{"id":39073,"date":"2025-12-22T23:33:14","date_gmt":"2025-12-22T22:33:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=39073"},"modified":"2025-12-23T21:35:46","modified_gmt":"2025-12-23T20:35:46","slug":"franco-bragagna-va-in-pensione-la-rai-perde-la-sua-voce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/12\/22\/franco-bragagna-va-in-pensione-la-rai-perde-la-sua-voce\/","title":{"rendered":"Franco Bragagna va in pensione, la Rai &#8220;perde&#8221; la sua voce"},"content":{"rendered":"<div dir=\"auto\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/12\/22\/franco-bragagna-va-in-pensione-la-rai-perde-la-sua-voce\/braga-2\/\" rel=\"attachment wp-att-39074\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-39074\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/12\/braga-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/12\/braga-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/12\/braga.jpg 593w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Sintonizzi la tv su su Raisport\u00a0 e lasci scorrere le immagini, senza farci troppo caso: la maratona di New York, quella di Venezia, i mondiali di atletica, la Vasaloppet&#8230;Poco cambia. Certo valgono\u00a0 gli atleti, anzi sono quelli che contano ma \u00e8 la telecronaca di Franco Bragagna che cattura l\u2019attenzione, il suo affascinante affabulare degli sport che ama e conosce, che sa raccontare al di l\u00e0 di una cronaca che spesso non c\u2019\u00e8,\u00a0 la sua capacit\u00e0 di portare chi ascolta sulle strade, ai ristori, al comando di una sfida di cui svela i segreti, le sfumature. Non solo tempi, vittorie, nomi e cognomi spesso impronunciabili e quasi tutti uguali dei campioni africani che vincono e passano. La maratona sono tante altre cose insieme: sono storie, facce, riscatti, sconfitte, luoghi, aneddoti, ricordi, progetti, dubbi, passione, fatica di un mondo che misura 42 chilometri e che non tutti sono capaci di cogliere e svelare.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>E allora le lunghe telecronache che scandiscono con garbo<\/strong> il tempo dei passi affaticati dei maratoneti, gli sprint, le fatiche dei mezzofondisti, il pattinare degli sciatori e sciatrici del fondo diventano quasi una chiacchierata tra amici, un racconto che si perde nel tempo, che \u00e8 storia e fatica, popolo e campioni, record. C\u2019\u00e8 un valore aggiunto che una telecronaca pu\u00f2 dare ad un evento sportivo. Anni fa, una rete inglese , aveva dato la possibilit\u00e0 ai telespettatori di godersi le partite della premier\u00a0 senza il commento del telecronista. Arrivavano solo gli effetti dello stadio, le urla dei giocatori in campo, dei tecnici in panchina e i fischi dell\u2019arbitro. Proposta di un certo fascino, ma non fu un successo. Perch\u00e8 una buona telecronaca,\u00a0 checch\u00e8 se ne dica,\u00a0 pu\u00f2 aggiungere\u00a0 molto ad una gara sportiva.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>Ognuno, a seconda dell\u2019et\u00e0, ha i suoi telecronisti.<\/strong> Nando Martellini, Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Franco Rosi.\u00a0E poi\u00a0Bruno Pizzul, Adriano De Zan,\u00a0Bruno Gentili, Francesco Repice e via cos\u00ec con grandi voci anche oggi che forse si notano ancor di pi\u00f9 in una normalit\u00e0 fatta di aggettivi troppo roboanti e\u00a0 toni troppo spesso fuori registro.\u00a0 Bragagna \u00e8 della \u201cvecchia scuola\u201d Rai. Ha cominciato a raccontare lo sport in in radio \u00a0nel\u00a0 1975 con una radiocronaca fatta con un telefono a gettoni dal Palaghiaccio di Ortisei dove si giocava la partita di hockey tra Gardena e Bolzano e poi \u00e8 arrivato in tv.\u00a0 Hockey, sci di fondo e poi l\u2019atletica, il suo modo unico di raccontare lo sport, la sua competenze mai esibita, le interviste, i campioni che si conoscono, diventano amici, che a volte tradiscono\u00a0 e il suo \u201ctimbro\u201d sono diventati un \u201cmarchio di fabbrica\u201d. Ora va in pensione.\u00a0 Chiude la sua avventura in RAI\u00a0 proprio alla vigilia delle Olimpiadi di Milano-Cortina, che ( purtroppo) non racconter\u00e0. Ed \u00e8 un peccato anche se poi sicuramente ci sar\u00e0 chi le racconter\u00e0 come andr\u00e0 fatto.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>Ma resta un velo di malinconia nel &#8220;perdere&#8221; una voce<\/strong> che per chi ama lo sport era un approdo sicuro. Le sue telecronache sono\u00a0 \u201ctasselli\u201d a cui restano per sempre appese alcune grandi imprese azzurre. La magica vittoria olimpica di Stefano Baldini ad Atene, un\u2019 impresa enorme che venne suggellata da quel \u201cBravo, bravo, bravo!!! \u2026\u201d\u00a0 oppure quel \u201cMarcello! Cos&#8217;hai combinato&#8230;!\u201d\u00a0 gridato a Jacobs che port\u00f2 l\u2019Italia che mai era riuscita ad arrivare nella sua storia in una finale dei 100, sul gradino pi\u00f9 alto del podio olimpico a Tokyo due anni fa\u00a0 per poi abbracciare Gianmarco Tamberi che poco prima aveva vinto l\u2019oro nel salto in alto. Momenti indimenticabili che molti telecronisti hanno la fortuna di poter raccontare legando la loro voce per sempre ad un momento di gloria. Ma per Bragagna non \u00e8 stata solo fortuna\u2026<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sintonizzi la tv su su Raisport\u00a0 e lasci scorrere le immagini, senza farci troppo caso: la maratona di New York, quella di Venezia, i mondiali di atletica, la Vasaloppet&#8230;Poco cambia. Certo valgono\u00a0 gli atleti, anzi sono quelli che contano ma \u00e8 la telecronaca di Franco Bragagna che cattura l\u2019attenzione, il suo affascinante affabulare degli sport che ama e conosce, che sa raccontare al di l\u00e0 di una cronaca che spesso non c\u2019\u00e8,\u00a0 la sua capacit\u00e0 di portare chi ascolta sulle strade, ai ristori, al comando di una sfida di cui svela i segreti, le sfumature. 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