{"id":39600,"date":"2026-04-05T17:38:40","date_gmt":"2026-04-05T15:38:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=39600"},"modified":"2026-04-05T17:42:59","modified_gmt":"2026-04-05T15:42:59","slug":"uno-uno-uno-uno-e-ancora-uno-pogacar-vince-un-fiandre-antico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/04\/05\/uno-uno-uno-uno-e-ancora-uno-pogacar-vince-un-fiandre-antico\/","title":{"rendered":"Uno, uno, uno, uno e ancora uno. Pogacar vince un Fiandre antico"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/04\/05\/uno-uno-uno-uno-e-ancora-uno-pogacar-vince-un-fiandre-antico\/oud\/\" rel=\"attachment wp-att-39601\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-39601\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/oud-300x233.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/oud-300x233.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/oud-768x595.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/oud.jpg 837w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Uno, uno, uno, uno e ancora uno.\u00a0 Arrivano tutti alla spicciolata in questa\u00a0 Ronde van Vlanderen antica, anzi no modernissima, che racconta meglio di tante chiacchiere cosa sia il ciclismo oggi, quanto sia spettacolare e appassionante e come sia capace di onorare i grandi appuntamenti tenendo fede a tutte le attese. Vince uno sfinito Tadej Pogacar in quasi sei ore e mezzo di fantastica fatica inseguito a distanza da un altrettanto sfinito Mathieu van der Poel e, sempre a distanza, da Remco Evenepoel che al debutto porta a termine una gara a &#8220;bagno maria&#8221; tra i due che ha davanti che prova a raggiungere, che ad un certo punto\u00a0 quasi riesce a prendere e che alla fine lascia andare e Wout van Aert e Mads Pedersen che lo inseguono e alla fine arrivato quarto e quinto.<\/p>\n<p><strong>Uno, uno, uno, uno e ancora uno <\/strong>con la convinzione che potrebbe essere cos\u00ec anche domenica prossima sulle pietre della Roubaix nella speranza ( la nostra) che un altro uno si possa aggiungere e sia quello di Filippo Ganna che oggi qui ha scelto di non esserci.<\/p>\n<p><strong>Uno, uno, uno, uno e ancora uno.<\/strong> Perch\u00e8 la Ronde nora la sua storia di corsa fuori dalle regole e dagli schemi , sfida da corridori soli dove tattiche e scie contano il giusto: cio\u00e8 quasi nulla.\u00a0 Alla vigilia erano 5 quelli che potevano giocarsela: nell&#8217;ordine Pogacar, Van der Poel, Evenepoel, Van Aert e Pedersen. E cos\u00ec sono arrivati, cos\u00ec \u00e8 giusto che arrivassero perch\u00e8 da queste parti, anche se si corre il giorno di Pasqua, le sorprese non sono la regola. Sempre e solo Tadej Pogacar. Lo sloveno conquista il terzo Giro delle Fiandre della sua carriera, il secondo\u00a0 consecutivo. Decisivi due scatti sull&#8217;Oude Kwaremont: nel primo, a 60 km dal traguardo, screma il gruppo dei migliori nel secondo invece,\u00a0 a venti chilometri dall&#8217;arrivo, si libera dell&#8217;ultimo rivale, van der Poel per poi andare a raccogliere la giusta gloria sul traguardo di Oudeenaarde.<\/p>\n<p><strong>Uno, uno, uno, uno e ancora uno a faticare da soli,<\/strong> a pensare da soli, a sperare da soli, a\u00a0 voltarsi come non mai per controllare i distacchi, a cercare un riparo da un vento assurdo, a prendersi gli applausi di un popolo di oltre 500 mila appassionati che li ha ammirati e se li \u00e8 goduti ad uno ad uno, in primo piano. Perch\u00e8 questa \u00e8 una corsa dove ognuno fa per s\u00e8, dove ognuno fa i conti con la sua fatica e con il suo cuore.\u00a0 Che racconta in modo formidabile il ciclismo di questi anni. Un ciclismo straordinariamente moderno perch\u00e8, grazie al talento e alla classe dei suoi protagonisti, \u00e8 tornato magicamente all&#8217;antico. &#8220;Oggi ha vinto chi aveva pi\u00f9 gambe&#8230;&#8221; ha detto Van Aert al traguardo.<\/p>\n<p><strong>Che \u00e8 poi la grande verit\u00e0 di questo sport<\/strong> dove vince chi arriva primo e in genere \u00e8 il pi\u00f9 forte. Senza discussioni, senza revisioni, senza Var, senza proteste e senza simulazioni.\u00a0 Uno sport dove alla fine ci si abbraccia. Dove Pogacar si accascia sfinito sulla bici e poi aspetta. Aspetta Van der Poel che viene\u00a0 a rendergli l&#8217;onore delle armi, aspetta Pedersen che fa la stessa cosa e aspetta Van Aert che lo abbraccia, sta pe andarsene ma vien trattenuto dallo sloveno per una mano: &#8220;Sei un grande, stai tornando&#8230;&#8221;. Non capita spesso e non capita altrove. Diciamo che, riprendendo le polemiche di questi giorni,\u00a0 non capita\u00a0 nel calcio poco abituato a tutto ci\u00f2. E allora peccato che la Rai non abbia trasmesso il Fiandre perch\u00e8 non aveva i diritti. In compenso ha gi\u00e0 annunciato che queste estate potremo tutti goderci i mondiali anche senza l&#8217;Italia. Giusto cos\u00ec: quello \u00e8 uno sport da professionisti. Vuoi mettere?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Uno, uno, uno, uno e ancora uno.\u00a0 Arrivano tutti alla spicciolata in questa\u00a0 Ronde van Vlanderen antica, anzi no modernissima, che racconta meglio di tante chiacchiere cosa sia il ciclismo oggi, quanto sia spettacolare e appassionante e come sia capace di onorare i grandi appuntamenti tenendo fede a tutte le attese. 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