{"id":39089,"date":"2025-12-25T11:19:52","date_gmt":"2025-12-25T10:19:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=39089"},"modified":"2025-12-26T18:26:42","modified_gmt":"2025-12-26T17:26:42","slug":"se-in-citta-il-senso-del-natale-un-po-si-perde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/12\/25\/se-in-citta-il-senso-del-natale-un-po-si-perde\/","title":{"rendered":"Se in citt\u00e0 il senso del Natale un po&#8217; si perde&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2025\/12\/25\/se-in-citta-il-senso-del-natale-un-po-si-perde\/thumbnail_img_3318\/\" rel=\"attachment wp-att-39090\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-39090\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/12\/thumbnail_IMG_3318-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/12\/thumbnail_IMG_3318-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/12\/thumbnail_IMG_3318-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/12\/thumbnail_IMG_3318-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2025\/12\/thumbnail_IMG_3318.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Nelle citt\u00e0 il Natale si vive di fretta. Quest&#8217;anno poi in piazza del Duomo, tra villaggi olimpici, alberi sponsorizzati, turisti, il viavai frenetico tra negozi e bancarelle a caccia dell&#8217;ultimo dono che manca per mettere fine alla lista, si fa fatica a coglierne il senso. Il senso del Natale, quello pi\u00f9 intimo, si apprezza meglio fuori citt\u00e0, nei paesini, in qualche cascinale affacciato sui navigli con alberi veri illuminati quanto basta, nei tanti presepi viventi che raccontano la vita delle campagne lombarde.<\/p>\n<p><strong>Il presepe vivente \u00e8 una tradizione<\/strong> a Gudo Gambaredo, frazione di Buccinasco: si rinnova da 41 anni e porta una comunit\u00e0 in una spiritualit\u00e0 senza tempo. A trasformarsi in statuine viventi sono famiglie e volontari che in sette scena rievocano la Nativit\u00e0: l&#8217;annuncio dell&#8217;Angelo a Maria, Giuseppe falegname e il sogno, il censimento di Cesare Augusto, le locande di Betlemme, Re Erode e l&#8217;incontro con i Magi, l&#8217;annuncio degli angeli ai pastori e l&#8217;adorazione nella capanna di Betlemme. E un po&#8217; si riscopre lo spirito del Natale attraverso la contemplazione, il canto e la preghiera.<\/p>\n<p><strong>Ma ci sono presepi anche a Robecco, fino a qualche anno fa sulle acque del Naviglio, e ad Albairate<\/strong> dove da lustri i &#8220;presepisti&#8221; allestiscono con mesi di sapiente lavoro nel cortile della Chiesa di San Giorgio un villaggio lombardo dell&#8217;800. Fabbri, falegnami, pastori, artigiani tutti in costume affiancano la Nativit\u00e0 per salutare e festeggiare la nascita di Ges\u00f9 dopo la santa messa di mezzanotte con tutto il paese. Tradizioni che si tramandano, feste sobrie perch\u00e8 poi il Natale \u00e8 una festa semplice, che non ha bisogno di tante (troppe) luci, cene, pranzi, doni e sfarzi per essere festeggiata e nei borghi riluce ancor di pi\u00f9 al confronto del &#8220;Super Christmas&#8221; cittadino. Chiss\u00e0 poi perch\u00e9 in inglese. E chiss\u00e0 perch\u00e9 super.<\/p>\n<p><strong>In realt\u00e0 basterebbe augurare un sereno Natale<\/strong> ai pi\u00f9 laici e un Santo Natale a chi ancora crede. Senza esagerare. Anche perch\u00e8 a forza di strafare sfugge l&#8217;essenza di una festa che un presepe e un albero rappresentano in tutta la sua pienezza. Il resto \u00e8 di pi\u00f9 per non dire troppo: mercatini, villaggi delle meraviglie con piste di pattinaggio, luminarie da mille e una notte, alberi hi-tech, ecosostenibili, griffati e sponsorizzati. Anni fa, per alzare l&#8217;asticella dello stupore, c&#8217;era anche una corsa per le strade del centro con gli atleti tutti vestiti da babbo natale. Per non parlare del presepe. C&#8217;erano una volta una capanna, un bue, un asinello e Maria e Giuseppe a rappresentare la Nativit\u00e0. Fine. Oggi nei presepi si trova di tutto e di pi\u00f9 dai carillon alle mongolfiere, dalle statuine stilizzate a quelle fatte con i mattoncini di plastica, motoslitte, cioccolatini, lustrini e cotillons. E delle capanne e delle mangiatoie si sono perse le tracce.<\/p>\n<p><strong>Cambiano i tempi e cambia la tradizione che molti, erroneamente, confondono con l&#8217;abitudine.<\/strong> Con ci\u00f2 che si fa di solito e che quindi, col passare del tempo, sostituiscono con altri riti, con altre usanze importate chiss\u00e0 da dove, in una miscellanea che mette insieme il sacro e il profano senza troppe distinzioni e che stravolge i valori di una festa che invece ha un solo senso. Ed uno solo. Perch\u00e9 se per tradizione si intende il pi\u00f9 pregnante significato della &#8220;traditio&#8221; latina e cio\u00e8 la trasmissione nel tempo, da una generazione a quelle successive, di memoria e testimonianza, di ci\u00f2 che \u00e8 stato visto e vissuto allora il racconto della &#8220;Notte di Natale&#8221; acquista un valore assoluto che non pu\u00f2 essere sostituito, modificato, arricchito e stravolto. Il racconto del Natale non pu\u00f2 essere che quello della Notte di Betlemme, di una capanna, di un bue e di un asinello con Ges\u00f9 tra Giuseppe e Maria. Il resto \u00e8 di troppo. Liberi tutti poi di credere, non credere o di celebrare le Feste secondo la propria sensibilit\u00e0. Liberi, ci mancherebbe. Perch\u00e9 ognuno ha il suo &#8220;Super Christmas&#8221; fantastico e scintillante. Ma il Santo Natale \u00e8 un&#8217;altra cosa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nelle citt\u00e0 il Natale si vive di fretta. 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