{"id":39063,"date":"2025-12-21T22:04:43","date_gmt":"2025-12-21T21:04:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=39063"},"modified":"2025-12-22T12:50:59","modified_gmt":"2025-12-22T11:50:59","slug":"lo-sport-dei-pagliacci-e-quello-degli-uomini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/12\/21\/lo-sport-dei-pagliacci-e-quello-degli-uomini\/","title":{"rendered":"Lo sport dei pagliacci e quello degli uomini"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/12\/21\/lo-sport-dei-pagliacci-e-quello-degli-uomini\/bea\/\" rel=\"attachment wp-att-39069\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-39069\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/12\/bea-300x191.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"191\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/12\/bea-300x191.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/12\/bea-1024x654.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/12\/bea-768x490.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/12\/bea.jpg 1288w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Fa riflettere il fatto che oggi, leggendo i giornali, molto spazio ( troppo) se lo prenda il match di boxe\u00a0 combattuto la notte scorsa a Miami tra lo\u00a0 youtuber Jake Paul e l&#8217;ex campione dei pesi massimi\u00a0 Anthony Joshua che lo ha lasciato in piedi ( bont\u00e0 sua)\u00a0 per sei riprese,\u00a0 giusto forse il tempo previsto dal contratto, e poi ha messo ko con un gancio destro al volto che gli ha fratturato la mascella mettendo fine ad una &#8220;pagliacciata&#8221; che da Mohammed Ali a Rino Tommasi ha fatto rivoltar nella tomba in parecchi.<\/p>\n<p><strong>Fine del match, fine della boxe e fine dello sport in genere<\/strong> sempre pi\u00f9 in caduta libera, prigioniero di sponsor, denaro, business, social e influencer. Ma la deriva disastrosa degli ultimi anni non riguarda ovviamente solo la boxe che ha addirittura rischiato l&#8217;esclusione dalle olimpiadi per lasciar spazio alla breakdance o allo skateboard,\u00a0 Senza nulla togliere alla breakdance o allo skateboard e allo sport che cambia e quindi si adegua si fa davvero fatica a pensarle discipline olimpiche alla pari del pugilato che da Nino Benvenuti a Teofilo Stevenson, giusto per citarne due, ha regalato alla storia leggende assolute.<\/p>\n<p><strong>La deriva riguarda la boxe perch\u00e8 un match come quello tra Joshua e Paul non avrebbe mai dovuto disputarsi<\/strong> ma poi, a macchia d&#8217;olio sta contagiando tutto il resto. Non ci vuol molto a capire, a mettere\u00a0 in fila qualche esempio che in questi giorni spiega,\u00a0 meglio di tante chiacchiere, quanto lo sport sia ormai ostaggio dei denari, dei fondi, delle logiche di marketing, di consigli di amministrazione che lo hanno fatto diventare primaria fonte di guadagno. Chissenefrega della passione, della maglia, della storia e delle bandiere: vale il profitto.<\/p>\n<p><strong>E allora pazienza se la Supercoppa\u00a0 italiana di calcio<\/strong> ( gi\u00e0 di per s\u00e8\u00a0 inutile) si giochi a Riad praticamente senza pubblico, con gli spalti gremiti di figuranti, con tifosi vestiti con maglie e sciarpe nerazzurre che urlano &#8220;forza Milan&#8221; perch\u00e8 non sanno, perch\u00e8 cos\u00ec gli hanno detto, perch\u00e8 cos\u00ec sta scritto nel contrattino che gli hanno fatto per portarli allo stadio. Pazienza se Milan e Como giocheranno una partita di campionato in Australia a Perth\u00a0 con arbitri asiatici, senza tifosi, dopo 14 ore di volo, con un\u00a0 un fuso orario di di mezza giornata, con le gambe e la testa frullate da una trasferta che pi\u00f9 lontana non si pu\u00f2. Pazienza anche se le prossime olimpiadi invernali\u00a0 si facciano, non in montagna come dovrebbe essere, ma in una citt\u00e0 dove la neve\u00a0 ( quando arriva) \u00e8 solo un fastidio da rimuovere il pi\u00f9 in fretta possibile. E ancora pazienza se la fiaccola olimpica, simbolo dei simboli, icona della purezza dello sport inteso come agone e sfida finisca nelle mani cantanti, attori, soubrette e influencer e non di chi lo sport lo ha fatto e\u00a0 ha vinto medaglie.<\/p>\n<p><strong>Forse \u00e8 questo lo sport che ci meritiamo.<\/strong> Quello a cui dobbiamo rassegnarci, a cui ci si deve arrendere perch\u00e8 le nuove regole di ingaggio queste sono e a scriverle\u00a0 non sono gli sportivi ma chi con lo sport ci fa business e affari. La passione lascia il posto ai profitti, ormai va cos\u00ec. Ed \u00e8 una realt\u00e0 che nel calcio accetta un pubblico di plastica e cambia il colore delle maglie e anche quello dei palloni, che nella boxe porta sul ring chi l&#8217;epica e la nobilt\u00e0 del pugilato la calpesta, che ha ridotto i Giochi ad un carrozzone in cui sono ammesse anche le comparse.<\/p>\n<p><strong>Per\u00f2 \u00e8 bello guardarsi indietro.<\/strong> E&#8217; bello pensare che, nello stesso giorno\u00a0 in cui a Miami va in scena una buffonata che \u00e8 un insulto a tutti gli atleti che nella storia sono saliti su un ring e ancora oggi tra mille sacrifici continuano a salirci,\u00a0 qualcuno ricordi la scomparsa di Enzo Bearzot. Era il 21 dicembre di 15 anni fa quando il &#8220;vecio&#8221; se ne and\u00f2.\u00a0 Naso da boxeur, pipa perennemente tra le labbra accarezzata da mani che tradivano origini popolari, era un monumento del calcio, ma soprattutto un uomo di sport che incarnava perfettamente i valori dello sport: lealt\u00e0, coerenza e coraggio. Non era taciturno, n\u00e9 introverso soltanto non gli piaceva sprecare le parole. Fosse stato come lo dipingevano, non avrebbe mai creato il gruppo che conquist\u00f2 il terzo titolo mondiale del calcio italiano nel 1982 in Spagna. Un gruppo che non si \u00e8 mai sciolto,\u00a0 che ha mantenuto i contatti, che ha plasmato, che ha amato,\u00a0 cresciuto sostenuto e\u00a0 difeso contro tutto e tutti.<\/p>\n<p><strong> Era un altro mondo, un altro sport, un&#8217;altra sostanza<\/strong> che non aveva bisogno di follower, di clic, di condividere e taggare. Bastava un abbraccio per raccontare per sempre di un&#8217;impresa, per renderla eterna. E allora \u00e8 bello pensare che proprio nel giorno in cui lo sport a Miami celebra la pi\u00f9 imbarazzante delle farse, la foto di Dino Zoff ( altro friulano e non \u00e8 un caso)\u00a0 che dopo la vittoria del mondiale d\u00e0 un bacio a Enzo Bearzot portato in trionfo dai suoi ragazzi\u00a0 possa seppellire tanta &#8220;fuffa&#8221;. C&#8217;era una volta lo sport degli uomini e c&#8217;\u00e8 oggi quello dei pagliacci. Non sono la stessa cosa, per fortuna&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Fa riflettere il fatto che oggi, leggendo i giornali, molto spazio ( troppo) se lo prenda il match di boxe\u00a0 combattuto la notte scorsa a Miami tra lo\u00a0 youtuber Jake Paul e l&#8217;ex campione dei pesi massimi\u00a0 Anthony Joshua che lo ha lasciato in piedi ( bont\u00e0 sua)\u00a0 per sei riprese,\u00a0 giusto forse il tempo previsto dal contratto, e poi ha messo ko con un gancio destro al volto che gli ha fratturato la mascella mettendo fine ad una &#8220;pagliacciata&#8221; che da Mohammed Ali a Rino Tommasi ha fatto rivoltar nella tomba in parecchi. 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