{"id":39643,"date":"2026-04-11T16:06:13","date_gmt":"2026-04-11T14:06:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=39643"},"modified":"2026-04-11T16:06:13","modified_gmt":"2026-04-11T14:06:13","slug":"domani-la-roubaix-numero-123-in-cinque-pronti-a-scrivere-la-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/04\/11\/domani-la-roubaix-numero-123-in-cinque-pronti-a-scrivere-la-storia\/","title":{"rendered":"Domani la Roubaix numero 123: in cinque pronti a scrivere la storia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/04\/11\/domani-la-roubaix-numero-123-in-cinque-pronti-a-scrivere-la-storia\/thumbnail_img_0526-3\/\" rel=\"attachment wp-att-39644\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-39644\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/thumbnail_IMG_0526-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/thumbnail_IMG_0526-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/thumbnail_IMG_0526-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/thumbnail_IMG_0526.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>&#8220;Mi sento pi\u00f9 favorito qui alla Roubaix che al Giro della Fiandre&#8230;&#8221; ha detto ieri Mathieu van der Poel a chi gli chiedva un pronostico.\u00a0 Domani l&#8217;otto volte campione del mondo \u00e8 un favoritissimo tra i favoriti. L&#8217;altro favoritissimo \u00e8 ovviamente \u00e8 Tadej Pogacar &#8220;Che su queste pietre ha meno certezze- ha aggiunto l&#8217;olandese che nel Velodrome \u00e8 gi\u00e0 arrivato primo per tre volte- Perch\u00e8 bisogna saper gestire il pav\u00e9 senza essere troppo aggressivi e cercando le traiettorie migliori per minimizzare i rischi&#8221;. Poi dopo i favoritissimi ci sono i favoriti a cominciare dal nostro Filippo Ganna che ha rinunciato al Fiandre per presentarsi qui in grande spolvero per arrvare a Wout va Aert e Mads Pedersen. Sempre loro, salvo sorprese. Salvo colpi di scena che su queste pietre sono sempre pi\u00f9 che possibilli.<\/p>\n<p><strong>Le pietre contano.<\/strong> Quella di domani \u00e8 l&#8217;edizione numero 123 della Roubaix. Il via da Compiegne e l&#8217;arrivo a Roubaix dopo 258 chilometri e trenta settori per 55 chilometri di pav\u00e8, metro pi\u00f9 metro meno. Una pietra dopo l\u2019altra, infide, spesso bagnate anche se domai non \u00e8 prevista piioggia e quindi ci sar\u00e0 da fare i conti con la polvere, a schiena d\u2019asino cio\u00e8 pi\u00f9 alte e sconnesse nel mezzo per scivolare sui lati e sparire ai bordi dove spesso si pu\u00f2 pedalare ma non sempre, perch\u00e8 tra pubblico e transenne lo spazio non c\u2019\u00e8 e il rischio di agganciarsi a qualcosa o qualcuno \u00e8 troppo alto. Una pietra dopo l\u2019altra, pi\u00f9 lontane che vicine,\u00a0 a volte con l\u2019erba in mezzo che rende tutto ancora pi\u00f9 complicato\u00a0 che se sbagli a mettere una ruota e ci finisci in mezzo non ne esci pi\u00f9, la bici si imbizzarrisce, va dove vuole e non serve pi\u00f9 neanche provare ad aggrapparsi alle leve dei freni, perch\u00e8 le mani tremano, le braccia pure e ogni gesto, anche il pi\u00f9 semplice come fermarsi, diventa inutile.<\/p>\n<p><strong>Chi l\u2019ha fatta spiega che per restare in equilibrio,<\/strong>\u00a0per non\u00a0 impazzire, per non cadere bisogna avere il coraggio di andar forte, bisogna tirare sui pedali anzich\u00e8 spingere perch\u00e8 cos\u00ec la bici tende a sollevarsi come fosse un aliscafo e bisogna aver la fortuna di non bucare.\u00a0 Parti, pedali, sconquassi mani e bici su alcuni tratti di pav\u00e8 e speri di non cadere e di non bucare. Sei settori a quattro stelle di difficolt\u00e0, quattordici a tre stelle, cinque a due stelle e uno solo a una stella praticamente una passerella prima di entrare nel velodromo. Nomi\u00a0 che ormai sono storia: la\u00a0Foresta di Arenberg,\u00a0Mons-en-P\u00e9v\u00e8le,\u00a0il\u00a0Carrefour de l\u2019Arbre.\u00a0Finito il settore di\u00a0Champin en P\u00e9v\u00e8le,\u00a0si gira a destra e dopo\u00a0 una quindicina di\u00a0 chilometri si arriva\u00a0Roubaix. Fine del tormento e inizio della gloria.\u00a0Dentro, fuori o davanti nei primi cinquanta all\u2019imbocco dell\u2019Arenberg o addio sogni di gloria.\u00a0 Va quasi sempre cos\u00ec e andr\u00e0 cos\u00ec anche quest\u2019anno. Guai a cadere qui.<\/p>\n<p><strong>Comunque vada da Compiegne al Velodrome \u00e8 un sfida ad eliminazione<\/strong>. Restano in pochi.\u00a0 Resta chi ha un fisico \u201cbestiale\u201d,\u00a0 meglio se potente, meglio se prestante, meglio se un po\u2019 pesante e la storia di chi ha vinto da queste parti insegna. \u00a0Chiunque vinca diventa un uomo di Roubaix. Uno dei tanti ma unico. Speciale. Perch\u00e8 quello degli eroi di Roubaix \u00e8 il circolo pi\u00f9 esclusivo del mondo. Un\u2019enclave che va oltre il tempo. Basta una volta. Due sono tante, oltre diventa mito. E noi ci siamo l\u00e0 in mezzo. Inutile far nomi chi ama questo sport sa, conosce, ricorda. \u00a0Tutto ci\u00f2 che della Roubaix si deve raccontare \u00e8 stato gi\u00e0 scritto. Chilometri di battaglie, di gioie immense, delusioni terribili. Di cadute, di dolore e di pianti. Tutto ci\u00f2 che della Roubaix rimane \u00e8 la sua storia scritta nella polvere o nel fango, sulle pietre che hanno creato il mito di una gara dove tutto sembra esagerato, epico forse anche un po\u2019 retorico.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un cartellone che fa bella mostra di s\u00e8 su una parabolica del Velodrome<\/strong>\u00a0dove sta scritto che \u201cL\u2019inferno del Nord ti porta in Paradiso\u201d ed \u00e8 cos\u00ec davvero, perch\u00e8 basta andarci una volta nella\u00a0 foresta di Arenberg, a Mons en Pevele, nel Carrefour de l\u2019Arbre per capire cos\u2019\u00e8 davvero questa corsa che ha fermato il tempo. Passato e futuro. Il ciclismo ha questa capacit\u00e0 straordinaria di tenere insieme tutto, di mischiare ci\u00f2 che \u00e8 stato e che sar\u00e0, di lasciare sulla strada o sul cemento di un pista pezzi di storia a disposizione di tutti. Basta andare. Basta entrare e prenderseli, goderne. Cos\u00ec arrivi a Roubaix, ti avvicini al Velodrome, riconosci le strade, rivivi tutte le imprese che hai seguito in tv, poi svolti a destra e finisci dritto dritto nel mito di uno sport eterno. Qui, contrariamente a quanto succede da noi, non serve prenotare, non ci si deve iscrivere a nessuna societ\u00e0, a nessuna federazione, non si paga e non ci sono moduli da compilare, firmare, sottoscrivere. Si entra e basta, liberi. Infatti \u00e8 e pieno di ragazzi che si divertono. Funziona cos\u00ec dalle parti degli \u201cspocchiosi\u201d cugini francesi.\u00a0 Ma \u00e8 solo invidia: hanno ragione loro\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Mi sento pi\u00f9 favorito qui alla Roubaix che al Giro della Fiandre&#8230;&#8221; ha detto ieri Mathieu van der Poel a chi gli chiedva un pronostico.\u00a0 Domani l&#8217;otto volte campione del mondo \u00e8 un favoritissimo tra i favoriti. 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