppa Davis.\u00a0 Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarellisono quattro moschettieri pronti a giocarsi la finale dei loro sogni ma finiscono in una storia pi\u00f9 grande di loro. Giocare o non giocare, partire o non partire l\u2019Italia \u00e8 divisa. Una contro la trasferta cilena perch\u00e8 \u00abnon si giocano vol\u00e8e nel Cile di Pinochet\u00bb, un\u2019altra convinta che lo sport con la politica poco c\u2019entri. Anzi nulla. Da una parte tutta la stampa di sinistra che ricorda come anche l\u2019Unione Sovietica non abbia giocato la semifinale contro i cileni, dall\u2019altra un altro pezzo di Italia e chi, come il capitano\u00a0Nicola Pietrangeli<strong>,<\/strong>\u00a0si fa in quattro per convincere un Paese che la finale di Davis \u00e8 solo una partita di tennis non un trattato di amicizia con un dittatore.<\/p>\n<p><strong>Un lungo palleggio di ruoli, competenze di decisioni che nessuno vuole prendere.<\/strong> Dalla Federtennis, al Coni fino al presidente del consiglio\u00a0Giulio Andreotti\u00a0in un\u00a0<em>\u201caffaire\u201d<\/em> che diventa, come sempre capita nel nostro Paese, un affare di Stato. E meno male che ancora non c\u2019era facebook. Tutti cerca di prendere tempo. Poi finalmente ci si rende conto che non partire sarebbe l\u2019assist perfetto per il generale Augusto Pinochet. Decisiva anche la mediazione dell\u2019allora segretario del Pci Enrico Berlinguer, uomo di partito ma soprattutto politico di buonsenso, che si dice strappi per questo suo intervento la promessa di far giocare gli azzurri con le magliette rosse\u2026 La finale \u00e8 salva. Ed \u00e8 una finale dal pronostico obbligato. Panatta ha appena vinto gli internaziona di Roma e Parigi, \u00a0Barazzutti in coppa \u00e8 imbattibile, ritratto di una testardaggine agonistica senza precedenti, \u00a0Tonino Zugarelli ha fatto il miracolo londinese conquistando in pratica la finale sull\u2019erba di Wimbledon. E il Cile \u00a0con Jaime Fillol e Patrice Cornejo \u00e8 poca cosa.<\/p>\n<p><strong>Ma forse al Cile non importa neppure tanto vincere.<\/strong> La finale di Davis per Pinochet \u00e8 l\u2019occasione per spiegare al mondo la sua \u201cdemocrazia\u201d, per sviare l\u2019attenzione dal suo pugno duro, dal coprifucoco, \u00a0dai rifugiati politici, da chi cerca di scappar via, dalle migliaia di desaparecidos. Nella prima Barazzutti batte Fillol \u00a0e Panatta travolge Cornejo. Due a zero. Il giorno dopo \u00e8 solo una formalit\u00e0 perch\u00e8 Panatta-Bertolucci sono uno dei doppi pi\u00f9 forti al mondo quando hanno voglia di giocare a tennis e quel 18 dicembre del 1976 hanno voglia eccome. \u00a0Strapazzano i cileni e l\u2019Italia alza la Davis. La notizia viene data per radio perch\u00e8 la Rai Tv non c\u2019\u00e8. Polemica che si aggiunge a polemiche. \u00a0Che per un po\u2019 non si placano, poi svaniscono. Pi\u00f9 di quarant\u2019anni dopo questa \u00e8 storia. \u00a0La storia di una Davis che qualcuno pensava fosse una sfida politica ed invece era una sfida di sport.<\/p>\n<p><strong>Tutto ci\u00f2 ora non sarebbe neppure pi\u00f9 neanche pensabile.<\/strong> Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 la Davis com&#8217;era allora, da oggi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 Nicola Pietrangeli,\u00a0 \u00e8 cambiato il tennis, il mondo e anche i nostri campioni a cui Pietrangeli, da Panatta a Sinner, non ha mai risparmiato qualche frecciata. Di\u00a0 Jannick ha sempre detto: \u00abBravo, per carit\u00e0, per\u00f2 non gli basteranno due vite per superarmi&#8230;\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nicola Pietrangeli se n&#8217;\u00e8 andato a 92 anni. Non \u00e8 ovviamente un lutto solo per il tennis. 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