{"id":39588,"date":"2026-04-03T19:17:26","date_gmt":"2026-04-03T17:17:26","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=39588"},"modified":"2026-04-03T19:17:26","modified_gmt":"2026-04-03T17:17:26","slug":"si-sa-quasi-tutto-del-fiandre-anche-che-a-vincere-e-sempre-il-migliore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/04\/03\/si-sa-quasi-tutto-del-fiandre-anche-che-a-vincere-e-sempre-il-migliore\/","title":{"rendered":"Si sa quasi tutto del &#8220;Fiandre&#8221; anche che a vincere \u00e8 sempre il migliore"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/04\/03\/si-sa-quasi-tutto-del-fiandre-anche-che-a-vincere-e-sempre-il-migliore\/fia2-3\/\" rel=\"attachment wp-att-39589\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-39589\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/fia2-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/fia2-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/fia2-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/fia2.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Domenica si corre il Giro delle Fiandre.\u00a0 E si potrebbe finire qui, senza aggiungere altro perch\u00e8 la Ronde, per chi ama il ciclismo, \u00e8 la madre di tutte le corse.\u00a0 Ma qualcosa si pu\u00f2 aggiungere. Ad esempio che a giocarsela saranno tutti migliori, dai favoritissimi Tadej Pogacar e Mathieu Van der Poel ai &#8220;favoriti\u00a0 ma un po&#8217; meno&#8221; Wout van Aert e Mades Pedersen. Non solo. Quest&#8217;anno al via da Anversa c&#8217;\u00e8 anche Remco Evenepoel che su questi muri non ha mai corso ma \u00e8 perfettamente in grado, se tiene i nervi saldi, di dire la sua. &#8220;Comunque vada sar\u00e0 un successo&#8221; si diceva una volta del Festival di Sanremo, anzi lo \u00e8 gi\u00e0, come sempre d&#8217;altronde. Ci sar\u00e0 un popolo ad applaudire i campioni, pi\u00f9 di mezzo milione di spettatori sul percorso che si muoveranno gi\u00e0 da oggi per trovare un posto su Paterberg o sul Kwaremont.<\/p>\n<p><strong> Si sa quasi tutto della \u201cRonde\u201d .<\/strong> Che \u00e8 un monumento, che prima che arrivasse il Leone Fiorenzo Magni la vincevano sempre i fiamminghi, che poi sono arrivati tutti gli altri, sempre fuoriclasse perch\u00e8 questa \u00e8 una sfida che non si vince per caso. Si sa che sono i muri, che \u00e8\u00a0 la storia del ciclismo, sono un Paese che pedala, che sta sui bordi delle strade ad applaudire, sono birra e panini\u00a0 aspettando la corsa, sono il pav\u00e8 che non \u00e8 un fastidio da asfaltare.\u00a0 Sono i paesini che vivono addormentati per un anno tra le campagne, tra case e cascine che sembrano un dipinto fiammingo, sono i cieli bassi,\u00a0 gli sterrati infiniti nei boschi e la brezza del mare del Nord. Sono strappi dai nomi impronunciabili dove le bici imbizzarriscono, i muscoli pure, dove si va su come\u00a0 ubriachi,\u00a0 dove piuttosto che mettere un piede a terra uno se lo fa tagliare.<\/p>\n<p><strong>Sono il\u00a0 pav\u00e8 del Paterberg, la chiesetta del Kappelmuur<\/strong> che in tanti si segnano quando passano, sono le pietre grezze del Koppenberg, l\u2019infinit\u00e0 del\u00a0 Kwaremont dove la fatica \u00e8 una smorfia che sfigura le facce. Non c\u2019\u00e8 una storia che inizia e finisce. Non c\u2019\u00e8 gruppo compatto, non c\u2019\u00e8 scia, non ci sono treni. Qui, pi\u00f9 che altrove, ognuno per s\u00e8 e Dio per tutti. Non \u00e8 il ciclismo eroico perch\u00e8\u00a0 \u201cnell\u2019inferno del Nord\u201d la retorica \u00e8 gratis e nessuno la vuole pi\u00f9. E\u2019 solo storia che tiene insieme tutte queste cose e che un giorno del secolo scorso divenne leggenda ovviamente per caso, quando il giornalista, indipendentista fiammingo<strong> Karel van Wijnendaele\u00a0p<\/strong>er far pubblicit\u00e0 al suo giornale lo Sportwereld\u00a0 organizz\u00f2 il Fiandre\u00a0 per la prima volta. Va cos\u00ec, le grandi epopee cominciano sempre per caso.<\/p>\n<p><strong>E la Ronde in un secolo \u00e8 diventata il riscatto della Vallonia,<\/strong> terra ordinata e perfetta, di villette e giardini, dove fa buio in fretta, dove il tempo scorre lentissimo, dove il ciclismo \u00e8 religione, si santifica, si gode della vigilia che fa fremere e sperare e poi vola via tutto in un giorno, troppo in fretta, lasciando il magone aspettando un anno che dovr\u00e0 nuovamente passare. Tradizioni che sono diventate pane quotidiano per chi ha nel sangue le corse del Nord. Per chi vive quel ciclismo l\u00ec che \u00e8 uno sport ma anche uno stile, una \u201cfissa\u201d, un modo di essere fuori dalle convenzioni e dalle rotte. Le classiche del Nord sono corse fuori concorso e fuori-tempo, sono una rivoluzione fatta col \u201c32\u201d,\u00a0 sono rock\u00a0 \u00a0suonato in chiesa. Ognuno ha il suo ciclismo e questo forse \u00e8 quello che ti tira dentro di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>A Ronse c\u2019\u00e8 una birreria che si chiama\u00a0\u201cVigorelli\u201d,<\/strong>\u00a0 una bella insegna rossa che mette allegria e d\u00e0 una botta a giornate che da queste parti sono spesso \u201cperfettamente fiamminghe\u201d ci\u00f2\u00e8\u00a0 grigie, fredde, ventose e piovose: \u201cIl tempo perfetto per correre la Ronde\u2026\u201d. Giri secco a sinistra, passi un murales con uno che sembra Roger de Vlaminck ma probabilmente non lo \u00e8, e ti ritrovi a fare i conti con un\u2019arrampicata secca che si perde a vista d\u2019occhio. Per fortuna non c\u2019\u00e8 pav\u00e8 che qui \u00e8 quasi ovunque e ti fa traballare come una bottiglia di vino in bilico su una lavatrice mentre centrifuga. Per\u00f2\u00a0 il muro \u00e8 tosto come lo sono tutti gli altri. Muri \u201ccontadini\u201d, costruiti per andar nei campi, fatti per i trattori che vanno su dritti senza svolte, senza tornanti, senza tregua, senza troppi riguardi. Tratturi per il bestiame, pietre poco adatte a ruote e copertoncini, da prenderci la mira, pronte disarcionarti se ci finisci dentro di traverso. Muri che diventano nobili solo una settimana l\u2019anno. Ma quelli sono e e la Ronde \u00e8 questa roba qui. Per quello \u00e8 diventata leggenda, per quello tutti la vogliono correre e tutti sognano di vincerla. Ma alla fine vince uno solo: e mai per caso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Domenica si corre il Giro delle Fiandre.\u00a0 E si potrebbe finire qui, senza aggiungere altro perch\u00e8 la Ronde, per chi ama il ciclismo, \u00e8 la madre di tutte le corse.\u00a0 Ma qualcosa si pu\u00f2 aggiungere. Ad esempio che a giocarsela saranno tutti migliori, dai favoritissimi Tadej Pogacar e Mathieu Van der Poel ai &#8220;favoriti\u00a0 ma un po&#8217; meno&#8221; Wout van Aert e Mades Pedersen. Non solo. 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