{"id":39651,"date":"2026-04-12T17:30:47","date_gmt":"2026-04-12T15:30:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=39651"},"modified":"2026-04-12T20:07:07","modified_gmt":"2026-04-12T18:07:07","slug":"van-aert-vince-la-roubaix-giustizia-e-fatta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/04\/12\/van-aert-vince-la-roubaix-giustizia-e-fatta\/","title":{"rendered":"Van Aert vince la Roubaix: giustizia \u00e8 fatta&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2026\/04\/12\/van-aert-vince-la-roubaix-giustizia-e-fatta\/wout-6\/\" rel=\"attachment wp-att-39652\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-39652\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/wout-300x198.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/wout-300x198.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/wout-1024x676.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/wout-768x507.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2026\/04\/wout.jpg 1138w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Wout Van Aert ha vinto la Parigi-Roubaix.\u00a0 Nessuna beffa. Batte nella volata del Velodrome Tadej Pogacar perch\u00e8 \u00e8 stato coraggioso, tenace\u00a0 e grande esattamente quanto il campione sloveno ma alla fine \u00e8 stato pi\u00f9 forte e non gli ha dato scampo. Per il ciclismo, per tutti gli innamorati di cislismo, questo \u00e8 un giorno di festa. Non si pu\u00f2 non esultare per la Roubaix di Wout van Aert, il campione del popolo, campione pi\u00f9 amato, campione spesso sfortunato e spesso perdente. Non oggi. Non dopo 258 chilometri \u00a0chilometri di battaglia sul pav\u00e8 delle Ardenne che lo hanno visto\u00a0 andarsene ad una cinquantina di chilometri dall&#8217;arrivo con Pogacar, resistere e collaborare per cercare di contenere il rientro furioso di Mathieu van der Poel appiedato da un foratura e alla fine giocarsela in quel tempio del ciclismo che \u00e8 il velodromo di Roubaix.<\/p>\n<p><strong>Non poteva che vincere la Roubaix uno come Wout van Aert<\/strong> per risorgere, per ritornare a far vedere qual \u00e8 la sua classe, di che ciclismo \u00e8 capace, per mettersi alle spalle cadute, incidenti, volate sbagliate, sfortune e destino. Non poteva che vincere su queste pietre che raccontano un ciclismo d&#8217;altri tempi ma allo stesso tempo modernissimo e spettacolare e che sono il lasciapassare per la gloria: chiunque vinca qui diventa un uomo di Roubaix. Uno dei tanti ma unico. Speciale. Perch\u00e8 quello degli eroi di Roubaix \u00e8 il circolo pi\u00f9 esclusivo del mondo. Un\u2019enclave che va oltre il tempo. Basta una volta. Due sono tante, oltre diventa mito.<\/p>\n<p><strong>Wout van Aert vince la Roubaix, d\u00e0 il cinque ai suoi due figli e alza un dito al cielo.<\/strong> &#8220;E dal 2018 che ci penso. Dedico questa vittoria al mio compagno di squadra Michael Goolaerts, che qui \u00e8 morto allora durante la sua prima Parigi-Roubaix&#8230;&#8221;. \u00c8 da allora che il campione belga s&#8217;\u00e8 messo in testa di vincere qui per ricordare il suo compagno di squadra ai tempi della V\u00e9randa\u2019s Willems-Crelan Pro Cycling Team.\u201cQuesta vittoria significa tutto per me. Ci ho pensato cos\u00ec a lungo, la parte pi\u00f9 difficile era arrivare nel velodromo, \u00e8 stata dura tenere la ruota di Tadej ma ora \u00e8 un sogno che si realizza. Questa \u00e8 la Roubaix, una corsa cos\u00ec caotica, incerta, bellissima. \u00c8 la corsa pi\u00f9 bella che esista. Nella mia carriera ho avuto tanta sfortuna, mi sono sempre rialzato pensando a questa giornata, a una vittoria cos\u00ec\u201d.<\/p>\n<p><strong>Wout van Aert vince la Roubaix e fa storia a s\u00e8. <\/strong>Perch\u00e8 il fammingo non \u00e8 solo un campione di ciclismo. E\u2019 l\u2019eroe romantico che ogni tifoso sogna di veder correre, combattere, vincere ma anche perdere nella migliore delle sfide possibili sempre in bilico tra la grande impresa e\u00a0 dramma, tra gioia e\u00a0 disperazione, tra estasi e\u00a0 tormento. C\u2019\u00e8 un ciclismo con Wout van Aert e ce n\u2019\u00e8 un altro senza e non sono la stessa cosa. Perch\u00e8 \u00e8 il ciclismo generoso, leale, dei buoni sentimenti che il fiammingo in tutti questi anni si \u00e8 cucito addosso. Van Aert in corsa aggiunge, infiamma, perch\u00e8 comunque sai che ci prova e che pu\u00f2 fare quella differenza che per uno strano volere del destino magari poi non fa. In corsa \u00e8 importante che ci sia perch\u00e8 quando c\u2019\u00e8 sai sempre che pu\u00f2 accadere qualcosa, anche se poi qualcosa spesso capita a lui e non sempre di buono, perch\u00e8 fora, sbanda, cade\u2026 Ma se non succede Van Aert in gara vale sempre il prezzo del biglietto perch\u00e8 dove lo trovi uno che vince allo sprint sui Campi Elisi e poi stacca tutti sul Mont Ventoux? Dove lo strovi uno che stacca Pogacar sulla salita di Mont Martre, che lo batte in volata al Velodrome&#8230;Lui non vince (o perde) corse normali ma solo quelle che ti restano dentro<\/p>\n<p><strong>E allora si spiega perch\u00e8 quando vince Van Aert l\u2019enfasi \u00e8 quella che in genere si riserva alle grandi imprese.<\/strong> E allora si spiega perch\u00e8 ogni tv, ogni sito, ogni post ripropone all\u2019infinito le sue vittorie, il testa a testa con Isaac del Toro sulle strade Bianche del Giro, l&#8217;ultimo duello parigino al Tour con Pogacar ed ora il finale della Roubaix, immagine iconica di una vittoria che rester\u00e0 nel tempo, che ricorderemo,. Quella di Va Aert oggi non \u00e8 una vittoria\u00a0 e basta,\u00a0 che \u00a0tutti o quasi tutti speravano, sognavano. Che tutti o quasi tutti non vedevano l\u2019ora, che tutti o quasi oggi negli ultimi chilometri verso il velodromo hanno fatto il tifo per lui. Ritrovarlo a braccia alzate\u00a0 per tutti o quasi tutti \u00e8 stata la fine di un incubo che va al di l\u00e0 delle tattiche, delle ruote tenute, limate o succhiate. Dettagli terreni e trascurabili di una vittoria che ci riconsegna il campione dei nostri sogni, che ci riconcilia con i sentimenti e che fa pari e patta con il destino. Wout van Aert ha vinto la Roubaix: giustizia \u00e8 fatta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Wout Van Aert ha vinto la Parigi-Roubaix.\u00a0 Nessuna beffa. Batte nella volata del Velodrome Tadej Pogacar perch\u00e8 \u00e8 stato coraggioso, tenace\u00a0 e grande esattamente quanto il campione sloveno ma alla fine \u00e8 stato pi\u00f9 forte e non gli ha dato scampo. Per il ciclismo, per tutti gli innamorati di cislismo, questo \u00e8 un giorno di festa. Non si pu\u00f2 non esultare per la Roubaix di Wout van Aert, il campione del popolo, campione pi\u00f9 amato, campione spesso sfortunato e spesso perdente. Non oggi. 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