{"id":39513,"date":"2026-03-21T21:45:06","date_gmt":"2026-03-21T20:45:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=39513"},"modified":"2026-03-22T16:15:18","modified_gmt":"2026-03-22T15:15:18","slug":"cosa-ci-lascia-in-eredita-la-sanremo-di-pogacar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/03\/21\/cosa-ci-lascia-in-eredita-la-sanremo-di-pogacar\/","title":{"rendered":"Cosa ci lascia in eredit\u00e0 la Sanremo di Pogacar?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/03\/21\/cosa-ci-lascia-in-eredita-la-sanremo-di-pogacar\/taddd-2\/\" rel=\"attachment wp-att-39514\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-39514\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/03\/taddd-300x204.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/03\/taddd-300x204.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/03\/taddd-1024x696.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/03\/taddd-768x522.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/03\/taddd.jpg 1106w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La Sanremo di Tadej Pogacar lascia in eredit\u00e0 molte pi\u00f9 cose di una vittoria storica, di un tab\u00f9 abbattuto ( ora resta solo a Roubaix), di un ciclismo moderno dove in salita si va a 40 all&#8217;ora, di una monumento che sembra facile e invece non si sa mai come va a finire. Consegna ci\u00f2 che in tanti sanno e cio\u00e8 che, al di l\u00e0 di tutte le malignit\u00e0 e dei sospetti, il ciclismo \u00e8 uno sport a parte dove salvo rarissime eccezioni vince sempre i pi\u00f9 forte e dove ( sempre salvo rarissime eccezioni) pi\u00f9 che i piani valgono il coraggio, la caparbiet\u00e0, la classe e la voglia di non arrendersi.<\/p>\n<p><strong>Pogacar cade, si rialza e vince arrivando al traguardo strappato e ferito.<\/strong> &#8220;Epico&#8221; si dice in questi casi, in realt\u00e0 no perch\u00e8 cadono anche gli altri e anche gli altri si rialzano, ripartono e lottano. Non eroi ma ciclisti, sportivi capaci di sopportare tanta fatica e tanto dolore senza troppe manfrine. E ognuno faccia i paragoni che pi\u00f9 gli piacciono. Cade Mathieu van der Poel che lotta come un leone e si stacca solo a met\u00e0 del Poggio; cade Wout van Aert che spacca la bici, rientra sfruttando anche se non potrebbe la scia dell&#8217;ammiraglia, e negli ultimi chilometri trova (ritrova) le gambe per andarsene al gruppo e salire sul podio dietro ad un formidabile Tom Pidcock l&#8217;unico che resiste allo sloveno e cede solo di mezza ruota.<\/p>\n<p><strong>La Sanremo 117 lascia in eredit\u00e0 la gioia infinita di Pogacar<\/strong> perch\u00e8 la Sanremo \u00e8 un magnifico concentrato di ciclismo ma non proprio il suo e anche per questo, lui che vince sempre, se la va a prendere solo alla settima partecipazione. E anche per questo non esulta dopo il traguardo: non subito. Prima d\u00e0 un&#8217;occhiata a Pidckoc e poi capisce che \u00e8 la volta buona. E questa Sanremo ci\u00a0 consegna la sua felicit\u00e0 ma anche gli abbracci di tutti quelli che gli passano accanto: la sua squadra, l&#8217;inglese che ha battuto di un nulla in volata, il rivale olandese di sempre staccato sul Poggio, il belga ritrovato che se ci fosse stato ancora un chilometro se la sarebbe giocata allo sprint. E poi fidanzate, manager, massaggiatori, amici, tifosi&#8230;<\/p>\n<p><strong>La Sanremo ci consegna la salita della Cipressa pi\u00f9 veloce di sempre<\/strong> pedalata dal campione del mondo, al netto di vento e caduta, in 8 minuti e 48 secondi &#8220;come una moto&#8221; ha detto Pidcock che non lo ha mollato di un centimetro. Idem l&#8217;ascesa sul Poggio n 5 e 43. Ci consegna un vincitore a Sanremo con la maglia iridata 43 anni esatti dopo Beppe Saronni e ci fa amare un ragazzo dalla faccia raggiante che trova, nonostante le ammaccature, la voglia di scherzare&#8221; E&#8217; la mia vittoria pi\u00f9 bella? No, perch\u00e8 ora dovr\u00f2 preoccuparmi di curare le ferite anche se non vedevo l&#8217;ora di vincerla questa Sanremo: forse solo tra un po&#8217; capir\u00f2 davvero di avercela fatta&#8221;.<\/p>\n<p><strong>La 117ma\u00a0 Sanremo ci lascia in regalo l&#8217;idea di un ciclismo nuovo e spettacolare<\/strong>. Anni fa, non tanti anni fa in verit\u00e0, l&#8217;idea era quella che alla Sanremo non succedeva mai nulla fino all&#8217;inizio del Poggio, che era una classica che sarebbe potuta partire anche da Savona o da Imperia e nulla sarebbe cambiato e che\u00a0 la vinceva chi sapeva aspettare&#8230; Da qualche anno, da quando Pogacar ha rispolverato le gesta di un ciclismo antico che non fa tanti calcoli ma attacca e parte da lontano, la scommessa era quella di capire quando oggi avrebbe attaccato lo sloveno: sul Poggio? Sulla Cipressa? Addirittura sul Turchino? Come Fausto Coppi che and\u00f2 in fuga a quasi 150 chilometri dal traguardo?\u00a0 Un piano c&#8217;era, forse anche pi\u00f9 di uno, ma poi, come sempre, strada gambe e destino, decidono ci\u00f2 che deve accadere anche di vincere una Sanremo quando non gira tutto dritto, quando cadi, quando sembri fuori dai giochi, quando forse non te l&#8217;aspetti pi\u00f9, quando tutto sembra svanire. E&#8217; il bello del ciclismo, ma forse \u00e8 il bello dello sport e della vita.<\/p>\n<p><strong>Ma la Sanremo ci lascia anche una giornata di paura.\u00a0<\/strong> Nella Sanremo women a una ventina di\u00a0 chilometri dal traguardo, lungo la discesa della Cipressa, la tv manda all&#8217;improvviso le immagini di un groviglio di\u00a0 cicliste. Cadono, si intrecciano, le bici si accartocciano ma per fortuna si rialzano. Poi per\u00f2 arriva anche l&#8217;azzurra Debora Silvestri\u00a0 che viene catapultata oltre il guardrail e cade nella strada sottostante.\u00a0 Non perde conoscenza ma l&#8217;impatto \u00e8 tremendo. Sono attimi di terrore. La 27enne veneta alla sua prima partecipazione alla Milano-Sanremo viene soccorsa e portata d&#8217;urgenza in ospedale:\u00a0 \u201cDebora \u00e8 attualmente in condizioni stabili- spiega in serata una nota del suo team- Rimarr\u00e0 ricoverata in ospedale per le prossime ore sotto osservazione medica e si sottoporr\u00e0 ad ulteriori esami per determinare l\u2019entit\u00e0 delle sue lesioni\u201c. Restano l&#8217;angoscia e la convinzione che in un ciclismo sempre pi\u00f9 moderno, pi\u00f9 ricco, pi\u00f9 aggressivo e veloce forse qualche rete di\u00a0 protezione in una curva di una discesa cos\u00ec poteva essere messa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Sanremo di Tadej Pogacar lascia in eredit\u00e0 molte pi\u00f9 cose di una vittoria storica, di un tab\u00f9 abbattuto ( ora resta solo a Roubaix), di un ciclismo moderno dove in salita si va a 40 all&#8217;ora, di una monumento che sembra facile e invece non si sa mai come va a finire. 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