{"id":39441,"date":"2026-03-07T17:25:22","date_gmt":"2026-03-07T16:25:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=39441"},"modified":"2026-03-07T17:25:58","modified_gmt":"2026-03-07T16:25:58","slug":"poker-di-pagacar-il-re-delle-strade-bianche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/03\/07\/poker-di-pagacar-il-re-delle-strade-bianche\/","title":{"rendered":"Poker di Pogacar, il Re delle Strade Bianche"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/03\/07\/poker-di-pagacar-il-re-delle-strade-bianche\/svruqa7xfz2tq4u7xhnf_070326-035936\/\" rel=\"attachment wp-att-39442\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-39442\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/03\/svruQa7xfZ2TQ4u7xHnf_070326-035936-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/03\/svruQa7xfZ2TQ4u7xHnf_070326-035936-300x150.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/03\/svruQa7xfZ2TQ4u7xHnf_070326-035936-1024x512.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/03\/svruQa7xfZ2TQ4u7xHnf_070326-035936-768x384.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/03\/svruQa7xfZ2TQ4u7xHnf_070326-035936.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E questo un ciclismo che d\u00e0 ragione ai sognatori, ai romantici<\/strong> e a chi questo sport ce l\u2019ha nel cuore e nell\u2019anima.\u00a0 Tadej Pogacar \u00e8 il Re delle strade Bianche,\u00a0 firma un\u00a0 poker\u00a0 e scrive un&#8217;altra pagina delle sua storia che ormai si fatica a trovare gli aggettivi per raccontare. Va cos\u00ec&#8217;, come si pensava, come ci si aspettava, come sempre e come al solito cio\u00e8 con un&#8217;ottantina di chilometri di fuga che\u00a0 come dice il campione del mondo al traguardo: &#8220;pi\u00f9 o meno avevamo pianificato&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Dettagli. Pogacar si alza sui pedali e va<\/strong> e dietro prova a tener botta solo Paul Seixas, il fenomeno francese che poi si stacca ma comunque arriva secondo e con cui il fuoriclasse sloveno sa benissimo che negli anni, ma anche nei giorni a venire dovr\u00e0 fare i conti: &#8220;E un fenomeno, un mostro&#8230;&#8221; commenta ai microfoni della Rai. Il resto \u00e8 il terzo posto di Isaac del Toro e poi tutti gli altri, quelli normali, quelli che fanno un&#8217;altra gara compreso Wout Van Aert che chiude decimo questa volta, per fortuna, senza sfortune..<\/p>\n<p><strong>E&#8217; la quarta vittoria di Pogacar alle Strade Bianche<\/strong> che qui aveva debuttato da professionista nel 2019 nelle gare di un giorno arrivando trentesimo. Per un campione cos\u00ec \u00e8 sempre la volta giusta, giustissima. Attesa, annunciata, non scontata perch\u00e8 se ne va, stacca tutti, ma non dilaga, controlla, mantiene un distacco di sicurezza e fa tutta la fatica che serve, riassunta nella faccia provata davanti alle telecamere in piazza del Campo.<\/p>\n<p><strong>Alla fine vince perch\u00e8 qui vincono solo i grandi e i grandissimi. <\/strong>Vince solo chi ha classe e\u00a0 coraggio,\u00a0 chi \u00e8 capace di\u00a0 riavvolgere il nastro e riportare il ciclismo indietro nel tempo, dove si arriva alla spicciolata, dove ci si deve sporcare le mani e non solo le mani\u00a0 perch\u00e8 la polvere arriva ovunque, dove le squadre si sbriciolano e le tattiche servono a poco o forse nulla. Succede solo qui,\u00a0 solo nelle terre che\u00a0L\u2019Eroica, con la maiuscola, ha conservato riconsegnandole alla storia e a uno sport che forse negli ultimi anni \u00e8 andato troppo veloce e nel cammino ha perso\u00a0 un po\u2019 della sua origine. Troppa fretta, troppa tecnologia, troppe gare, troppi interessi, troppe moto, troppo di tutto a confondere mito e leggenda con tappe inutili e ordini di arrivi non sempre all\u2019altezza.<\/p>\n<p><strong>Serviva una sfida che portasse a riscoprire l\u2019anima e la meccanica<\/strong>, ad alzarsi sui pedali per saltare via brecciole, buche e cunette che ti si parano davanti su salite che non ti aspetti. Con le ruote che slittano, s\u2019impolverano, si fermano sugli strappi pi\u00f9 duri, con le incognite di un guasto o di una foratura che sfuggono a tattiche e algoritmi. Dove si cade e ci si rialza. Serviva ed eccola qui la sesta monumento, la sfida che vale un Fiandre, una Roubaix, che vale e basta :\u00a0 Le Tolfe, Pieve di Santa Santamaria, Castelnuovo della Berardenga, Colle Pinzuto, la Strada del castagno, Monte Sante Marie tra sterrati, settori e una Toscana che lascia senza fiato per eleganza e bellezza.<\/p>\n<p><strong>E finisce sempre come deve finire.<\/strong> Vince il migliore. Vince Tadej Pogacar che cala un poker che gli permette di mettersi alle spalle un altro grande come Fabian Cancellara e fa capire a tutti che anche quest\u2019anno suoner\u00e0 lo stesso spartito dove cercher\u00e0 di inserire le note che finora gli mancano a cominciare dalla prossima Sanremo, il sogno impossibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E questo un ciclismo che d\u00e0 ragione ai sognatori, ai romantici e a chi questo sport ce l\u2019ha nel cuore e nell\u2019anima.\u00a0 Tadej Pogacar \u00e8 il Re delle strade Bianche,\u00a0 firma un\u00a0 poker\u00a0 e scrive un&#8217;altra pagina delle sua storia che ormai si fatica a trovare gli aggettivi per raccontare. Va cos\u00ec&#8217;, come si pensava, come ci si aspettava, come sempre e come al solito cio\u00e8 con un&#8217;ottantina di chilometri di fuga che\u00a0 come dice il campione del mondo al traguardo: &#8220;pi\u00f9 o meno avevamo pianificato&#8230;&#8221;. Dettagli. Pogacar si alza sui pedali e va e dietro prova a tener botta [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/03\/07\/poker-di-pagacar-il-re-delle-strade-bianche\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39441"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39441"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39441\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39445,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39441\/revisions\/39445"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39441"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39441"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39441"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}